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Comunione e separazione

Hai problemi con il coniuge, vuoi separarti ma non conosci le normative? Devi affrontare un divorzio e non sai come fare? Su Affaritaliani.it c'è una rubrica per te. Scrivi all'avvocato matrimonialista Sara Severini alla e-mail comunione_separazione@affaritaliani.it

 

Domanda

Gentile avvocato,

Buongiorno, volevo informazioni in merito alla convivenza... La mia storia sta per finire e la casa dove viviamo è di mi proprietà.. posso mandare via la mia compagna? Inoltre in caso di convivenza stabile in caso di mia morte l'altro prende il diritto dell'altro sulla casa ?

Risposta

La convivenza viene definita “more uxorio o famiglia di fatto” ed indica genericamente l'unione stabile e la comunione di vita spirituale e materiale tra due persone, non fondata sul matrimonio. L'unione di fatto è quindi il frutto di una scelta consapevole caratterizzata dalla volontà di regolare la vita in comune senza essere assoggettati alla disciplina dei diritti e dei doveri che la legge ha dettato per il matrimonio. Pertanto, i rapporti tra conviventi, sia di natura personale che patrimoniale, potranno comunque essere regolati tramite accordi privati. In merito alla casa adibita a convivenza, quando il rapporto finisce il diritto di continuare a vivere nella casa spetta a chi ne ha l’esclusiva proprietà. In caso di mancato rilascio spontaneo dell’immobile da parte del convivente non titolare, il proprietario potrà agire in giudizio per la restituzione dell’immobile. La giurisprudenza, tuttavia( fermo restando la non equiparazione alla famiglia fondata sul matrimonio), ha affermato come nell'ipotesi di unione caratterizzata da stabilità e contribuzione reciproca, non si possa parlare di “ospitalità” per il convivente non proprietario. Ciò determina che quest'ultimo non possa essere estromesso improvvisamente dall’abitazione, ma abbia diritto di vedersi attribuito un congruo termine al fine di trovare un’altra sistemazione abitativa. Di conseguenza, l’estromissione violenta o improvvisa dall’abitazione, legittima lo stesso a tutelarsi nelle competenti sedi giudiziarie, esperendo le azioni a tutela del possesso ex art. 1168 del codice civile al fine di essere riammesso, dopo lo spoglio violento, nell’abitazione ove si è svolta la convivenza. Alla luce di ciò, al momento in cui deciderà di porre fine al Suo rapporto dovrà concedere all’ex partner un congruo termine per trovare altra sistemazione abitativa. In conclusione, nessun diritto di natura successoria è configurabile a favore del convivente superstite in caso di morte dell’altro: in caso di famiglia di fatto, l’unico modo per assicurare un diritto successorio al partner è tramite un lascito testamentario.

Tags:
famiglia di fattopartnercasaconvivenza

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