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Comunione e separazione
Separazione consensuale e mantenimento una tantum al figlio

Hai problemi con il coniuge, vuoi separarti ma non conosci le normative? Devi affrontare un divorzio e non sai come fare? Su Affaritaliani.it c'è una rubrica per te. Scrivi all'avvocato matrimonialista Sara Severini alla e-mail comunione_separazione@affaritaliani.it

Domanda

Buongiorno avvocato, mi sto per separare... io e mia moglie abbiamo un bambino ed io vorrei intestargli un appartamento di cui sono proprietario ed evitare di dargli l'assegno ogni mese.. si può?

Risposta
L' obbligo di mantenimento del figlio discende direttamente dall' art. 30 della Costituzione e sussiste in capo a ciascun genitore in funzione del rapporto di filiazione che rimane intatto anche nel momento del dissolvimento del matrimonio. L' art. 155 comma 4 del codice civile prevede che, salvo accordi diversi liberamente sottoscritti dalle parti, ciascuno dei genitori provvede al mantenimento dei figli in misura proporzionale al proprio reddito. La giurisprudenza ha più volte stabilito come l’obbligo di mantenimento nei confronti della prole possa essere adempiuto con l’attribuzione definitiva di beni, o con l’impegno ad effettuare il trasferimento, piuttosto che attraverso una prestazione patrimoniale periodica, sulla base di accordi costituenti espressione di autonomia contrattuale, con i quali vengono, peraltro, regolate solo le concrete modalità di adempimento di una prestazione comunque dovuta. Tale risultato può raggiungersi o con la stipula di un contratto a favore di terzi o tramite lo strumento di cui all'art. 2645 ter c.c. il quale prevede la possibilità di destinare beni immobili o mobili iscritti in pubblici registri alla realizzazione d'interessi meritevoli di tutela riferibili a "persone con disabilità, a pubbliche amministrazioni, o ad altri enti o persone fisiche" . Giurisprudenza costante è orientata sul principio che il vincolo di destinazione imposto sull'immobile risulta opponibile nei confronti di tutti, offrendo così ai minori una significativa tutela, sia con riguardo ai frutti dei beni (da destinare al mantenimento), sia con riguardo all'inalienabilità. Alla luce di tali considerazioni, è pienamente legittimo l'accordo dei coniugi in sede si separazione che decidano per la corresponsione del contributo al mantenimento della prole in un’unica soluzione anziché con assegni periodici

Tags:
separazioneconsensualemantenimentotantumfiglio

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