Rigoletto

di Angelo de' Cherubini

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Il rigoletto
Rigoletto/ Prima di giudicare, pensa!

Dopo il lamento, lo sport più praticato è il giudizio tossico, un atteggiamento che sporca le relazioni e
inaridisce il cuore. In una non così utopica realtà, dovremmo parlare con rispetto di ciò che sappiamo, a volte scegliere di tacere e di essere aperti nei confronti di ciò che non conosciamo. Ma come possiamo evitare che il giudizio ci incastri? Quali strategie sono utili per generare positività?

Quanto tempo della nostra vita abbiamo dedicato a sparlare degli altri? Quanti i litigi che ne sono derivati? Quante decisioni abbiamo preso condizionati dalla paura del giudizio altrui? Quello stesso tempo avremmo
potuto impiegarlo per migliorare la nostra vita e rispettare di più quella degli altri! Dopo il successo di
Vietato lamentarsi, Salvo Noè torna a riflettere sulla nostra quotidianità, sui grandi e piccoli passi che
ognuno di noi compie ogni giorno e che intrinsecamente sono costellati da dubbi, momenti di felicità, decisioni e sbagli. L'autore ci conduce per mano a conoscere noi stessi, il nostro ego, per arrivare a capire quanto un giudizio, o un pregiudizio, possa condizionare una vita. Il giudizio verso gli altri o quello verso se stessi possono risolversi secondo l'autore con l'atto del perdono, che è atto d'amore.

L'AUTORE

Salvo Noè è psicologo, psicoterapeuta e mediatore familiare. Esperto in processi formativi, insegna psicologia sociale e della comunicazione presso enti pubblici e privati. È specializzato in disturbi d'ansia e depressivi. È attualmente uno dei formatori più apprezzati a livello nazionale. Il suo motto è: confrontarsi per crescere! È autore per le Edizioni San Paolo del volume Vietato lamentarsi che ha avuto il
privilegio di ricevere la prefazione di papa Francesco.

prima di giudicare pensa
 

IL LIBRO
Titolo: Prima di giudicare, pensa!
Autore: Salvo Noè
Editore: San Paolo Edizioni
Pagine: 176
Data di Pubblicazione:  Marzo '2019

INTRODUZIONE
Ho trascorso molti anni a capire le motivazioni che spingono noi umani a giudicare gli altri. La mia esperienza di uomo e di psicoterapeuta mi ha portato ad ascoltare gente arrabbiata o abituata a dire il peggio del prossimo. Ho potuto aiutare numerose persone ferite da proiettili verbali sparati da familiari, conoscenti, insegnanti. Tra dolori subiti e dolori agiti, ho sentito così il bisogno di iniziare a scrivere qualcosa su questo argomento.

La vita, che è fatta di inciampi, di piccoli o grandi traumi, di frammenti di felicità, di batticuori e inusuali giornate, genera in noi giudizi e decisioni. Tutta la nostra esistenza è corollata da scelte che ne hanno determinato il destino. È la storia di ognuno di noi, chiaramente connotata da immagini, parole e sensazioni che hanno lasciato un segno, un insegnamento, un percorso unico fatto di luci e ombre. A volte le ombre sono più grandi delle luci, altre volte le luci più grandi delle ombre. Questo si comprende analizzando gli eventi della propria vita: può capitare che le motivazioni nascoste dietro ciò che ci accade siano oscure e difficili da comprendere, altre volte il significato ci si rivela con chiarezza così da renderci il cammino più evidente. Ma, in tutto questo, quanto tempo della nostra vita perdiamo a sparlare degli altri? Quanti i litigi che ne sono derivati? Quante decisioni abbiamo preso condizionati dalla paura del giudizio degli altri? Qualunque sia la risposta, nessuna vita è scevra dal giudizio che, nel bene o nel male, ha contribuito a scriverne la storia.

Questa premessa per ribadire che non possiamo fare a meno di giudicare ed essere giudicati. La vita è un
continuo valutare, prendere decisioni e poi agire. Qualunque cosa facciamo passa prima dal giudizio, poi dalla decisione e infine dall'azione. Allora, perché pensare prima di giudicare?

Il titolo di questo volume si richiama a quegli aspetti del giudizio che ne fanno un'azione negativa, come
l'eccessiva critica verso persone o azioni, o gli inopportuni pregiudizi generatori di conflitti. Sono in tanti a giudicare senza conoscere e mettere in atto comportamenti distruttivi portatori di dolori e paure. Spesso si è talmente abituati a farlo che non se ne è più consapevoli; queste parole, da alcuni attribuite addirittura a Platone, ci illuminano: Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui non sai nulla. Sii gentile. A volte, sparlare degli altri è un modo per proiettare inconsapevolmente le nostre frustrazioni. Giudichiamo ciò che non ci piace di noi come se fossimo sempre davanti a uno specchio nel quale ciò che vediamo non è la realtà, ma la nostra interiorità riflessa, che mostra ciò che crediamo vero e giusto. Il suggerimento è: stare zitti. Parlare solo se è il caso di interrompere un rigenerante silenzio. E se proprio dobbiamo dire qualcosa, dirla nel modo giusto, e direttamente alla persona.

Sentire qualcuno parlare male di qualcun altro porta inevitabilmente a pensare: «Se lo fa con lui, probabilmente lo farà anche con me». Essere veramente uomini o donne è avere il coraggio di guardare negli occhi l'altro e con gentilezza esprimere i nostri pensieri. La vera rivoluzione è la gentilezza.

Come in molte circostanze, sono le deformazioni a rovinare le relazioni: è il giudizio costruttivo a essere utile nella vita, al contrario quello distruttivo può sovente risultare dannoso. Molto spesso esprimiamo giudizi non per aiutare gli altri, ma per farli sentire sbagliati e svalutarli come esseri umani. Si giudicano le vite altrui senza conoscerle, senza sapere di quali dolori e difficoltà sono costellate, utilizzando parole tossiche che "sporcano" e dividono. Quanti drammi si sono consumati proprio a causa di giudizi distruttivi che hanno poi generato malesseri e violenze! Tempo sprecato, un tempo che potremmo utilizzare per migliorare la nostra vita. Quanto tempo risparmia chi non sta a guardare quello che dice o fa o pensa il suo vicino.
(Marco Aurelio)

Lo spunto per scrivere questo libro è nato proprio dalla continua riflessione su come i giudizi possano fare
male a noi esseri umani. Ho visto molte persone soffrire per falsità messe in giro su di loro: non tutti sono
pronti a gestire i mormorii e la zizzania. I più sensibili soffrono perché le parole possono essere più taglienti di una lama; altri ancora giudicano se stessi in modo distruttivo fino a diventare i propri peggiori nemici. Dobbiamo placare la nostra mente giudicante, per attivare amore dentro di noi e generare amore, visto che solo le relazioni genuine possono darci quella profondità affettiva che ci permette di sviluppare le nostre qualità migliori. Dovremmo cercare di seguire ciò che diceva Baruch Spinoza: Non sono venuto al mondzper giudicare né per condannare, sono venuto al mondo per conoscere.

Scrivo per creare nuove consapevolezze, perché il mondo ha bisogno di chiarezza e di buoni propositi che
diventino azioni costanti. Voglio credere che possiamo cambiare e migliorare il nostro essere nel mondo perché, se rispettiamo i codici della sana convivenza, possiamo stare meglio tutti.

Sia il mio precedente libro, dedicato al lamento, sia questo, dedicato al giudizio, affrontano due tematiche di basilare importanza per la nostra evoluzione, come anche i miei studi hanno confermato. Entrambi potranno, spero, aiutare ad avere più fluidità nella crescita personale e sociale. Per parte mia, mi ci sono dedicato con il massimo impegno, con l'obiettivo di spostare, anche di un solo millimetro, la direzione della nostra vita e renderla migliore.

Il percorso di questo libro si snoderà in tre parti: nella prima sarà esposta l'analisi del fenomeno e i vari
contesti in cui si presenta. Imprescindibile sarà la disamina delle modalità in cui il giudizio si esplica e cosa può generare. Nella seconda parte si approfondiranno invece i contesti in cui nasce il giudizio e i motivi che spingono a giudicare. Inoltre, con esempi tratti dalla storia, si analizzeranno le dinamiche del pregiudizio e le possibili conseguenze. La terza parte raccoglie una serie di proposte pratiche e di esercizi che possono aityare a proteggersi dal giudizio tossico e a evitare anche di metterlo in atto con gli altri. La parte finale sarà dedicata al silenzio come utile pratica per ritrovare se stessi. 

Spero che il lettore potrà trarre da queste pagine intrise di parole e di emozioni consapevolezze che lo portino a riflettere sulla sua vita, evitando così di rovinarla. Un motivo in più per ragionare sulla nostra esistenza, per aiutare ogni giorno il sole a sorgere dentro di noi e per avere più consapevolezza della bellezza che ci abita. Fare del male ci invecchia perché sclerotizza il cuore. La bellezza è un pregio che si manifesta quando si apre il cuore all'Amore.

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