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Comunione e separazione

Hai problemi con il coniuge, vuoi separarti ma non conosci le normative? Devi affrontare un divorzio e non sai come fare? Su Affaritaliani.it c'è una rubrica per te. Scrivi all'avvocato matrimonialista Sara Severini alla e-mail comunione_separazione@affaritaliani.it

Domanda

Gentilissima Avvocato, le scrivo per chiederle un parere circa la mia situazione familiare. Mio padre è entrato nel circolo vizioso dei video poker e delle slot machines ed ha contratto molti debiti. Nel matrimonio vige un regime di comunione dei beni. Mia madre però è comproprietaria di un immobile. L'immobile in particolare è a rischio? Grazie in anticipo per la cortese disponibilità.

Cordialmente

Risposta

Il regime patrimoniale della famiglia, in assenza di diversa convenzione tra i coniugi , è quello della comunione dei beni ex art. 159 c.c. e, comporta la contitolarità e cogestione da parte dei coniugi dei beni acquistati, anche separatamente, in costanza di matrimonio. Pertanto, salvo diverso accordo tra i coniugi, il regime patrimoniale stabilito dalla legge durante il matrimonio, è quello della comunione legale dei beni. I creditori particolari dei coniugi non possono soddisfarsi sui beni della comunione a meno che i beni personali del loro debitore non siano sufficienti. In quest’ultimo caso, possono soddisfarsi sui beni della comunione solo limitatamente al valore della quota del loro debitore, ossia alla metà, purchè non entrino in conflitto con i creditori della comunione, i quali sono sempre preferiti. Infatti, il II comma dell'art. 189 cod.civ. disciplina la possibilità per i creditori particolari di uno dei coniugi (indifferentemente per crediti cronologicamente anteriori o successivi al matrimonio) di aggredire i beni della comunione. Ciò è possibile soltanto in via sussidiaria, ovvero dopo aver escusso il patrimonio personale del debitore, ed in ogni caso fino al valore corrispondente alla quota del coniuge obbligato. Nel caso si tratti di creditori sprovvisti di garanzie (chirografari), le loro ragioni di credito saranno comunque posposte a quelle dei creditori della comunione. In merito all'immobile in comunione, Le segnalo una recente sentenza della Cassazione la quale ha statuito che la natura di comunione senza quote della comunione legale dei coniugi comporta che l’espropriazione per i crediti personali di uno solo dei coniugi di un bene (o di più beni) in comunione, abbia ad oggetto il bene nella sua interezza e non per la metà, con scioglimento della comunione legale limitatamente al bene oggetto della vendita od assegnazione e, conseguente diritto del coniuge non debitore alla metà della somma ricavata dalla vendita del bene stesso o del valore di questo nel caso di assegnazione. In altri termini, il creditore particolare di un coniuge potrà far vendere coattivamente il bene immobile per soddisfare un suo credito personale (cioè estraneo ai bisogni della famiglia) e metà della somma ricavata della vendita o del valore in caso di assegnazione dovrà essere attribuita al coniuge non esecutato. In conclusione, quindi i creditori particolari di Suo marito potranno soddisfarsi in via sussidiaria sui beni della comunione legale (compreso l'immobile) fino al valore corrispondente alla quota del coniuge obbligato.

Tags:
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