Chi vuole meno?
Un campo dove le aste al ribasso potrebbero funzionare è il mercato del lavoro. Pochi anni fa in Germania su questa “innovativa idea” era nato un sito, Jobdumping.de, che si ispirava al sito d’aste eBay. Il dumping, per chi non lo sapesse, è il termine con cui nel gergo borsistico si indica l’attività illegale di abbassare i prezzi sotto i limiti della convenienza con lo scopo di buttare fuori dal mercato i concorrenti…
Gli utenti del sito tedesco dovevano fare l’offerta migliore per “comprare” un lavoro e lo vinceva chi offriva lo stipendio più basso... L’unico limite in questa guerra tra poveri era uno stipendio minimo che non poteva scendere sotto i 3 euro all’ora! Ci furono ovviamente molte polemiche e a criticare l’”idea immorale” non furono solo i sindacati e i partiti di sinistra. Qualcosa comunque non deve aver funzionato se oggi il sito non è più attivo…
Ma c’è chi prova qualcosa di simile anche dalle nostre parti.
La Camera di Commercio Industria, Artigianato ed Agricoltura di Bologna ha indetto in questi giorni un concorso per laureati in economia o statistica. Come si può leggere nel bando, i candidati che vogliano provare ad aggiudicarsi il posto saranno valutati per i loro titoli accademici, per le loro esperienze precedenti e… per il “ribasso del compenso professionale”! La collaborazione coordinata e continuativa della durata di un anno potrà essere pagata al massimo 18mila euro ma accettando il ribasso si potranno avere dei punti in più per avere il posto…
Forse è sbagliato scandalizzarsi. Ai teorici della flessibilità, in gran parte docenti universitari assunti a tempo indeterminato e con le cattedre meno flessibili del mondo, la flessibilità non basta mai. Prima è stata la volta del “tempo”, che in tutte le nuove forme contrattuali è “determinato”, con una fine ed un possibile rinnovo sempre e solo se l’azienda lo decida; domani magari sarà la volta anche del salario, che potrà fluttuare a suo piacimento nel libero mercato. Ma sempre e solo verso il basso…
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