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Affari Europei
Europee, Macron parla alla nazione. E chiederà di lavorare di più

Europee, il 25 aprile il discorso alla nazione di Macron: chiederà di lavorare di più

La necessita' di lavorare di piu' per contribuire alle crescenti spese sociali e per poter diminuire le tasse: e' quello che Emmanuel Macron si apprestava a chiedere ai francesi nel suo discorso previsto per lunedi' 15 aprile, in conclusione del grande dibattito nazionale, poi slittato a causa dell'incendio alla cattedrale Notre Dame. Le speculazioni si moltiplicano in attesa del nuovo intervento del titolare dell'Eliseo, in agenda per giovedi'. La stampa francese da' spazio a commenti e approfondimenti sui 'sacrifici' che attendono i cittadini, sulla scia della richiesta mancata del presidente, ma gia' di dominio pubblico. Per il quotidiano 'Le Figaro' il governo si appresta ad aprire il "vaso di Pandora", dopo aver gia' stretto la cinghia ai pensionati, riformato la compagnia ferroviaria Sncf - dando vita a mesi di scioperi - e aperto la strada alla privatizzazione di societa' pubbliche. Del resto il tema del 'sacrificio' sociale e della necessita' di ampliare il periodo lavorativo in risposta all'allungamento della speranza di vita e' gia' stato ripreso dalla capolista di 'En Marche' alle elezioni europee. "Dovremo lavorare di piu' per sostenere meglio i nostri anziani" ha detto l'ex ministro Nathalie Loiseau. Per parte dell'opposizione la modifica della durata del lavoro rappresenta una "linea rossa" da non varcare. "Sono parole che insultano milioni di francesi" ha reagito Ian Brossat, capolista del Partito comunista (Pcf) alle elezioni europee. Per Nicolas Bay, del Raggruppamento nazionale (Rn, estrema destra), tutto dipendera' invece "delle condizioni con cui verra' allungato il tempo di lavoro". Uno dei possibili scenari, quello dello spostamento dell'eta' pensionabile attualmente fissata a 62 anni, e' gia' stato valutato lo scorso marzo dal primo ministro Edouard Philippe ed evocato dal ministro dell'Economia Bruno Le Maire. Eppure altri esponenti del governo, tra cui il ministro delle Solidarieta' Agne's Buzyn, hanno assicurato che "la modifica dell'eta' pensionabile non e' stata pensata ne' si trova sul tavolo negoziale". Eppure molti degli studi realizzati in questa direzione - spostare l'eta' pensionabile a 64 anni - evidenziano guadagni per l'economia, il potere di acquisto, l'occupazione, la gestione della pubblica amministrazione, con un risparmio stimato di 17 miliardi di euro. Per i sindacati tale richiesta dal governo Philippe rappresenterebbe un 'casus belli', con serie ripercussioni sul clima sociale e le trattative in corso. 

Europee, il grande rischio sociale di Macron

Altra soluzione accreditata e' l'abbandono della settimana di 35 ore per rispondere alle attese di "maggior sforzo" lavorativo da parte dell'Eliseo. Del resto nei fatti Eurostat ha gia' stabilito che in media i francesi dipendenti lavorano 39 ore, contro 50,2 ore per gli autonomi, con una media nazionale di 40,5 ore a settimana. Un tempo di lavoro comunque ben inferiore ai colleghi di altri paesi, come Cipro, Grecia o Gran Bretagna. Anche questa possibilita' non e' vista di buon occhio dalla stessa maggioranza, poco incline a voltare le spalle alla riforma emblematica della socialista Martine Aubry che rimetterebbe in discussione la defiscalizzazione degli straordinari, decisa da Macron lo scorso dicembre. A questo punto in Francia si fa sempre piu' strada l'idea di sopprimere una festivita' pagata dal calendario, che secondo Bercy rappresenterebbe un guadagno di "3 miliardi di euro" utile a finanziare una serie di spese sociali. Per sciogliere ogni dubbio bisogna aspettare l'intervento di Macron, tra 48 ore, che dovrebbe comunicare le sue proposte sulla scia del grande dibattito nazionale. Oltre a dover fare i conti con l'opposizione, il presidente rischia di urtare il 54% di francesi che gia' si sono detti contrari all'idea di "lavorare di piu'", come indicato dall'ultimo sondaggio Ifop per il 'Journal du dimanche'. Maggiormente contrari sono gli elettori del Partito socialista, di 'La France Insoumise' (sinistra radicale), del 'Raggruppamento nazionale', i meno di 35 anni, i disoccupati e i dipendenti del settore pubblico e privato. Favorevoli invece gli imprenditori, gli ultra 65enni, gli elettori di 'En Marche' e di 'Les Re'publicains' (destra). Nuove sfide in arrivo per il presidente Macron e il suo governo, ancora alle prese con le proteste dei 'gilet gialli'.

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