Bianca, la signora del no

Sabato, 2 maggio 2009 - 12:32:00


Anche questa volta Bianca Berlinguer ha detto no: il suo nome non ci sarà nelle liste del Pd per le elezioni europee. L’anno scorso ci aveva provato Walter Veltroni, suo amico di lunga data, a convincerla a candidarsi al Parlamento, ma inutilmente. Per Strasburgo era sembrata più possibilista, ma intanto in lista aveva già trovato posto un Berlinguer (Luigi, ex ministro dell’istruzione) e a quel punto Bianca ha deciso due sarebbero stati troppi. Qualcuno invece ci contava sul suo nome, perché, anche se appartengono alla stessa famiglia, i due Berlinguer non hanno esattamente lo valore simbolico: Luigi è stato ministro e senatore ai tempi dei Ds, ma Bianca è la figlia di Enrico, lo storico leader del Partito Comunista.

I no di Bianca alle proposte elettorali sorprendono ogni volta proprio per la sua storia familiare: i Berlinguer sono sempre stati tutti in politica, fin dai tempi del bisnonno Enrico, amico di Mazzini e di Garibaldi. Il nonno Mario era avvocato e deputato socialista, suo padre Enrico è stato il segretario che negli anni ’70 ha portato il Pci ai suoi massimi storici; nell’elenco ci sono anche lo zio Giovanni (eurodeputato dell’Ulivo), il fratello Marco (Rifondazione Comunista) e anche l’ex ministro Luigi e Francesco Cossiga, entrambi cugini di suo padre. Nella biografia di Bianca, invece, non c’è traccia di militanza politica, nemmeno ai tempi della scuola, e in effetti suona strano, considerato che erano gli anni ’70 e che Bianca era figlia del segretario nazionale del Pci. Niente movimento studentesco, niente Fgci, nessun ruolo nel partito, nemmeno quando, nel 1984, Enrico muore improvvisamente alla vigilia delle elezioni europee. All’epoca Bianca aveva 25 anni e la laurea in lettere e aveva già cominciato a fare la giornalista al Messaggero; l’anno dopo passa alla Rai, prima nella redazione di Mixer con Giovanni Minoli, poi, dal 1991, al Tg3, il “Telekabul” di Sandro Curzi, suo primo direttore. Da allora, Bianca non ha mai lasciato il Tg3 e ne è diventata uno dei volti storici, probabilmente il più noto. E quando qualche mese fa Marcello Dell’Utri aveva lamentato lo stile “dark e gotico” di alcuni conduttori del Tg3, la veterana Bianca aveva subito risposto al senatore Pdl: “Mi piacerebbe avere la faccia gotica, gli zigomi alti preservano dai segni dell’età”, aveva commentato, “ma sindacare sui giornalisti e sul loro aspetto fisico non è una grande prova di liberismo.”

Di suo padre Bianca non ha solo gli stessi lineamenti, ma anche lo stesso carattere serio, schivo, uno stile sempre misurato anche nelle polemiche, come quando Francesco Cossiga aveva dichiarato di essere intervenuto (sebbene senza risultati) per farle avere una posizione di maggior rilievo alla Rai: Bianca si è limitata a smentire, senza accuse né querele. Memorabile è rimasta la sua lettera all’Unità in cui puntava il dito sui “critici frettolosi” dell’allora Pds che condannavano l’operato di suo padre: “Consiglierei di non prendere a calci Berlinguer per dimostrare che sappiamo stare nel salotto buono.” Decisa e determinata nelle sue posizioni, così come nella difesa della sua vita privata, di cui si hanno poche notizie (vive con Luigi Manconi, sociologo e senatore del Pd, da cui ha avuto la figlia Giulia) e mai nessun gossip: anche questo riserbo Bianca l’ha ereditato dal padre, che ha sempre voluto tenere la sua famiglia lontano dai riflettori.

Forse prima o poi seguirà il richiamo della politica, ma per ora rimane più forte quello del giornalismo, che del resto è anch’esso nei geni dei Berlinguer: il bisnonno Enrico aveva fondato il quotidiano La Nuova Sardegna e sono giornalisti anche sua madre e due dei suoi fratelli (Marco a Liberazione, Laura a Studio Aperto). Da tempo si parla di lei come prossimo direttore del Tg3: potrebbe avere un concorrente nel collega Antonio Caprarica, ma Bianca ha dalla sua la lunga carriera svolta tutta nella stessa testata. Sul suo nome sembrano tutti d’accordo, il che, quando si parla di nomine Rai, non è poco.

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