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Affari Europei
Meloni ad Affaritaliani.it: “Insieme a Le Pen per uscire dall'euro”

Di Tommaso Cinquemani
europa@affaritaliani.it

Onorevole Meloni, oggi ha avuto un lungo colloquio con il leader del Front National, che cosa vi siete detti?
"In vista delle prossime elezioni europee abbiamo iniziato un giro di consultazioni con le forze che condividono con Fratelli d'Italia l'esigenza di modificare la struttura delle istituzioni europee, di restituire i diritti e la sovranità ai popoli e di dire basta alla gabbia dell'euro. Qui a Bruxelles abbiamo incontrato i Conservatori e Riformisti e la Le Pen, soggetti che non si sono piegati ai ricatti dei grandi partiti e che condividono con noi la sfida di costruire un'Europa schierata con i popoli e non con le caste".

Vi presenterete da alleati alle elezioni?
“No, Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale correrà da sola”.

Il Front National ha una storia di collaborazione con la Lega Nord che dura ormai da alcuni mesi. Eppure Fratelli d'Italia è un partito più affine a quello francese, penso ad esempio alla questione dell'unità nazionale, un valore fondante sia per voi che per la Le Pen, e che invece vede la Lega su posizioni opposte. Perché il Fn ha scelto Salvini come alleato e non voi?
“Qui non stiamo facendo una gara con la Lega in cui in premio c'è l'alleanza con il Fn. Oggi ho ascoltato le valutazioni che Marine Le Pen fa sul rapporto con l'Europa e con l'euro e mi sono ritrovata a condividerne molte. Ho avviato con questo movimento dei contatti che mi sembrano interessanti pur mantenendo ciascuno le proprie diversità”.

Farete un gruppo unico a Strasburgo una volta che si saranno chiuse le elezioni?
“Decideremo dopo il voto a quale famiglia europea aderire. Certamente rispetto a singoli temi si può di volta in volta trovare delle sinergie con il Front National”.

Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale chiede che l'Italia abbandoni l'euro e torni alla lira?
“Assolutamente sì. Noi non abbiamo una moneta unica, l'euro non è la sintesi delle economie che compongono l'Europa. Abbiamo piuttosto adottato il marco tedesco cambiandogli nome. Questo ha avuto come effetto quello di rafforzare le economie più forti e indebolire quelle più deboli”.

Ci sono delle vie di mezzo tra il rimanere con questo euro e tornare alla lira. Non si può trovare un compromesso? Qualcuno parla di un euro a due velocità...
“Noi arriviamo alla richiesta di uscire dall'euro dopo aver tentato tutte le altre strade. Dopo aver chiesto la revisione dei trattati, dopo aver chiesto un euro che fosse completamente diverso, dopo aver chiesto che all'unione monetaria si accompagnasse anche una unione politica e di regole comuni. Ma abbiamo sempre trovato porte chiuse, non mi sembra che ci sia la disponibilità da parte di chi comanda in Europa di prendere altre strade. Mettendo sul piatto della bilancia stare nell'euro a queste condizioni e stare fuori io voto per la seconda, se non altro perché risparmiamo qualcosa come 60 miliardi di euro l'anno che sono quelli che l'Ue ci costa”.

Chi è che comanda in Europa?
“E' innegabile che la Germania ha un peso preponderante nell'Unione. Lo vediamo in tutte le decisioni prese qui a Bruxelles e lo abbiamo visto quando c'è stata l'introduzione della moneta unica”.

Perché gli Stati mediterranei, ma anche l'Irlanda, non chiedono alla Germania di uscire dall'euro allora?
“Potrebbe accadere, ma la vedo difficile. Di fatto non esiste l'euro senza la Germania. L'euro è tarato su Berlino”.

Secondo lei Renzi riesce a tenere testa alla Merkel?
“Io ho visto un premier che è andato dalla Merkel con la sua riforma del lavoro perché fosse bollinata e approvata. Una cosa che non si è mai vista. Dopo aver dichiarato grandi intenzioni bellicose è andato dalla Cancelliera e le ha detto che avremmo rispettato tutti i trattati. Poi è andato a parlare con la Commissione europea ed è stato liquidato con un sorrisino. E' intollerabile che il nostro premier sia trattato così da delle persone che dovrebbero solo andare a casa e che ci hanno imposto politiche economiche disastrose”.

Martedì è stato da Cameron, sembra che abbia avuto il suo appoggio, no?
“Renzi ha parlato con Cameron e lì, a Londra, ha esaltato i dati sulla disoccupazione inglese, incensando le loro performance economiche. Ha dimenticato però che in Gran Bretagna non c'è l'euro, ma la sterlina. E che c'è una banca centrale che si comporta come tale e non si occupa solo di mantenere sotto controllo l'inflazione”.

Il vostro programma su certi temi coincide con quello di Grillo. Prevede una alleanza con il Movimento 5 Stelle?
“Credo che Grillo prima debba chiarire che cosa vuole fare. Sull'euro ad esempio non si capisce se voglia fare un referendum oppure no. E comunque non mi sembra che i grillini siano disponibili al dialogo”.

 

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