Di Marialetizia Mele
 Vladimir Luxuria
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Dice che le critiche le aveva messe in conto, assicura che non cambierà, cita Shakespeare e “The Truman Show”. Ma in fondo, probabilmente, Luxuria se la ride del caso politico che la vede protagonista e che non è altro se non la sua ennesima provocazione: da parlamentare di Rifondazione Comunista all’Isola dei Famosi. Questa volta gli scandalizzati non sono benpensanti e moralisti, ma gli stessi compagni di partito, divisi al congresso di Chianciano, ma ricompattati contro Luxuria e contro il reality di Simona Ventura. “Reputo intellettualmente frivolo chi considera alcune trasmissioni popolari solo futili e di nessuna levatura culturale”, ha risposto Luxuria dalle pagine di Liberazione, mostrandosi più snob degli snob di Prc, con la lieve ironia che la contraddistingue.
Non ce l’ha con i suoi detrattori e mantiene la sua proverbiale calma dettata dall’abitudine a fronteggiare attacchi e insulti: solo negli ultimi due anni, dal suo ingresso in politica, ne ha collezionati parecchi, dalla “Cicciolina ridicola” con cui l’aveva apostrofata Clemente Mastella, al “meglio fascista che frocio” urlatole in faccia da Alessandra Mussolini in una puntata di Porta a Porta, allo scontro con la deputata Elisabetta Gardini, che si era detta “violentata” quando l’aveva trovata nei bagni femminili di Montecitorio. Ma nel tempo si è alzata in sua difesa anche qualche voce insospettabile, come Maurizio Gasparri di An o Marina Berlusconi, che l’ha definita “intelligente, preparata, ragionevole, con un grande senso dell’umorismo”.
Con lo stesso umorismo Luxuria precisa di aver già fatto un reality, “il primo giorno a Montecitorio”, con i teleobiettivi dei fotografi puntati su di lei, e che la lotta per la sopravvivenza è prassi quotidiana in Parlamento, “pieno di squali e barracuda”. Lei l’ha affrontata per due anni sfidando i pregiudizi e presentandosi sempre impeccabile nei suoi famosi tailleur castigatissimi, mai una scollatura, né una gonna troppo corta; ma non si è tirata indietro quando Daniela Santanché l’ha sfidata a indossare una minigonna (“abbiamo le cosce più lunghe di Montecitorio”, commentò la collega). D’altra parte lustrini e paillettes li aveva già abbandonati da qualche anno, da quando aveva lasciato la direzione artistica di Muccassassina, l’evento alternativo più famoso d’Italia. Vladimir Luxuria (nome d’arte regalatole da un ragazzo come omaggio alla sua “sensualità luminosa”) è nata lì, nel circolo omosessuale Mario Mieli di Roma, quando era ancora Vladimiro Guadagno, giovane pugliese arrivato da Foggia nella capitale per frequentare l’università.
(Segue - La vita di Vladimir, dalla laurea con 110 e lode alla Muccassassina...)