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Comunione e separazione

 

MANDA LA TUA STORIA AD AFFARITALIANI.IT

Viste le numerose richieste pervenute alla rubrica per conoscere i diritti ed i doveri sulla separazione tra coniugi e conviventi, Affaritaliani.it ha deciso di dare spazio alle vostre esperienze di vita quotidiana : raccontateci le vostre storie  (convivenza omosessuale, sottrazione di minori, violenze in famiglia , dramma padri separati...) così da poter far luce, denunciare e sensibilizzare su tematiche importanti ed attuali del diritto di famiglia.

Le storie vanno inviate a comunione_separazione@affaritaliani.it

Hai problemi con il coniuge, vuoi separarti ma non conosci le normative? Devi affrontare un divorzio e non sai come fare? Su Affaritaliani.it c'è una rubrica per te. Scrivi all'avvocato matrimonialista Sara Severini alla e-mail comunione_separazione@affaritaliani.it


Domanda
Gentile avvocato, sono divorziato ma l'assegno divorzile non c'è mai stato e l'ex coniuge non è mai passato a nuove nozze mentre io mi sono sposato dubito dopo il divorzio. Volevo chiederle, per cortesia, se ed in che misura gli tocca parte del TFR?
La ringrazio.


Risposta
L'art. 12-bis della Legge 898/70 stabilisce che il coniuge divorziato ha diritto, se non passato a nuove nozze e in quanto sia titolare dell' assegno divorzile, ad una percentuale dell'indennità di fine rapporto percepita dall'altro coniuge all'atto della cessazione del rapporto di lavoro, anche se l'indennità viene a maturare dopo la sentenza di divorzio.

La legge pertanto, contempla tre presupposti per poter chiedere tale attribuzione: 1. la pronuncia della sentenza di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio 2. il beneficiario non deve aver contratto nuove nozze 3. la titolarità in capo al richiedente dell' assegno divorzile, esclusa l' ipotesi di corresponsione dell'assegno di mantenimento in sede di divorzio è stata concordata in un' unica soluzione. Il coniuge avrà diritto ad una percentuale di TFR pari al 40% dell'indennità totale riferibile agli anni in cui il rapporto di lavoro è coinciso con il matrimonio. La somma da corrispondere andrà calcolata come segue: innanzitutto va determinato il 40% del TFR percepito o percependo dal coniuge. Successivamente andrà suddiviso il risultato per il numero degli anni prestati al servizio del datore di lavoro che versa l’indennità ed infine bisognerà moltiplicare il risultato per gli anni di matrimonio in costanza del rapporto di lavoro.(compresi gli anni dalla separazione fino al divorzio) In conclusione, quindi, la circostanza che la Sua ex moglie non sia titolare dell'assegno divorzile esclude il diritto ad una quota del TRF.

Tags:
coniugedivorziatotfr

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