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Affari Europei
L'Ue riparte dall'agricoltura. La nuova Pac: 50 mld per l'Italia

Di Tommaso Cinquemani
europa@affaritaliani.it

Martedì la Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo ha rigettato quasi all'unanimità (37 voti su 39) la proposta della Commissione su un nuovo regolamento per quanto riguarda le sementi. Una bocciatura sonora che ha sottolineato il ruolo dell'Europarlamento come attore di primo piano nei processi legislativi comunitari. “Il rischio era che invece di semplificare la materia il nuovo regolamento la complicasse”, spiega ad Affaritaliani.it Paolo De Castro, presidente della commissione agricoltura. “Quella della Commissione era una sintesi di 12 direttive europee che regolamentano il mercato delle sementi. Comparti diversi, che ora sono disciplinati in maniera differente, sarebbero stati accorpati creando molti problemi agli agricoltori”.

Ma c'è di più. Secondo De Castro la Commissione, che sta già avendo un ruolo fondamentale nella definizione dei dettagli attuativi della nuova Pac, avrebbe avocato a sé un numero ancora maggiore di competenze, determinando così un livello “di potere eccessivo”. Lo stop della commissione agricoltura si è basato anche sull'assenza “di uno studio di impatto su un settore in cui l'Europa e l'Italia sono leader, cioè le piante da frutto, di cui siamo i principali produttori ed esportatori”.

Ora la palla passa al Commissario per l'agricoltura Tonio Borg che dovrà decidere se portare la proposta in Aula a Strasburgo, con il peso di una bocciatura in Commissione, oppure ritirare il pacchetto di norme.

Al di là della specifica proposta di regolamentazione sulle sementi, l'inizio del 2014 ha visto il varo della nuova Pac, la Politica agricola comune, che rispetto agli anni passati ha in serbo molte novità. “Grazie al Parlamento europeo abbiamo profondamente modificato il testo originale che non era certo stato scritto per l'Italia e per l'Europa del Sud”, spiega De Castro. “Tra le cose importanti che abbiamo introdotto come Parlamento, c'è l'obbligo di aiuto ai giovani agricoltori. Tutti i contadini al di sotto dei 40 anni, oltre agli aiuti di primo insediamento, avranno un supporto ulteriore che aumenterà di un quarto i sussidi per ettaro”.

Per il Paese è un boccone ghiotto, specie in un momento di crisi economica come quella attuale. “Per l'Italia c'è una garanzia sulle risorse finanziarie: circa 50 miliardi di euro di aiuti in sette anni. Una opportunità per il nostro settore alimentare e per dare un impulso alla crescita di tutto il Paese”.

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paolo de castroagricolturapac
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