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Affari Europei
Elezioni 2018: banche, manovra, Embraco, Alitalia. Le partite Ue del dopo voto

Preoccupazioni per l'avanzata dei populisti e il rischio ingovernabilità, ma anche esultanza da parte dei movimenti sovranisti e populisti: i risultati delle elezioni italiane sono stati seguiti con grande attenzione dai corridoi di Bruxelles. La Commissione europea ha espresso "fiducia nella capacità del Presidente della Repubblica Mattarella di facilitare la formazione di un governo stabile". Ma la realtà è che le speranze di Bruxelles erano tutte riposte sulla tenuta di Forza Italia e del Pd, le due forze di sistema che avrebbero dovuto, nei piani dell'Ue, portare a un governo di laghe intese. In particolare, il governo di larghe intese avrebbe consentito un dialogo più "morbido", sempre nell'ottica di Bruxelles, sui tanti nodi aperti con Roma. La vittoria trionfale di Di Maio e Salvini porterà invece a un approccio diverso e meno arrendevole da parte dell'Italia. Ma ecco quali sono le tante partite aperte con l'Europa che andranno affrontate nei prossimi mesi.

ELEZIONI 2018 ITALIA E UE/ I DOSSIER APERTI CON L'EUROPA

Ilva, Embraco, Alitalia, Ema, crediti deteriorati delle banche ma soprattutto la prospettiva di una manovra correttiva a maggio: l'Italia e' attesa al varco dall'Unione Europea su alcuni dossier strategici e controversi dopo le elezioni del 4 marzo, nel momento in cui i partner inizieranno a discutere anche della grande riforma della zona euro. La lunga tregua concessa dalla Commissione europea, che nel corso degli ultimi mesi e anni ha cercato di dare una mano prima al governo di Matteo Renzi e poi a quello di Paolo Gentiloni nella speranza di frenare la deriva di voti verso i partiti euroscettici e populisti, è sul punto di finire. "In primavera diversi nodi verranno al pettine, a cominciare dal rispetto del Patto di Stabilità e Crescita", spiega una fonte comunitaria. Il vicepresidente della Commissione responsabile per l'euro, Valdis Dombrovskis, lo ha detto esplicitamente durante una riunione del collegio lo scorso novembre, quando e' stato espresso il giudizio sulla legge di bilancio. Se la situazione dei conti italiani per il 2018 "non migliora, la Commissione potrebbe adottare il prossimo maggio un rapporto ai sensi dell'articolo 126 paragrafo 3 del Trattato sul funzionamento dell'Ue e di conseguenza aprire una procedura per deficit eccessivo", ha spiegato Dombrovskis: per quest'anno c'è "un rischio di non-conformità, anche tenendo conto del margine di apprezzamento e della riduzione dello sforzo strutturale richiesto (all'Italia) dallo 0,6 allo 0,3% del Pil".

ELEZIONI 2018 ITALIA E UE/ IL NODO DELLA LEGGE DI BILANCIO

Il vicepresidente della Commissione responsabile per l'euro, Valdis Dombrovskis, lo ha detto esplicitamente durante una riunione del collegio lo scorso novembre, quando è stato espresso il giudizio sulla legge di bilancio. Se la situazione dei conti italiani per il 2018 "non migliora, la Commissione potrebbe adottare il prossimo maggio un rapporto ai sensi dell'articolo 126 paragrafo 3 del Trattato sul funzionamento dell'Ue e di conseguenza aprire una procedura per deficit eccessivo", ha spiegato Dombrovskis: per quest'anno c'e' "un rischio di non-conformita', anche tenendo conto del margine di apprezzamento e della riduzione dello sforzo strutturale richiesto (all'Italia) dallo 0,6 allo 0,3% del Pil". Per questa ragione - ha detto Dombrovskis - la Commissione ha chiesto all'Italia di "prendere le misure necessarie per fare in modo che, nel quadro del suo processo di bilancio interno, il suo bilancio 2018 sia conforme al Patto di Stabilità e Crescita". Il miglioramento del deficit nominale segnalato dall'Istat questa settimana non è destinato a cambiare i parametri di Bruxelles. Per la Commissione, quello che conta è l'aggiustamento strutturale, cioè la riduzione del deficit al netto del ciclo economico. All'appello mancano almeno 3,5 miliardi, senza tenere conto delle molte promesse elettorali fatte dai partiti che aspirano a governare l'Italia dopo il 4 marzo. Il primo compito del prossimo governo sarà di presentare alla Commissione il Documento di Economia e Finanza e il Programma Nazionale di Riforme. L'esecutivo comunitario attende la manovra correttiva. Dai numeri che saranno presentati, la Commissione deciderà se aprire la procedura per deficit eccessivo, che in pochi mesi potrebbe portare a sanzioni se l'Italia non realizzera' gli aggiustamenti strutturali richiesti.

ELEZIONI 2018 ITALIA E UE/ IL NODO DELLE BANCHE

L'attenzione della Commissione per il debito è motivata anche dalle prossime mosse della Banca centrale europea sul Quantitative Easing. Il ritiro degli stimoli straordinari porterà a un aumento dei tassi di interessi, nel momento in cui l'Italia non ha un "cuscinetto con cui proteggersi dalla prossima crisi", spiega un funzionario: "il mancato risanamento degli scorsi anni ha tolto qualsiasi margine di bilancio anti-ciclico". Alcuni temono che la guerra commerciale annunciata dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, con una reazione a catena possa intaccare la posizione dell'Italia sui mercati del debito. Passata la tregua pre-elettorale, Roma si troverà di nuovo a fronteggiare anche la questione del trattamento dei crediti deteriorati da parte della Banca Centrale Europea. Nei prossimi giorni, la vigilanza di Francoforte pubblicherà il suo addendum alle linee guida sui Non Performing Loans (NPLs) attualmente detenuti dagli istituti di credito, mentre la Commissione presenterà le sue proposte legislative per quelli futuri. Anche se leggermente rivisto, l'addendum non modificherà la sostanza di quanto annunciato dalla Bce a fine 2017.

ELEZIONI 2018 ITALIA E UE/ LE VICENDE ILVA, ALITALIA ED EMBRACO

In confronto, i dossier nelle mani dell'Antitrust europeo - Ilva Embraco e Alitalia - appaiono come i meno ostici. La commissaria alla Concorrenza, Margrethe Vestager, annuncerà la sua decisione sull'Ilva poco dopo le elezioni, sicuramente prima dell'arrivo di un nuovo governo. Sul fronte Embraco, la firma dell'accordo dovrebbe allentare le tensioni, dando al governo e alla Commissione piu' tempo per discutere della questione dell'uso dei fondi Ue nell'ambito delle delocalizzazioni verso i paesi dell'Est. Su Alitalia, Vestager non sembra avere obiezioni al prestito ponte, a condizione che l'operazione di vendita sia portata a termine. Passato il voto, invece, Bruxelles si attende il ritorno alla calma sull'assegnazione della sede dell'Agenzia Europa dei Medicinali (Ema) a Amsterdam. Le chance di una decisione favorevole a Milano sono considerate nulle. Per contro, un'Italia uscita destabilizzata dalle elezioni rischia di essere assente dai grandi dibattiti che si stanno aprendo sul futuro dell'Europa. 

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