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Comunione e separazione
Debiti contratti nell'interesse della famiglia e comunione legale dei beni

Hai problemi con il coniuge, vuoi separarti ma non conosci le normative? Devi affrontare un divorzio e non sai come fare? Su Affaritaliani.it c'è una rubrica per te. Scrivi all'avvocato matrimonialista Sara Severini alla e-mail comunione_separazione@affaritaliani.it

Domanda
Buongiorno avvocato,
sono sposato in comunione dei beni.
Mia moglie ha fatto  finanziamenti per fare  acquisti per la nostra casa essendosene sempre occupata.  Adesso  lei ha perso il lavoro e con il mio stipendio faccio fatica a pagare le rate. Cosa rischio?Grazie

Risposta
Il regime patrimoniale della famiglia, in assenza di diversa convenzione tra i coniugi , è quello della comunione dei beni ex art. 159 c.c. e, comporta la contitolarità e cogestione da parte dei coniugi dei beni acquistati, anche separatamente, in costanza di matrimonio.
Pertanto, salvo diverso accordo tra i coniugi, il regime patrimoniale stabilito dalla legge durante il matrimonio, è quello della comunione legale dei beni.
I beni della comunione rispondono ai sensi dell'art. 186 c.c.  dei  debiti riguardanti:
a. pesi e oneri gravanti sui beni comuni al momento dell'acquisto (mutui, ipoteche, ecc.).
b. carichi dell'amministrazione dei beni stessi (per esempio le spese condominiali).
c. spese per il mantenimento della famiglia e l'istruzione ed educazione dei figli ed ogni altra obbligazione contratta dai coniugi, anche separatamente, nell'interesse della famiglia
d. ogni altra obbligazione contratta congiuntamente dai coniugi.

Se i debiti vengono contratti da un coniuge separatamente, ma nell'interesse della famiglia anche in  questo caso i creditori potranno rifarsi sui beni della comunione.
L'art. 190 c.c. prescrive infatti che, in caso di obbligazioni contratte da un coniuge separatamente ma nell'interesse della famiglia,  i creditori della comunione possono agire in via sussidiaria sui beni personali di ciascun coniuge nella misura della metà del credito , quando i beni della comunione siano insufficienti a soddisfare i debiti su di essa gravanti.
In  conclusione, la norma prevede una responsabilità sussidiaria dei beni personali  disponendosi che creditori possano attaccare i beni dell'altro coniuge, estraneo al contratto, nella misura massima della metà del credito ed n subordine alla richiesta di saldo totale nei confronti del coniuge stipulante. 

Tags:
comunioneseparazione

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