Dire una mezza verità è di solito il modo migliore di coprire una mezza bugia: così va letta la dichiarazione in merito al rischio che correrebbe l'euro di non sopravvivere "se l'Unione Europea non adotterà un piano globale per ritirare gli asset tossici presenti sul mercato" fatta da George Soros, finanziere americano di origini ungheresi che negli anni Novanta punto contro la sterlina e la lira facendo "saltare il banco" e portando alla crisi dello Sme, dalle cui ceneri sarebbe dieci anni dopo nato l'euro.
Soros, infatti, dice da Davos cose condivisibili, anzi condivise da buona parte degli esperti: che "esistono gravi problemi a livello internazionale" (ce n'eravamo accorti), che "i piani di stimolo congiunturale non sono sufficienti" (e infatti stiamo assistendo, come del resto capitò anche nella crisi finanziaria degli anni Novanta negli Usa e in Giappone, a ulteriori interventi da parte dei governi di tutto il mondo), che è necessario "un accordo globale su come dividere il carico derivante dal capitale perduto, in maniera che sia distribuito tra tutti".
Tutto vero, tanto che i commissari Ue Joaquin Alumnia (Affari economici) e Charlie McCreevy (Mercato unico), ma anche ministri come l'italiano Giulio Tremonti (Economia e finanze) stanno da giorni valutando la creazione di una "bad bank" europea sull'esempio di quanto starebbe per varare negli Usa Barack Obama (che rispetto ai leader europei ha il vantaggio di poter agire senza dover ogni volta chiedere la ratifica dei suoi provvedimenti ai 50 parlamenti nazionali americani), anche se molti analisti dubitano che si giungerà in concreto a vedere la nascita di un simile strumento.
Peccato però che sia anche vero che Soros, per sua stessa ammissione, ha in questo momento delle scommesse aperte contro la sterlina e nulla vieta che ne abbia altre aperte contro l'euro o a favore del dollaro, la cui salute, per inciso, pare dipendere più da quella dell'economia cinese e dunque dello yuan che non dall'euro. Soros del resto fa solo la sua parte, approfittando di ogni pulpito per lanciare strali per poi attendere le reazioni del mercato e guadagnare sul trading. Potrebbe però lasciar da parte i toni apocalittici, che poco aggiungono al suo discorso se non portare un poco più di volatilità sui mercati, dalla quale chi fa il suo mestiere prova ogni volta a trarre profitto.