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Controvento
Fascismo? Non è questione di simboli. Il vero pericolo sono le ideologie

Casapound a Ostia, gli skinhead a Como, Forza Nuova che manifesta sotto la redazione di Repubblica, il carabiniere che conserva un vessillo delle Germania guglielmina caro ai neonazisti di oggi. La somma dei casi di cronaca di questi giorni sembra confermare che il fascismo sta tornando in voga e si fa minaccioso.

Tra gli “addetto ai lavori” (politici, giuristi, sociologi, studiosi) circolano due tesi contrapposte; la prima è che bisogna intervenire duramente per prevenire. Applicare sul serio la Legge Scelba del ’52 (ricostituzione del partito fascista), la Legge Macino del ’93 (discriminazione razziale), e varare la Legge Fiano, ancora in fase di discussione, che punirebbe tutte le manifestazioni di celebrazione e apologia del fascismo.

La tesi contraria è: se inseguiamo tutti i simboli, tutti i gesti, facciamo il gioco degli estremisti di destra; si sentiranno vittime della repressione politico-culturale dello Stato, ribelli audaci, rivoluzionari. Soffiando sul fuoco finiremo per trasformare gli incendi in un rogo generale.

Forse dovremmo partire dalla parola “fascismo”, che ormai ha due significati distinti. In politica è fascismo qualsiasi ideologia autoritaria e nazionalista che punti ad un regime dittatoriale. E’ il significato “internazionale” del termine. I tedeschi, per esempio, usano poco la parola nazismo, e parlano molto di fascismo. Perché “nazismo” è una vicenda storica chiusa con la morte di Hitler.

Per noi Italiani è un po’ più difficile: fascismo è un pezzo della nostra storia, un ferita non chiusa.

Forse dovremmo curare di meno, soprattutto con leggi e divieti, i simboli di regimi sconfitti dalla storia e i loro usi provocatori. E badare di più alle ideologie totalitarie, violente e dittatoriali. Sono queste il vero pericolo, in Italia e altrove (basta considerare la deriva autoritaria di alcuni paesi ex comunisti dell’Est europeo).

Il contrasto è bene che sia politico, non legale. Serve far capire a tanti che cosa accade alla gente dove l’ordine diventa obbedienza, e il destino di chi non è d’accordo con il governo sono galera, morte, tortura, o per lo meno discriminazioni ed esilio.

La distinzione tra democrazia e dittatura sta in cose ben più pesanti dei feticci e delle bandiere.

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fascismo simbolifascismo italiaitalia fascismo

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