di Francesca Sassoli
Maiali contro cinghiali,
cinghiali contro maiali:
così diversi, così uguali.
Così inizia una saga imperdibile. Protagonista: Zannablù, l'imbranato cinghiale dalle zanne blu.
I fumetti di Zannablù, ingenuo e buontempone, fanno il verso a tanti grandi successi cinematografici…e i titoli sono già di culto. Mumble Mumble ha trovato doveroso andare a indagare chi sta dietro a questo cinghiale così particolare… Ecco la doppia intervista a Stefano Bonfanti & Barbara Barbieri di Dentiblù, fucina del maiale più simpatico del mondo a nuvolette e di altri personaggi altrettanto esilaranti.
Come e quando nasce l’idea di questa saga maialesca?
"Zannablù è nato nel 2000 con la prima storia dal titolo 'Zannablù e il segreto della besciamella'. Quando abbiamo realizzato il primo albo, ancora non eravamo certi che quel primo episodio avrebbe avuto un seguito. Abbiamo fatto trascorrere quasi un anno prima di dar vita alla seconda storia. Le reazioni del pubblico sono state sempre più positive, uscita dopo uscita, e oggi la collana di Zannablù è arrivata al sedicesimo volume".
Le storie si sviluppano sulla falsa riga della trama dal quale si ispira la parodia?
"Zannablù è una collana di fumetti che vede una metà di storie a soggetto originale, alternate a un'altra metà di parodie. Le parodie ('Il Signore dei Porcelli', 'Harry Porker', 'Star Porks', 'Kill Pig', 'Maiali dei Caraibi', 'Spider-Mad, l'incredibile uomo-grugno' e 'Indiana Porks') si svolgono nel mondo del film parodiato. Molti personaggi suini assumono il ruolo dei protagonisti dei film di riferimento e la storia stessa prende spunto dalle sue vicende. Sarebbe però sbagliato dire che le nostre parodie seguano passo passo i film: in realtà sono storie molto libere che partono dall’ambientazione suggerita dall’opera parodiata ma si dipanano su percorsi spesso nuovi. Ciò non toglie che molte scene memorabili uscite dalla porta, rientrino dalla finestra. Ad esempio, non essendoci una Mary Jane (pardon, 'Maya Lane') che baci il nostro Spider-Mad nel vicolo a testa in giù, non manca però un energumeno che lo prende a sprangate in quella stessa posizione..."
Quali sono i punti di forza di Zannablù?
"Il principale punto di forza di Zannablù è il suo essere un fumetto per tutti. Le storie sono accessibili ma evitando la banalità e l’umorismo è 'a strati': ci può essere la situazione buffa e scanzonata che fa ridere i più piccoli, ma è spesso presente – molto fra le righe – un umorismo un po’ più maturo, apprezzato dagli adulti e inoffensivo per i bambini. Un pubblico molto generico e trasversale si avvicina a Zannablù: al di là dell’effetto immediato del titolo parodistico, basta sfogliarne un po’ le pagine per capirne il tono e cogliere qualche gag. Altro punto di forza sono i personaggi stessi: i suini suscitano simpatia a molti, e in questa versione – epurata dagli aspetti più gretti dell’animale e resa più originale dalla scelta di fare le zampe 'fluttuanti' – sembrano mostrare anche un buon impatto visivo".
Per l’aspetto dei personaggi a quale stile vi siete ispirati?
"Lo stile grafico generale non si collega a riferimenti specifici, anche perché non presenta particolari 'eccessi' espressivi. Si punta a un disegno pulito e ad un’inchiostratura accurata secondo canoni abbastanza classici, giocandosi il resto sull’originalità dei personaggi e sulle storie. Perché poi i nostri maiali abbiano quella forma vagamente a pera e le zampe fluttuanti, non è una questione che richiede particolari spiegazioni. Ispirazione, tutto qui".