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Economia
Illy ad Affari: "L'Expo? Un'occasione". E il caffè sposa l'arte

"Il rapporto con Milano? Per noi quest'anno è la seconda casa. Siamo partner dell'Expo. Avremo modo di gestire il Coffee Cluster. Un grande padiglione di 4.500 metri quadrati interamente dedicato al caffè. All'interno del quale avremo occasione di celebrare occasione di organizzare la più grande celebrazione del caffè della storia". Lo spiega Andrea Illy nel corso di un'intervista ad Affaritaliani.it. Expo opportunità per il sistema-Paese? "Ne sono convinto. Gli Expo sono concepiti nel loro concetto per cambiare i Paesi. Auspico che accada anche in Italia e penso che accadrà", sottolinea il presidente e ad di Illy Caffè. "E' un enorme opportunità per l'alimentare". Illy Caffè e l'arte... "L'arte è una parte integrante della nostra strategia. Il caffè è un momento di piacere. Quindi pensiamo di dare un piacere più grande rendendolo oltre che buono anche bello attraverso l'arte. Questo binomio è nato dalla ricerca della bellezza e va avanti. L'arte veste il caffè simbolicamente e non finiremo mai di fare arte".

ECCO LA VIDEO-INTERVISTA INTEGRALE AD ANDREA ILLY
DI ANDREA RADIC

 

Robert Wilson contribuisce alla creazione della  nuova illy Art Collection

Robert Wilson è l'artista che ha curato l’ultima illy Art Collection, la collezione di tazzine numerate e firmate realizzate da illy. Il tema che ha ispirato la  Collection, e da cui prende il nome, è il Watermill Center, il laboratorio per le arti e le scienze umanistiche fondato da Robert Wilson nel 1992. Il Watermill Center accoglie studenti e professionisti delle arti performative in un ambiente multidisciplinare dedito alla creazione condivisa. Promuove la ricerca nell’ambito delle arti sceniche, mettendo a disposizione dei giovani emergenti un ambiente unico per la creazione e l’esplorazione teatrale e tutte le forme artistiche a esso correlate, rompendo con le forme di rappresentazione tradizionali e sviluppando un approccio democratico e cross-culturale. Gli artisti Christopher Knowles, Hope Esser, Willie Filkowski, Clo’e Floirat, Gintare Minelgaite hanno collaborato con Robert Wilson alla realizzazione della nuova illy Art Collection. Sono stati selezionati fra tutti coloro che hanno partecipato all’annuale International Summer Program, il laboratorio estivo al quale partecipano quasi 100 artisti di almeno 30 diverse nazionalità.

Il Watermill Center, con le opere in esso contenute, la sua architettura e il materiale stesso in cui è costruito, è la fonte di ispirazione per questa illy Art Collection. Oltre all’inconfondibile “ok” di Wilson, i lavori di Clo’e Floirat e Gintare Minelgaite si ispirano all’architettura del Centro, Willie Filkowski ha lavorato utilizzando una tecnica applicata sugli elementi architettonici (superfici e pietre in particolare), Hope Esser ha utilizzato il lupo rosso, uno dei famosi riferimenti ricorrenti nelle opere di Robert Wilson presenti al centro.

BLACK, WHITE AND READ ALL OVER

Da sempre impegnata nel mondo dell’arte e della cultura, illy presenta la mostra personale di Christopher Knowles, artista e collaboratore di Wilson che ha molte volte ispirato i suoi lavori teatrali, intitolata Black, White and Read all over. Un percorso tra i lavori dell’artista americano, che sarà possibile vistare dal 3 al 28 settembre presso lo spazio illyartlab alla Triennale di Milano.

“Con questa iniziativa continua l’impegno di illycaffè nella collaborazione con Triennale con la quale stiamo sviluppando un percorso fatto di caffè, arte e sostenibilità che ci condurrà fino ad EXPO 2015 di cui illy è Official Coffee partner di Expo e sarà il curatore del Coffee Cluster, il padiglione del caffè dell'esposizione” ha commentato Andrea Illy, presidente e amministratore delegato di illycaffè.

Nel corso degli ultimi trent’anni la produzione artistica di Knowles si è concretizzata in un corpo di lavori unico per il quale solo ultimamente l’artista ha ricevuto il dovuto riconoscimento. Fra i vari progetti, Knowles ha di recente re-immaginato i propri lavori di text-typing nella performance The Sundance Kid Is Beautiful al Museo del Louvre di Parigi, e le sue opere sono state incluse in Against Expression: An Anthology of Conceptual Writing di Kenneth Goldsmith e Craig Dworkin e nella mostra Ecstatic Alphabets/Heaps of Language al MoMA.
Il lavoro presente in Against Expression deriva da un corpus di pezzi basati su testo che Knowles chiama “typings” (battiture), molti dei quali realizzati fra gli anni 70 e 80, periodo in cui numerosi poeti newyorkesi utilizzavano la macchina da scrivere come vincolo formale della propria poesia.
I typings di Knowles si confrontano con la materialità della macchina da scrivere e il linguaggio delle sue digitazioni che non può essere separato dal potenziale e dai limiti di questo ormai arcaico strumento. Mentre è possibile scannerizzare e visualizzare digitalmente i typings di Knowles, è invece impossibile ribatterli in formato Word – farlo significherebbe infatti eclissare la sostanza visiva del linguaggio perdendo così gran parte della sua potenza e del suo fascino.
La poetica di Knowles era decenni in avanti rispetto al suo tempo ed è curioso notare come un lavoro creato con l’ausilio di una tecnologia ormai datata, quella della macchina da scrivere, abbia precorso le poetiche di molti poeti d’avanguardia degli ultimi dieci anni, durante l’ascesa della poetica digitale. Potete chiamarla ironia storica oppure semplicemente godere dell’energia giocosa dei typings di Knowles.

Il progetto è curato da Change Performing Arts, la struttura con sede a Milano che dal 1992 cura internazionalmente le produzioni di Robert Wilson.

RED NIGHT

In occasione del lancio della Watermill Center illy Art Collection, la nuova collezione di tazzine curata da Bob Wilson e da lui creata insieme agli artisti che gravitano intorno all’omonimo laboratorio d’arte contemporanea, illycaffè invita amici e ospiti d’eccezione a un evento esclusivo alla Triennale di Milano: Red Night, una serata di performance live di oltre venti giovani artisti provenienti da dodici nazioni.

Red Night è un momento di immersione totale nel mondo della performance art e in quella multidisciplinarietà dedicata alla creazione condivisa che è alla base dell’istituzione fondata da Wilson nel 1992, lo stesso anno in cui illy lancia la illy Art Collection.

“Illy da sempre promuove l’arte contemporanea e i giovani artisti – ha dichiarato Andrea Illy, Presidente e Amministratore delegato di illycaffè –  siamo orgogliosi della collaborazione con il maestro Robert Wilson e il Watermill Center di New York che si è concretizzata in un’eccezionale collezione di tazzine e nella performance Red Night. La scelta della location non è casuale perché rappresenta il proseguimento  della collaborazione con la Triennale, all’interno della quale stiamo costruendo un percorso fatto di caffè, arte e sostenibilità che ci condurrà fino ad EXPO 2015 di cui illy è Official Coffee partner e sarà il curatore del Coffee Cluster, il padiglione del caffè dell'esposizione”.


Installazioni e performances a cura di:
Artisti: Alex Berlage (Australia), Krystian Lyson (Polonia), Annick Lavallée Benny (Canada), Christina Sotiropoulou (Grecia), Alessandra Armenise (Italia), Francesca Fini (Italia), Fanny Lavergne (Francia), Mette Sterre (Olanda), Doran Silek Patec (Slovenia),  Paula Garcia (Brasile), Marianna Kavallieratos (Grecia), Carlos Soto (USA), Christopher Knowles (USA), Gintare Minelgaite (Lithuania), Emma Tubbs (UK).

Alex Berlage e Krystian Lyson – Third Face. I due artisti esplorano l’interazione tra forza e possibilità. La figura umana si impegna in un dialogo con un ambiente estraneo, a contrasto con la forza imprevedibile e spontanea degli elementi.

Annick Lavallée – n.u.b.e.  una nuvola che sovrasta un campo fatto di porcellana.

Christina Sotiropoulou – “86420b”. Una serie di statiche sculture umane i cui  copricapi sembrano armature.

Alessandra Armenise – Keep talking to me. Un omaggio a Sherazade, la celebre ragazza del romanzo “Le mille e una notte”, costretta a raccontare storie al fine di salvare la sua vita. Nella performance l’artista tesse incessantemente la maglia della sua prigione.

Francesca Fini – FAIR & LOST (in the woods). L’artista subisce scosse elettriche, che provocano forti contrazioni muscolari involontarie su entrambe le braccia, mentre tenta di truccarsi. Una riflessione sulla bellezza e sull’identità.

Fanny Lavergne – The Rest of the Tales. Un abito-cuscino, indossato dall’artista che invita il pubblico a sedersi accanto a lei. L’abito è un’occasione per condividere storie o brevi racconti.

Mette Sterre – Hummelmania. Cinque creature fatte di elastici di gomma passano i loro giorni a battere a macchina intrappolati in un ufficio invisibile, mentre il loro capo si aggira intorno senza svolgere alcun lavoro. In questa performance Sterre mette in discussione l’etica del lavoro e le strutture di potere della gerarchia sociale in modo giocoso.

Mette Sterre – Structurealist. Ispirandosi alla sequenza di Fibonacci sugli animali degli abissi e le formazioni di cristallo, l’artista presenta una nuova creatura, una figura grottesca e non umana.

Dorian Šilec Petek – Stabat Mater, passion. Nel profondo della mente, nascosta dietro i burka giace il volto mutilato di una donna che ha commesso il reato di attraversare il cammino segnate dall’uomo. Una riflessione sui soprusi contro le donne per i loro rifiuti ad avances sessuali, imposizioni di matrimonio e richieste di dote.

Christopher Knowles – House. Nenie e filastrocche al tramonto.

Carlos Soto – My heart’s in my hand, and my hand is pierced, and my hand’s in the bag, and the bag is shut, and my heart is caught. I fan irrompono sul palco per baciare il cantante Morrissey.

Marianna Kavallieratos – On’. Un’azione mai finita, una parola senza fine, un suono mai sentito, On’ è un viaggio nei compiti senza senso di tante giornate di tutti noi. Il testo Parsifal di Christopher Knowles è  il sottofondo sonoro dell’azione infintamente ripetuta.

Paula Garcia – Noise Body. Un corpo magneticamente colpito con violenza: precarietà, incertezza e rischio.

Gintare Minelgaite and Emma Tubbs – De’Coy. In inglese “decoy” indica una persona, un dispositivo o un evento che opera come una distrazione, un’esca. I “decoys” sono stati utilizzati per secoli soprattutto in nella caccia, ma anche in tempo di guerra o per commettere o risolvere crimini.

(SEGUE: L'INTERVENTO DEL SINDACO PISAPIA. GUARDA IL VIDEO)

Tags:
illyrobert wilsonilly art collection
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