Rigoletto

di Angelo de' Cherubini

A- A+
Il rigoletto
Papa Luciani non fu avvelenato. Il cardinale Parolin: "Fu morte naturale"

Giovanni Paolo I morì di morte improvvisa, espressione con la quale in medicina legale si intende sempre la “morte naturale”. Lo scrive con inequivocabile chiarezza il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin nella prefazione del libro “Indimenticabile”, scritto dal giornalista Rai Antonio Preziosi, pubblicato da Cantagalli e da Rai Libri. Nei dieci capitoli del volume, l’Autore ricostruisce con semplicità e rigore giornalistico la portata innovativa del pontificato di Albino Luciani, salito al soglio di Pietro con il nome di Giovanni Paolo I. Si raccontano i gesti, i discorsi, le premonizioni, i segni che annunciarono e poi costituirono un pontificato destinato – pur nella incredibile brevità dei suoi 33 giorni – ad aprire una fase nuova nella vita della Chiesa, i cui semi germoglieranno con San Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e soprattutto con papa Francesco. Il Papa che introdusse per primo il doppio nome, che rinunciò al plurale maiestatico, che fece della “umiltà” la cifra più significativa del suo agire, che colpì gli uomini e le donne di tutto il mondo con il suo straordinario sorriso, viene raccontato con chiarezza e completezza, rivelando anche aspetti talora inediti o poco conosciuti dei 33 giorni di un pontificato che viene ricordato da tutti e che venne vissuto da Albino Luciani con straordinaria intensità in tutto il mondo: “Non buttò via nemmeno un minuto – scrive Antonio Preziosi – e questo rende il suo pontificato ancorchè breve, veramente indimenticabile”. Viene naturalmente ricostruita anche la vicenda della morte di Luciani, alla luce della ricerca storico-critica condotta nell’arco di dieci anni dalla causa di canonizzazione i cui esiti sono stati pubblicati dalla vicepostulatrice Stefania Falasca.  “Il giallo non c’è, non c’è mai stato e non ha ragione di esistere” dice il cardinal Angelo Becciu, prefetto per la congregazione per la causa dei santi, nell’intervista di Preziosi che – insieme alla prefazione del cardinal Parolin – arricchisce il libro. Nel novembre del 2017 papa Francesco ha autorizzato il decreto sulle virtù eroiche di Giovanni Paolo I: un passaggio importantissimo nel cammino verso la beatificazione di Albino Luciani. 

papa luciani
 

 

"INDIMENTICABILE. I 33 giorni di papa Luciani"

Prefazione del Cardinale Pietro Parolin

Con un’intervista al Cardinale Angelo Becciu

Ed. Cantagalli e Rai Libri

 

LEGGI LA PREFAZIONE 

Di Card. Pietro Parolin, Segretario di Stato Vaticano

Nutro un particolare amore e una particolare devozione nei confronti di Giovanni Paolo I. Mi sorprese, come sorprese molti allora, la rapidità di quel primo Conclave dopo il Concilio Vaticano II nell’agosto del 1978 che, scompaginando i pronostici elaborati dalla stampa nei giorni precedenti, portava Albino Luciani alla Cat- tedra di Pietro. Certamente nella considerazione e nella decisione dei cardinali prevalse il criterio ecclesiale di mettere al centro la più importante qualità di un vescovo: il suo essere pastore. E Albino Luciani è stato anzitutto un sacerdote e un pastore esemplare, nel solco del Concilio. Un testimone del Vangelo, nell’assoluta coincidenza tra quanto egli insegnava e quanto viveva. E con fedeltà quotidiana alla sua vocazione ha portato al mondo una fede vissuta e praticata giorno per giorno nella povertà e nell’amore.

Giovanni Paolo I veniva da un retroterra sociale e culturale, in cui la religione non è mai stata una sovrastruttura, ma un tessuto connettivo e d’integrazione. Una terra allora provata da un’emigrazione che oggi sembra esperienza dimenticata e nella quale i parroci costituivano figure di riferimento non solo nell’ambito religioso, ma anche in quello sociale, secondo la dottrina sociale della Chiesa. L’antica indole veneta aveva insegnato al Papa di origini venete anche quel realismo e la fine vena di humor, che viene dalla gente umile che aveva conosciuto fin dall’infanzia e fino alle periferie industriali lagunari. Un humor che ridimensiona l’asprezza delle tensioni e la superbia intellettuale. Tutta la sua vita, del resto, è stata improntata alla semplicità evangelica che attirava le persone, come un carisma, un dono. Non vi era in lui alcuna separazione tra la vita personale e la vita pastorale, tra la vita spirituale e l’esercizio di governo. Non vi era in lui dicotomia tra il vissuto e il predicato. In tutto il suo percorso da giovane sacerdote fino alla Cattedra di Pietro egli fu costantemente impegnato a ricercare la sostanza del Vangelo, come unica ed ininterrotta verità, al di là di ogni con- tingenza storica. La piccolezza, l’umiltà e la semplicità sono state così le caratteristiche principali di Albino Luciani. Lo stesso motto scelto per lo stemma episcopale: «Humilitas», mutuato da san Carlo Borromeo, esprime al meglio questa sua attitudine abituale. Significativo è quanto disse ai fedeli nel corso dell’udienza generale del 6 settembre 1978: «Mi limito a raccomandare una virtù, tanto cara al Signore: ha detto: imparate da me che sono mite e umile di cuore. Io rischio di dire uno sproposito, ma lo dico: il Signore tanto ama l’umiltà che, a volte, permette dei peccati gravi. Perché? Perché quelli che li hanno commessi, questi peccati, dopo, pentiti, restino umili. Non vien voglia di credersi dei mezzi santi, dei mezzi angeli, quando si sa di aver commesso delle mancanze gravi. Il Signore ha tanto raccomandato: siate umili».

Questa umiltà nascondeva la sua vasta cultura, che aveva messo al servizio del Regno di Dio. Da uomo colto qual era riusciva a farsi comprendere da gente di ogni estrazione sociale. Aveva il dono della comunicazione. Le persone che lo ascoltavano percepivano che la parola che usciva dalla sua bocca era sincera, corrispondeva al profondo sentire dell’anima. Se era il primo a dare l’esempio di quanto i valori del Vangelo fossero autentici e fonte di vita per gli uomini, aveva ben chiaro che per trasmettere il messaggio di salvez- za di Cristo doveva farsi tutto a tutti ed entrare in sintonia con i suoi interlocutori.

Da più parti è stata giustamente anche sottolineata una delle sue qualità: quella di catechista. Nel vero senso etimologico del termine: istruire a voce. Insegnare cioè a piccoli e adulti il Vangelo e il Magistero della Chiesa. Con uno stile affabile, limpido e, al tempo stesso, avvincente nella capacità di far arrivare la sua parola a tutti e di sintetizzare i dogmi della fede e i precetti rendendoli familiari. Evitava pertanto lunghi ed elaborati discorsi e interpretazioni difficili perché il suo obiettivo era di formare i battezzati e farli cresce- re nella fede, nella speranza e nella carità, che sono poi state tema anche delle sue udienze generali in Vaticano. Per questo è stato un catechista impareggiabile, un catechista nell’anima, con il dono di un’empatia innata, di immedesimarsi negli altri, nelle loro gioie come nelle loro difficoltà, nelle loro attese, come nei loro disagi. Una sintonia che si nutriva dall’amore di Dio che divenne fonte di amore verso il prossimo. Sia a Vittorio Veneto, sia a Venezia e poi dalla Cattedra di Pietro aveva cercato di instaurare soprattutto, non solo con i fedeli, un rapporto improntato all’amicizia, alla do- nazione, alla fraternità.

Nella tarda sera del 28 settembre 1978 Giovanni Paolo I se ne andò umilmente in punta di piedi lasciando condurre al Signore, come sempre aveva fatto, l’opera della Sua Chiesa. Se ne andò rapito da “morte improvvisa” – espressione con la quale in medicina legale s’intende sempre “morte naturale” – così come nella rigorosa ricerca storico-critica condotta nell’arco di dieci anni dalla Causa di canonizzazione è stato ampiamente e definitivamente documentato insieme alle relative circostanze della morte e infine pubblicato dalla vicepostulatrice della causa Stefania Falasca.

Ma il breve pontificato di Giovanni Paolo I non è stato il passaggio di una meteora. Se il governo di Albino Luciani non si è potuto dispiegare nella storia, egli ha concorso decisamente a rafforzare il disegno di una Chiesa che è risalita alle sorgenti con il Concilio e che nella semplicità e nella povertà evangelica si piega a servire il mondo, facendosi propter homines, prossima alle realtà umane e alla loro sete di carità. Ricordando il suo predecessore, Giovanni Paolo II affermava che è «sull’insegnamento della carità – la virtù teologale che ha Dio come fonte e principio, come modello e come premio, e che non tramonterà mai più – che si è chiusa la pagina terrena di Giovanni Paolo I, o meglio, si è aperta per sempre».

La prospettiva segnata nel suo breve pontificato non è perciò riducibile a un buon ricordo, è indimenticabile – ha voluto sottolineare l’autore della presente pubblicazione Antonio Preziosi – ed è più attuale che mai. È divenuta nel tempo presente una forte e indeclinabile testimonianza di ciò che è il fondamento autentico del vivere nella Chiesa e per la Chiesa.

Commenti
    Tags:
    papa luciani morteparolinpapa luciani pontificatopontificato papa lucianipapa luciani libroantonio preziosi
    Loading...
    in evidenza
    7 donne su 10 fingono l’orgasmo Uomini, stress da prestazione

    Sondaggio di JOYclub

    7 donne su 10 fingono l’orgasmo
    Uomini, stress da prestazione

    i più visti
    in vetrina
    Neve in pianura al Nord e neve a Milano in arrivo. Ecco quando. Meteo neve

    Neve in pianura al Nord e neve a Milano in arrivo. Ecco quando. Meteo neve


    Zurich Connect

    Zurich Connect ti permette di risparmiare sull'assicurazione auto senza compromessi sulla qualità del servizio. Scopri la polizza auto e fai un preventivo

    casa, immobiliare
    motori
    Nissan GT-R50 by Italdesign, prodotta in soli 50 esemplari

    Nissan GT-R50 by Italdesign, prodotta in soli 50 esemplari


    RICHIEDI ONLINE IL TUO MUTUO
    Finalità del mutuo
    Importo del mutuo
    Euro
    Durata del mutuo
    anni
    in collaborazione con
    logo MutuiOnline.it
    Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

    © 1996 - 2019 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

    Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

    Contatti

    Cookie Policy Privacy Policy

    Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.