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Comunione e separazione

Hai problemi con il coniuge, vuoi separarti ma non conosci le normative? Devi affrontare un divorzio e non sai come fare? Su Affaritaliani.it c'è una rubrica per te. Scrivi all'avvocato matrimonialista Sara Severini alla e-mail comunione_separazione@affaritaliani.it

Domanda

Buongiorno avvocato,
sono sposata in comunione dei beni con mio marito.non sono più giovanissima e vorrei godermi i nostri risparmi per il tempo che ci resta.. Ultimamente però mio marito  è molto cambiato, lo vedo strano  e io inizio a dubitare di lui e a non fidarmi . Posso gestire da sola i beni che abbiamo in comunione? Vorrei evitare il peggio...
Grazie 

Risposta

Il regime patrimoniale della famiglia, in assenza di diversa convenzione tra i coniugi , è quello della comunione dei beni ex art. 159 codice civile e, comporta la contitolarità e cogestione da parte dei coniugi dei beni acquistati, anche separatamente, in costanza di matrimonio.
La regola generale in tema di amministrazione dei beni della comunione legale è posta dall'art. 180 cod.civ., in forza del quale ciascuno dei coniugi può compiere da solo gli atti di ordinaria amministrazione. 
È necessario  invece il consenso di entrambi i coniugi per il compimento di atti eccedenti la ordinaria amministrazione e per la stipula dei contratti con i quali si concedono o si acquistano diritti personali di godimento nonché per la rappresentanza in giudizio per le relative azioni.

L' art 183 c.c. prevede che un coniuge possa essere escluso dall' ammistrazione della comunione qualora:
1-sia minore
2-non possa amministrare o abbia male amministrato
3-sia interdetto

Il coniuge che abbia interesse all'esclusione dell'altro deve, nei primi due casi chiederla con ricorso al tribunale, mentre nell'ultima ipotesi deve far accertare lo stato di incapacità e far dichiarare l'interdizione alla quale consegue l'esclusione dall'amministrazione della comunione. 
Opinione prevalente ritiene che l'esclusione abbia portata generale e, quindi, l'altro coniuge può effettuare singolarmente tutti gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione.
In ogni caso il coniuge privato dall'amministrazione può chiedere di essere riammesso nella gestione dei beni in comunione, una volta che siano venuti meno i motivi che abbiano determinato l'esclusione.

In conclusione, quindi, il mero "non fidarsi" del proprio coniuge non è sufficiente per determinare una sua esclusione dall'amministrazione dei beni della comunione legale. 

Tags:
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