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Abruzzo

di Giovanna Colantonio

Il caso Pescara Parcheggi, il dragaggio del fiume, le sedute del Consiglio che producono un nulla di fatto. È la maledizione della "Sedia da spostare" di Giorgio Gaber, emblema dei problemi senza soluzioni, o che non si riescono a risolvere. Si rivendicano con "vizi di presunzione" idee e progetti, e si punta il dito quando si cade nella politica del non fare. Nella speranza che quel "parliamone" finale si traduca in un dialogo, collaborativo e costruttivo, e magari anche pragmatico, ora in bilico all'interno del consiglio comunale di Pescara.
Tanti i problemi da affrontare e da risolvere, al quarto anno di amministrazione guidata dal sindaco Luigi Albore Mascia. La società del comune che gestisce la sosta a pagamento di tutta la città chiude in passivo per il terzo anno consecutivo, gli annunci delle grandi opere pubbliche che cambieranno il volto di Pescara dotandola di una nuova veste architettonica, la viabilità, gli equilibri precari all'interno della stessa maggioranza. Un punto sul passato, presente e futuro dell'agenda politica.


A scontrarsi sugli stessi temi i due capigruppo di maggioranza e opposizione, Armando Foschi (Pdl), e Moreno Di Pietrantonio (Pd). "Nulla" il vocabolo più ricorrente di Di Pietrantonio, che accusa la maggioranza di immobilismo, "azioni a tutto campo e città cantiere" la risposta del consigliere Foschi. Il primo colpo del match lo affonda l'opposizione.
Moreno Di Pietrantonio, facciamo un bilancio dell'anno appena trascorso, tiriamo le somme di questa amministrazione.
"Un'amministrazione caratterizzata dalla continua tensione e da uno stato cronico di crisi in cui versa la maggioranza, che si è concretizzata poco tempo fa con l'uscita dell'Udc dal consiglio comunale. È l'ennesima dimostrazione del fallimento di questa amministrazione. A cui si aggiungono le tante sedute del consiglio che non hanno prodotto assolutamente nulla, con un dispendio di energie, tempo e soldi non indifferente".
E il caso di Pescara Parcheggi, perché non si è riusciti ad arrivare a nessuna decisione?

"Pescara Parcheggi ne è un altro esempio, che rappresenta continui contrasti. La società è in perdita continua, ancora oggi è nella condizione di perdere numeri. Non ci si accordi sui debiti, sulla riduzione del canone da versare al comune. Tutto questo ha bloccato i lavori in consiglio. Tant'è vero che nell'ultima seduta non è stata approvata la riduzione del canone perché non si avevano i numeri. Spesso la maggioranza non ha i numeri. È quindi un'amministrazione che fa una fatica incredibile ad andare avanti in quello che è il suo compito principale: fare iniziative per i cittadini. L'amministrazione è caratterizzata dall'immobilismo più totale, non fa assolutamente nulla.
Parliamo di prospettive future, per dare ai cittadini uno spaccato di quello che avviene all'interno del consiglio, che dovrebbe rappresentarli. Cosa c'è in agenda per il 2013? Cosa si sta facendo per Pescara?
"Nulla, non si riesce a fare nulla e il consiglio comunale non riesce ad approvare nulla perché al suo interno mancano numeri, presenze e voti. Manca tutto insomma. E poi, soprattutto, mancano le proposte, che la maggioranza non porta in consiglio. E ritorno su Pescara parcheggi, che da oltre un anno e mezzo perde continuamente soldi".
Quindi immobilismo totale sotto tutti i fronti?
"Esatto, sì"
E per quanto riguarda i problemi tristemente noti che affliggono Pescara? A partire dal dragaggio del fiume.
"Questa è un'altra dimostrazione. Una città che per la prima volta nella sua storia si ritrova con un porto chiuso rappresenta il fallimento di un'amministrazione. Non si può differire, spesso hanno detto di non entrarci nulla con questa storia, ma come si fa a dire una cosa del genere? Si tratta di un atteggiamento di superficialità e incompetenza generale, del fallimento della classe politica che amministra la città.
Ma in merito al dragaggio quali sono e quali sono state le vostre proposte?
"Bisognava farlo da subito, sono tre anni che si va avanti così. Sarebbe stato tutto più semplice, perché il materiale da dragare era nettamente inferiore. Ora la situazione si sta sbloccando grazie alle pressioni di tutti, ma in modo molto tardivo".
Cosa pensate di fare come opposizione per contrastare questo immobilismo?
"Non pensiamo di fare, ma abbiamo fatto. Di tutto, per evitare di arrivare a questo punto, come per il dragaggio, ma in modo del tutto inascoltato".
E per quanto riguarda i problemi relativi alla viabilità, al traffico, all'inquinamento?
"Su quello non ne parliamo, non è mai stato redatto un piano traffico. È obbligatorio, per ogni città, ma qui non si è fatto nulla. Abbiamo assistito per anni a un intercambiare di sensi unici, nel maldestro tentativo di dare qualche soluzione al traffico di Pescara, finito con l'incasinare sempre di più la città, e di conseguenza aumentando l'inquinamento".
Come giudica quindi l'operato della giunta Mascia?
"Molto negativo. Se uniamo la crisi economica come congiuntura sfavorevole a un'amministrazione immobile che non dà indicazioni né sostegno e non riesce neanche ad infondere fiducia, che è fondamentale per l'economia, ne esce un quadro estremamente negativo".
Secondo lei perché succede questo?
"Perché mancano capacità, e volontà".
Parliamo di opere pubbliche. Cosa ne pensa dei recenti annunci sulle due mega costruzioni, Ponte Nuovo e Teatro dell'Adriatico?
Ponte Nuovo è un progetto nostro, già redatto e finanziato quando noi eravamo in Giunta. Posso dire solo che sono in grande ritardo, con un aumento considerevole di spesa, e adesso hanno annunciato non si capisce bene che cosa. Speriamo che questi lavori vedano la luce, ma è tutto da vedere. È la fotografia di un'incapacità di mettere in moto anche progetti già realizzati.
E il Teatro?
"Questo è l'anno degli annunci, Mascia e company per quattro anni non hanno fatto niente, quest'anno fanno annunci. Il teatro è una cosa che viene da lontano, ma negli anni i tempi sono cambiati. Non si pensa a valorizzare e rilanciare i teatri di Pescara, come il Michetti, piccolo, che non hanno alcuna intenzione di riaprire. Una spesa del genere su un teatro da 1000 posti in tempi di grave crisieconomica fa un po' riflettere e sarebbe da rivedere. Il concetto è questo: ben venga un teatro a Pescara, anche un Palaeventi, però evidentemente bisogna capire quello che realmente si può fare.
Le differenze con la passata amministrazione?
"Le può dire un cittadino qualsiasi: attivismo, dinamismo, idee. Un'idea di città, un progetto di sviluppo che manca. Pescara era una città dinamica e creativa, è una città di riferimento al centro dell'Adriatico, ma questa amministrazione ha mortificato tutto".
Stando a quanto detto, con l'immobilità della maggioranza si crea un circolo vizioso, dove l'opposizione che fa?
"Non è un circolo vizioso. Ognuno deve fare il suo. L'opposizione più che vigilare non può fare nulla. Può stimolare, pungolare e basta. È la maggiornaza che ha il compito di fare, ma non è in grado. Presto si tornerà a votare, e i cittadini potranno scegliere chi deve amministrare questa città. Questo è un capitolo chiuso, da dimenticare”.

Domani sugli stessi temi la replica del capogruppo del Pdl, Armando Foschi

Tags:
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