Fondatore e direttore
Angelo Maria Perrino

Espansionismo russo, l'Est Europa contro Mogherini

Mentre la Russia espande aggressivamente la sua influenza l'Unione europea resta a guardare. E' l'accusa a Mogherini che viene dall'Est Ue

Espansionismo russo, l'Est Europa contro Mogherini
Espansionismo russo, Mogherini accusata di immobilismo

 

La Russia di Vladimir Putin minaccia l'Unione europea e Bruxelles resta a guardare. E' questo in estrema sintesi il contenuto di una lettera durissima che European Values, un think tank di Praga che raccoglie alcune delle personalità piú influenti dell'opposizione alla Russia (come il dissidente Gary Kasparov), ha recapitato a Federica Mogherini, a capo del Servizio estero europeo, una specie di Ministero degli esteri dell'Unione europea.

Troppe poche risorse per contrastare Mosca

L'accusa é durissima. Mentre Mosca investe un miliardo di euro all'anno in propaganda, l'Europa non ha un budget dedicato alla controinformazione. Bruxelles ha creato un suo team per contestare Mosca, ma é composto solo da 11 persone senza una linea di spesa ad hoc. Insomma, forze molto al di sotto del necessario per contrastare la propaganda di Mosca

Mogherini sottovaluta la minaccia russa

"Nonostante la serietà della minaccia, l'Alto rappresentante Mogherini ha speso gli ultimi due anni cercando di evitare di nominare la Russia come il principale creatore di una disinformazione ostile. Noi, come esperti di sicurezza europea, abbiamo visto in continuazione la sua noncuranza verso l'aggressività russa", scrivono nella lettera.

Disinformazione e aggressività militare le armi di Mosca

L'offensiva di Mosca avviene su due fronti. Il primo sul lato dell'informazione, il secondo dal punto di vista militare. Non solo infatti Mosca ha stretto rapporti con i principali partiti euroscettici europei con il deliberato tentativo di ottenere la disgregazione dell'Unione, ma finanzia anche media che diffondono soprattutto nell'Europa dell'Est informazioni distorte per discreditare Bruxelles. Senza contare, sottolineano i membri del Think tank, che dalla fine della Seconda guerra mondiale per la prima volta c'é stata l'annessione di un territorio con la forza.  

Per Mosca l'Ue ora é una rivale

A 50 anni dalla firma dei Trattati di Roma, la Russia guarda all'Europa come una "forza ostile", una zona "indipendente ma a sovranita' limitata", che il Cremlino ha tutto l'interesse a dividere e indebolire. Cosi' Andrei Kolesnikov, esperto del prestigioso Carnegie Center di Mosca, riassume in un'intervista con Agi la posizione del suo paese oggi nei confronti della Ue, diventata un avversario nella lotta per le zone di influenza che, secondo l'analista, detta tutta la politica estera del presidente Vladimir Putin fin dal suo primo mandato. Vladimir Vladimirovich ha rivitalizzato un'antica tradizione russa, quella della cosiddetta 'derzhavnost' (grande potenza), ha fatto notare a Bloomberg Robert Legvold, professore emerito alla Columbia University e autore del libro 'Return to Cold War'.

Mosca pretende di essere una superpotenza

"L'idea della derzhavnost e' che la Russia abbia il diritto di essere riconosciuta come una potenza di rilievo", al di la' del fatto che ne abbia o meno le caratteristiche e questo include il voler definire le regole per le partite internazionali, spiega il professore, aggiungendo che questo "e' parte del suo dna da molto tempo". Dopo che il collasso del blocco comunista ha aperto la strada all'allargamento dell'Ue a Est, il divario tra la 'derzhavnost' russa e il modello di 'sovranita' condivisa', che governa la maggior parte del Vecchio Continente e' diventato lampante. La percezione di aver perso in termini di sicurezza dall'ingresso nella Nato dei paesi ex membri del patto di Varsavia (tra cui Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia, Slovacchia, Romania, Bulgaria) ha reso impossibile un pieno avvicinamento all'Europa.

L'Unione europea minaccia l'egemonia russa ad est

"Inizialmente, la Russia ha ritenuto l'allargamento dell'Ue a Est come un processo naturale di auto-determinazione dei nuovi Stati, usciti dalla 'zona' sovietica e vedeva anche se stessa in questi termini. - spiega Kolesnikov - Poi con l'arrivo di Vladimir Putin, la situazione e' cambiata radicalmente, ma il vero male e' sempre stata la Nato e non l'Unione Europea". "La politica estera di Putin prevede il concetto di 'zone di influenza' come durante la Guerra Fredda. - prosegue l'analista - Proprio per questo e' scoppiato il conflitto sull'Ucraina, che nella mente del presidente russo deve essere una sua zona d'influenza". Cosi', secondo Kolesnikov, all'Ue oggi Mosca guarda in termini di questa "lotta per zone di influenza" e l'Europa rappresenta una "forza ostile, una zona indipendente, ma con sovranita' limitata, subordinata agli Usa, anche dopo l'arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca". 

I rapporti Ue-Russia non possono che peggiorare

L'esperto del Carnegie e' pessimista: "Le relazioni tra la Federazione e l'Ue, allo stato attuale, non si possono correggere". Anzi: "La Russia sta cercando di dividere l'Europa e ripone molte speranze nelle elezioni in Francia e nei partiti di destra radicale in generale". Allarmi per una possibile intromissione russa nelle elezioni di quest'anno in Europa sono gia' scattati sia in Germania, Francia, che Olanda e Italia. Kolesnikov e' convinto che "il grado di influenza della Russia nelle elezioni europee sia molto esagerato: Putin vende paura e con grande successo". A suo dire, "non si puo' parlare di piani del Cremlino per indebolire l'Ue, ma di certo vi e' il desiderio di costruire il proprio post-ordine mondiale con i partner occidentali, fissando proprie regole". "La divisione dell'Ue e', pero', una pia illusione. - ha concluso Kolesnikov - Il problema e' che non con tutti i suoi gemelli conservatori Putin e' in condizioni di costruire buoni rapporti, non lo e' per esempio con la Polonia".


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