Mumble Mumble/ Bonelli lancia "Dragonero", fantasy a fumetti. L'autore Luca Enoch: "Una graphic novel in un solo episodio"

Sabato, 7 aprile 2007 - 17:50:00

di Francesca Sassoli

Il suo cognome evoca già castelli incantati, principi di altri mondi, boschi stregati. Luca Enoch ha il fantasy nel cuore e da giugno ci sarà una prova in più della sua capacità d’immaginare per noi atmosfere fuori dal tempo e dalla spazio. Stiamo parlando di una nuova sfida firmata Sergio Bonelli Editore che vedrà la luce – dopo quasi tre anni di lavorazione – il prossimo 16 giugno: è la prima uscita di una collana di storie complete a fumetti. Si chiama "Dragonero" ed è un fantasy in rigoroso stile Tolkien scritto da Luca Enoch e da Stefano Vietti, per i disegni di Giuseppe Matteoni.

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Luca Enoch, il fantasy è una delle sue anime, non è un caso che "Dragonero" porti la sua firma….
“Infatti è sempre stato nelle mie corde. I miei primi fumetti amatoriali erano tutti mirati al fantasy. Poi la mia storia professionale è stata altra e al fantasy ci sono tornato con Gea, che è un ‘fantasy urbano’, e poi con ‘Dragonero’ che non ho disegnato io, perché continuo a produrre Gea per Bonelli. Ho scritto la storia mentre i disegni sono dell’esordiente romano Giuseppe Matteoni che ha fatto veramente un gran bel lavoro”.

Ci parla di questo esperimento Bonelli?
“Sono quattro storie autoconclusive, quindi con personaggi che non ricorrono, come da tradizione editoriale Bonelli. Dopo 'Dragonero' seguiranno, con cadenza semestrale, una storia di Gigi Simeoni (autore unico, scrive e disegna) di mistero e magia ambientata nell’Italia del primo ‘900, poi una sorta di pulp mio e disegnato da Andrea Accardi fra ‘Leon’ e ‘Nikita’ e poi una storia di Paola Barbato, sceneggiatrice di Dylan Dog, disegnata da Stefano Casini”.

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Dragonero è un fantasy classico….
“Esatto, ci sono tutti glie elementi del genere: ci sono il mago, l’eroe, l’elfo, l’orco, il nano, la monaca guerriera. Io e Stefano Vietti avevamo studiato Dragonero per proporlo come serie Bonelli, perché si voleva riempire una delle nicchie narrative che non era ancora stata calcata. In Bonelli c’è horror, poliziesco, western, avventura, ma il fantasy proprio mancava. Poi venne questo fulmine a ciel sereno: la proposta di seguire per intero il progetto di Gea. Ma Stefano pensò di proporre alla casa editrice un’idea completamente diversa: storie uniche, di diversi generi, autoconclusive. Romanzi a fumetti, insomma”.

Vengono chiamati anche graphic novel…
“Esatto. Nascono dall’esigenza di noi autori di non essere legati a dei personaggi a cui bisogna essere fedeli, sempre uguali a se stessi, ma di raccontare storie che si aprono e si chiudono in un unico albo”.

(Segue - "Dragonero" denuncia la società di oggi... da un'altra dimensione. Come fecero Giuseppe Verdi e Alessandro Manzoni")

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