Rigoletto

di Angelo de' Cherubini

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Il rigoletto
Il Rigoletto/ Mettersi in gioco? Le strategie per combatterlo

Partendo dall’esperienza di don Zappolini, portavoce della campagna contro l’azzardo “Mettiamoci in gioco”, il libro racconta e documenta un fenomeno sociale molto diffuso, del quale non si ha ancora una percezione profonda. L’intento è di informare tutti e di aiutare chi è caduto in questa spirale, e i suoi famigliari, con indicazioni utili e precise.

Il filo narrativo è rappresentato dalle testimonianze di giocatori patologici, in percorso di recupero presso la Comunità residenziale di Festà, in provincia di Modena. Alle loro storie s’intrecciano le voci di operatori, attivisti e collaboratori della campagna “Mettiamoci in gioco”, un osservatorio privilegiato sui temi del gioco d’azzardo: i costi economici e sociali, i rischi sanitari e per la collettività, le facce di una dipendenza “senza sostanza”, difficile da intercettare e da prevenire, il limite tra il gioco legale e il gioco illegale.

Infine, gli autori fanno il punto normativo sul tema: dal divieto di pubblicità del gioco d’azzardo alla necessità di una legge che ancora aspetta di venire alla luce.

mettersi in gioco copertina
La copertina del libro

Armando Zappolini con Mimma Scigliano, Mettersi in gioco? L’azzardo: dalle storie di dipendenza alle strategie per combatterlo, Edizioni San Paolo 2019, pp. 240, euro 17,00

Gli Autori

DON ARMANDO ZAPPOLINI è parroco di Perignano, Quattro Strade, Lavaiano e Gello, tutti paesi del pisano. Dal 2011 al 2018 è stato presidente del Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza. Nel 2018 è stato nominato direttore della Caritas della Diocesi di San Miniato. È portavoce nazionale della campagna contro il gioco d’azzardo “Mettiamoci in gioco”. Nel 2017 ha pubblicato il suo primo libro, Un prete secondo Francesco, San Paolo.

MIMMA SCIGLIANO, giornalista, scrittrice e autrice, da diversi anni realizza reportage narrativi, raccontando storie vere e analizzando fenomeni sociali. Come nel suo primo libro Amori senza diritti. Storie di coppie omosessuali con figli, pubblicato nel 2010 da Editrice Zona. Da due anni è autrice della casa editrice San Paolo, ha collaborato ai libri: Un prete secondo Francesco di Armando Zappolini, (R)esistere a Scampia di Ciro Corona e La toga addosso di Paola Ortolan. È anche autrice di audio-documentari per il programma di Radio 3 “Tre Soldi”.

 

Prefazione

Vivo da parecchi anni al Rione Sanità, una delle più difficili periferie di Napoli. E uno dei problemi gravi che ho dovuto affrontare è stato il gioco d'azzardo, un cancro che divora le persone e le famiglie.Come missionario che vive e opera in questa realtà, non potevo non affrontare una piaga sociale così grave. La prima cosa che ho fatto è stata favorire la nascita di un gruppo di auto-aiuto Giocatori Anonimi che sostiene chi gioca a uscire da questa dipendenza. Spesso partecipo agli incontri del gruppo e sono sempre molto arricchito ascoltando le condivisioni dei partecipanti. Penso che ogni parrocchia dovrebbe avere un gruppo in grado di aiutare chi è caduto nella dipendenza dal gioco d'azzardo.Lo stretto contatto con chi soffre di questa malattia mi ha fatto capire che dovevo impegnarmi nel contrasto al gioco d'azzardo e soprattutto nei confronti di una politica governativa che lo favorisce e lo incoraggia.

Data la mia inesperienza in questo campo, ho iniziato a cercare appoggio e sostegno presso associazioni e fondazioni, come è stato raccontato al capitolo nove di questo libro.È stato lungo questo cammino che ho incontrato don Armando Zappolini, portavoce della campagna "Mettiamoci in gioco", che ringrazio di cuore per il suo impegno contro l'azzardo. Sono stato sempre dell'idea che per un contrasto concreto occorra una legge.Agli inizi di luglio dello scorso anno, il governo attuale, con l'articolo 8 del Decreto Dignità, ha messo al bando «qualsiasi forma di pubblicità relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro», ma, mentre aspettiamo il 30 giugno di quest'anno, termine stabilito dal decreto, entro il quale ogni pubblicità dovrà cessare, il nostro impegno non deve cessare: dobbiamo continuare a far pressione perché si arrivi a una legge quadro che regolamenti tutto il settore.Sono dell'idea che, come campagna "Mettiamoci in gioco", dobbiamo attivarci per una raccolta firme. Dobbiamo arrivare almeno a mezzo milione di firme! Per ottenere un tale risultato è necessario fare rete con tutti, in particolare con le parrocchie. Ritengo importante un coinvolgimento della Conferenza Episcopale Italiana, che dovrebbe fare propria questa campagna contro l'azzardo.

In questo modo potremo farcela! Chiediamo ai vescovi di prendere posizione sull'azzardo invitando i sacerdoti nelle omelie a dire a tutti i fedeli che «il gioco d'azzardo è immorale». Il più noto teologo italiano di etica sociale, Enrico Chiavacci, affermava: «Ogni forma di gioco d'azzardo, di rischio di una somma con il solo scopo di vederla ritornare moltiplicata, senza che ciò implichi un'attività lavorativa di alcun genere, è pura ricerca di ricchezza ulteriore. Che si tratti del Lotto, o di altro... tutte queste attività mi sembrano moralmente inaccettabili».Una tale presa di posizione da parte dei vescovi aiuterebbe a creare gradualmente una rivoluzione culturale che potrà poi portare a una legge seria sull'azzardo. Non possiamo accettare che gli italiani spendano miliardi di curo al gioco.Dobbiamo voltare pagina. Tocca a noi!

Padre Alex Zanotelli

Introduzione

Negli ultimi anni, sono stati scritti parecchi libri sul tema del gioco d'azzardo: saggi, trattati sociologici e psicologici, raccolte statistiche e storie di giocatori dipendenti, caduti nelle maglie dell'azzardo.Ecco perché, quando mi hanno proposto di scriverne un altro, come portavoce della campagna nazionale contro i rischi del gioco d'azzardo "Mettiamoci in gioco", mi sono chiesto se ci fosse un reale bisogno di partorire queste pagine.

Poi, mi sono voltato indietro, e ho rivissuto gli anni in cui su questo problema c'era il buio assoluto. Non se ne parlava, non si conosceva e l'opinione pubblica lo ignorava.Allora, se fossi stato io a proporre un libro sul gioco d'azzardo, probabilmente non avrei incontrato l'interesse di alcun editore... "Non è un argomento che tocca la gente", mi avrebbero risposto.E, invece, come no se la toccava! Ma se ne accorgevano solo coloro che lavoravano "in trincea", nei servizi pubblici per le tossicodipendenze o nelle comunità terapeu-tiche, che si ritrovavano a doversi occupare di persone con disturbo da gioco d'azzardo — ma allora non era ancora riconosciuto dai grandi manuali scientifici e diagnostici — senza strumenti, soldi e risorse.Come accade spesso, il "popolo del sociale" intercetta i fenomeni prima che questi esplodano.E anche in questo caso lo ha fatto già dagli inizi degli anni Novanta.Allora mi sono detto che forse serviva un libro che parlasse di un impegno sociale in quest'ambito. Perché, quando i fenomeni dilagano e diventano emergenze, si parla, perlopiù, di dati che lievitano, di numeri che si moltiplicano e si fanno grandi proclami.I volti delle persone si perdono dietro le cifre fantasmagoriche.

I volti di chi combatte e, purtroppo, anche di chi muore.Già, perché di gioco d'azzardo si soffre e si muore.Si deve sapere.È per questo che nel libro, insieme alla storia di un impegno, si raccontano le storie di chi nel tunnel del gioco d'azzardo ci è entrato e cerca di uscirne. Perché le storie formano la coscienza della gente e l'avvicinano a mondi che appaiono lontani e che, invece, sono lì, più vicini di quanto si pensi.L'impegno sociale profuso in questi anni da associazioni, volontari, operatori sociali è stato forte e intenso. Raccontarlo può smentire chi si appella alla solita frase "tanto nessuno fa niente". Perché non è vero che nessuno fa niente.La politica, il più delle volte, non dà risposte, ma le persone, quelle che elargiscono impegno e dedizione, ci sono e sono anche tante.L'esperienza della campagna "Mettiamoci in gioco" è un'esperienza straordinaria, perché riesce a mettere insieme l'impegno di mondi diversi: quello cattolico, sociale, sindacale, culturale e di volontariato. Trentaquattro sono le realtà che vi aderiscono.

Dietro ognuna di loro, ci sono persone che, ogni giorno, incontrano il dolore e la sofferenza di altre persone che vivono un disagio e, in questi ultimi anni, il disagio legato alla dipendenza da gioco d'azzardo ha raggiunto dimensioni impressionanti.Forti dell'esperienza quotidiana sul campo, abbiamo intrapreso una lotta di contrasto al gioco d'azzardo cercando strategie, soluzioni e formulando proposte. E abbiamo cercato di dialogare e confrontarci con uno Stato che, spesse volte, su questo tema è stato sordo e cieco e lo è stato anche consapevolmente.Dal 2012 a oggi il percorso è stato intenso, a volte faticoso e sconfortante. Ma non ci siamo arresi, stiamo ancora lottando, perché non ci si arrende quando "in gioco" ci sono la vita delle persone e la salute e il benessere della collettività.È in nome di questa lotta che ho scritto questo libro.

Armando Zappolini

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