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Angelo Maria Perrino

Catalogna, il caos porta crisi. Spagna costretta a rivedere le stime del Pil

Il governo della Spagna ha avvertito che la crisi in Catalogna potrebbe costringere ad una revisione al ribasso delle previsioni di crescita economica

Catalogna, il caos porta crisi. Spagna costretta a rivedere le stime del Pil
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Madrid rischia di dover tagliare le stime del Pil con la crisi della Catalogna 

Il governo della Spagna ha avvertito che la crisi in Catalogna potrebbe costringere ad una revisione al ribasso delle previsioni di crescita economica. Attualmente Madrid pronostica una espansione del Pil del 2,6 per cento il prossimo anno. "Se non ci fosse una rapida soluzione di questa questione, saremmo obbligati a rivedere al ribasso le nostre stime sul 2018", ha affermato la vicepremier Soraya Saenz de Santamaria. Secondo il governo spagnolo, l'amminitrazione della Catalogna guidata da Carles Puigdemont ha creato "tutte le condizioni per far piombare la regione in una grave decelerazione, se non una vera recessione economica", ha aggiunto.

Da Barcellona: "Irresponsabile parlare di recessione"

"Creare instabilità economica è da irresponsabili". Questa la risposta del governo catalano alle parole della vice presidente dl governo spagnolo, Soraya Saenz de Santamaria, che questa mattina ha detto che se non si risolve la questione catalana la Spagna dovrà rivedere al ribasso le stime di crescita e potrebbe rischiare la recessione. "E' molto temerario fornire dati che non sono verificati - ha detto la fonte citata dai media spagnoli - creare instabilità economica è una grande irresponsabilità. I dati sul turismo arrivano ad agosto e quelli sugli investimenti stranieri a giugno. Non è serio che un governo commenti dati non definitivi. Questo e' il contrario di quello che dovrebbe fare un governo". 

E Juncker boccia l'indipendenza

"Se permettiamo alla Catalogna" di "separarsi, altri faranno la stessa cosa. Non lo vogliamo". Lo ha dichiarato il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, in un discorso a Lussemburgo. "Non vorre un'Unione europea tra 15 anni che consista in qualcosa come 98 Stati", ha proseguito. "E' già relativamente difficile con 28, e con 27 non è più facile, ma con 98 sarebbe semplicemente impossibile, ha affermato. Juncker si è anche detto "molto preoccupato" sulle tendenze separatiste in Europa e ha incoraggiato il premier spagnolo Mariano Rajoy a garantire che la situazione non vada fuori controllo. Facendo poi riferimento alle richieste catalane di mediazione europea, il presidente della Commissione europea ha detto che il blocco non può mediare se solo un lato lo richiede.


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