Femmine/ Angela Merkel, la cancelliera di ferro

Sabato, 25 ottobre 2008 - 12:56:00


La Merkel "violentata" da Sarkozy. Ma lei ritratta... e scoppia l'amore
Quando due anni fa George Bush, durante un vertice dei G8, le arrivò alle spalle all’improvviso e le fece un massaggio al collo, ad Angela Merkel bastò uno sguardo per far capire al presidente americano che la sua iniziativa non era stata per niente gradita. Per questo il quotidiano svizzero Le Matin Dimanche sembra poco credibile, quando scrive che Angela Merkel avrebbe chiesto all’ambasciatore a Parigi un intervento per arginare le affettuosità del presidente francese: la cancelliera tedesca non ha probabilmente bisogno di intermediari, nemmeno con Nicolas Sarkozy.

 







Sarà anche per questo che secondo la rivista americana Forbes è la donna più potente del mondo da ben tre anni, da quando nel 2006 ha scalzato Condoleeza Rice. E’ stata spesso paragonata a Margaret Thatcher e ha dimostrato più volte la tempra di “lady di ferro”, come quando l’anno scorso è stata l’unico capo di governo in Europa a ricevere il Dalai Lama, sfidando le minacce della Cina. Pochi mesi fa hanno colpito le sue parole davanti alla Knesset, il parlamento israelian “I tedeschi sono pieni di vergogna per l’Olocausto nazista e mi inchino davanti alle vittime”. E il suo discorso è stato un privilegio unico, finora avevano potuto parlare alla Knesset solo i capi di Stato, e per lei il parlamento israeliano ha modificato il proprio regolamento.

Angela Merkel è abituata ai primati: è stata la prima donna presidente della Cdu, il partito cristiano-democratico, e naturalmente il primo cancelliere donna, oltre che il più giovane (è stata eletta a 51 anni) e il primo proveniente dall’ex Germania Est. Figlia di un pastore luterano e di un’insegnante di latino, Angela è nata da Amburgo, ma è cresciuta a Templin, nel Brandeburgo. Dopo la laurea in fisica a Lipsia, si trasferisce a Berlino all’Accademia delle Scienze, dove ottiene il dottorato e poi un posto di ricercatrice di fisica quantistica. All’università comincia il suo impegno politico nella “Libera Gioventù Tedesca”, il movimento giovanile del regime socialista, ma rifiuta di collaborare con la Stasi, la polizia segreta, e per questo motivo dovrà rinunciare a un posto di assistente universitario. Dopo la caduta del muro di Berlino entra a far parte della CDU di Helmut Köhl, che nel 1991 la nomina ministro per le donne e i giovani; la chiamano “das Mädchen”, “la ragazza”. Nonostante sia la protetta di Köhl, non esita a mettersi contro di lui quando nel 1998 scoppia nel suo partito lo scandalo finanziario che coinvolge lo stesso Köhl e così nel 2000 diventa il primo presidente donna della CDU. La sua ascesa politica culmina nel 2005, con l’elezione a cancelliere della “grande coalizione” tra i cristiano-democratici e i socialdemocratici del SPD. Il suo governo ha ridotto la disoccupazione e varato riforme a favore delle imprese, ma anche delle famiglie. Angela è una decisa sostenitrice delle politiche per la difesa dell’ambiente ed è un’europeista convinta: “Fino all’età di trentacinque anni ho ammirato l’Europa dall’esterno, e mi sembrava una casa meravigliosa.”

 E’ risoluta e pragmatica e molti la giudicano troppo rigida, addebitando questo suo modo di essere (e anche la presunta insofferenza ai baci e agli abbracci di Sarkozy)  alla severa educazione luterana. E’ un tipo senza fronzoli, in ogni senso, a partire naturalmente dal suo look sobrio e pratico; la stilista inglese Vivienne Westwood si era offerta di disegnarle degli abiti, ma Angela le ha preferito la connazionale Anna von Griesheim, meno famosa, ma di sicuro meno estrosa. L’unica volta che è finita su un giornale di gossip è stato due anni fa, quando il tabloid inglese “The Sun” l’ha sorpresa di spalle mentre si cambiava il costume, durante la solita vacanza a Ischia con il marit tutta la stampa tedesca è insorta a difesa della cancelliera. Alla fine di settembre il suo partito ha subito una dura sconfitta alle elezioni amministrative, ma pochi giorni dopo, nel sondaggio della televisione Ard, Angela ha ottenuto il sostegno del 53 per cento dei tedeschi, quasi venti punti in più del suo rivale della SPD. Se arriverà con questi numeri alle elezioni del 2009, potrebbe non avere più bisogno della “grande coalizione” per governare la Germania.

di Marialetizia Mele

 

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