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Affari Europei
Iran, i guardiani della rivoluzione: la rivolta è stata sconfitta

"La rivolta in Iran è stata sconfitta". L'annuncio è stato dato dai Guardiani della rivoluzione (Pasdaran), per voce del generale Mohammad Ali Jafari. L'alto responsabile iraniano ha fatto riferimento, senza nominarlo, all'ex presidente Mahmoud Ahmadinejad, accusandolo di essere dietro alla sommossa. "Tutto è avvenuto dopo un appello di un sito affiliato a una persona che oggi parla contro il sistema islamico", ha detto Jafari.

Intanto, al popolo iraniano, arriva il sostegno del presidente Usa, Donald Trump, che ha twittato il suo apprezzamento e promette il sostegno Usa al momento giusto. "Grande rispetto per il popolo dell'Iran mentre tenta di riprendere il controllo del suo governo corrotto. Vedrete grande sostegno dagli Stati Uniti al momento appropriato!", ha cinguettato il tycoon.

Stamani, decine di migliaia di persone si erano radunate nelle città di tutto l'iran per una massiccia dimostrazione di sostegno al regime dopo giorni di violenti disordini, durante i quali almeno 23 persone sono morte e oltre 450 sono state arrestate: lo riferisce la televisione di Stato iraniana, che ha mostrato le immagini delle manifestazioni.

La folla ha intonato cori in favore del leader supremo, l'ayatollah Ali Khamenei: "leader, siamo pronti", hanno urlato i manifestanti, ripresi dalle telecamere che hanno mostrato un gran numero di persone in marcia, tra l'altro, ad Ahvaz, Kermanshah e Gorgan. Cori anche contro gli Stati Uniti ("morte all'America") e Israele. "Offriamo il sangue nelle nostre vene
al nostro capo", scandiscono i manifestanti, sventolando le bandiere iraniane e mostrando cartelli con il volto della guida suprema e altri con la scritta "morte ai sediziosi".

Nei giorni scorsi a finire in manette soprattutto teenager e giovani con un'età media di 25 anni: l'appello alla calma del presidente Hassan Rouhani non ha sortito gli effetti sperati.

In risposta alla repressione messa in atto dal governo iraniano contro i manifestanti, gli Stati Uniti potrebbero avviare nuove sanzioni contro il Paese, ha detto oggi il portavoce del Dipartimento di Stato Heather Nauert. "Non andiamo avanti sulle sanzioni - ha detto ai giornalisti -, ma questo è uno degli strumenti, un paio di cose che abbiamo in un set di strumenti molto ampio. Ci sono una serie di opzioni che certamente avremo in futuro. Stiamo osservando le notizie con molta attenzione relativamente a ogni potenziale violazione dei diritti umani di questi manifestanti che protestano pacificamente".

Preoccupazione per l'escalation di violenze è stata espressa dalla Ue che "sta seguendo da vicino le dimostrazioni in corso in Iran e la perdita inaccettabile di vite umane", ha detto  l'Alto rappresentante Ue Federica Mogherini, sottolineando che "dimostrazioni pacifiche e libertà di espressione sono diritti fondamentali che si applicano a ogni Paese, e l'Iran non fa eccezione". "Ci aspettiamo che tutte le persone coinvolte si astengano dalla violenza", l'Ue, avverte Mogherini, "continuerà a monitorare la situazione".

Le conseguenze della situazione nel Paese si fanno sentire anche a livello diplomatico: la visita in Iran del ministro degli Esteri francese Jean-Yves Le Drian, prevista  per il 5 e 6 gennaio, è stata rinviata a data da destinarsi. La decisione è stata presa ieri, durante un colloquio telefonico tra il presidente francese Emmanuel Macron e il suo omologo iraniano Hassan Rouhani. Il capo di stato francese ha chiesto a Teheran di mostrare 'moderazione' nel trattare con i manifestanti e ha espresso a Rouhani la propria 'preoccupazione' per il "numero delle vittime correlate agli eventi" degli ultimi giorni. Un'altra data per la visita "verrà fissata per via diplomatica. Gli scambi tra Parigi e Teheran continueranno nelle prossime settimane", si legge in una nota.

Anche il presidente turco Recep Tayyip Erdogan si sta interessando alle vicende iraniane e stamani ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo iraniano Hassan Rohani, sottolineando l'importanza del mantenimento della stabilità e della pace in Iran. Lo riferiscono fonti della presidenza di Ankara. Il leader turco ha inoltre espresso supporto all'auspicio di Rohani che si evitino violenze nelle manifestazioni in corso nel Paese. Dal canto suo, il presidente iraniano ha ringraziato Erdogan per il sostegno, augurandosi una conclusione delle proteste nel giro di pochi giorni.

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