Vincenzo Novari, ad di Tre Italia, teme la creazione di un cartello Tim-Vodafone, con la complicità di Apple per tagliare fuori Tre e Wind dal business dell'iPhone. Il motivo? "Le tariffe dei due big sono molto simili, che sono i soli a poter partire già l'11 luglio, sembra che abbiano deciso di non farsi la guerra"
Undici luglio 2008. Annotiamoci questa data: è storica. Oggi, con il lancio del melafonino della Apple, meglio noto come iPhone, si può chiudere la lapide di quella tomba nella quale è finito il quotidiano cartaceo. Morto, per sempre. Prosit.
E già perché l'informazione online, in particolare quella in tempo reale del quotidiano online, grazie alla prevedibile diffusione di massa del cellulare che naviga in Internet, acquisterà nei prossimi mesi e anni quella mobilità che gli mancava e che era l’unico suo handicap, il suo tallone d'Achille, rispetto al fratello maggiore, il quotidiano cartaceo. Con l'iPhone il problema è risolto.
Finora chi leggeva le news su Intenet era vincolato alla fissità e alla rigidità spazio-temporale del computer, doveva in sostanza stare dietro a una scrivania. Di conseguenza non era possibile leggersi il proprio quotidiano online in movimento, in viaggio, in vacanza, in giro per la città, ai giardini, in treno, in palestra. Ed è proprio su questo plus che il quotidiano cartaceo, grazie alla sua mobilità, ha mantenuto in questi anni una residua, sempre più debole, reason why, una ragione di esistere.
Con il melafonino invece il lettore potrà, semplicemente toccando il video, richiamare su uno schermo abbastanza grande, il suo giornale online preferito dovunque si trovi. Non dovrà più cioè essere incollato a un computer. Si porterà, attraverso questo aggeggino avveniristico, che è già oggetto di culto e dalla mezzanotte di oggi sta scatenando le passioni dei fans in coda ai negozi, trasferire le proprie abitudini di lettura e le proprie fonti di informazioni sulla neve e in piscina, in bagno (luogo residuo di grande consumo del giornale cartaceo) o su una nave.
Va segnata dunque questa data, questo altro eleven storico (come l'11 settembre): è la fine di un'epoca, che affonda le sue radici nell'illuminismo (quando comparvero le prime gazzette) e nella rivoluzione industriale, quando cominciarono ad affermarsi, in Inghilterra e in America, i primi quotidiani di informazione. E il prodotto news diventò bene di consumo.
L'11 luglio 2008 segna la data di morte di quel prodotto giornale che veniva chiuso in tipografia alla sera e, una volta stampato, messo su auto, treni e aerei, per raggiungerci con la sua fisicità e il suo indimenticabile profumo d'inchiostro in ogni angolo del Paese, anche il più isolato, dovunque ci fosse un punto vendita assimilabile a un'edicola.
Un compagno di vita che ci ha tenuto compagnia per due secoli,divenendo un’abitudine quotidiana, una sorta di messa laica e portando nelle nostre case le buone e le cattive notizie, i morti e le feste, i fatti e le opinioni, i valori e gli interessi, i personaggi e i significati che si producevano nel mondo circostante.
Amore di iPhone/ Lo schermo è più pulito con... le ragazze sexy
Ora le news non arrivano, si vanno a prendere. Accendendo il computer e digitando l'indirizzo del proprio giornale o, se si è fuori, toccando la tastiera del cellulare. E non c'è da attendere il giorno dopo. E tutto pronto, qui ed ora: la notizia cotta e mangiata, croccante, come diciamo della nostra informazione noi di Affaritaliani.it. E anche se siamo in Australia, possiamo sapere le novità del lattaio dell'angolo o del cinema del quartiere nello stesso momento in cui le apprende il suo dirimpettaio.