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Affari Europei
Pd, FI e Lega dicono sì all'esercito Ue. Ma il M5S: “Chi sarebbe alla guida?”

Di Tommaso Cinquemani
@Tommaso5mani

L'Unione europea avrebbe buone ragioni per dotarsi di un esercito comune. Uno strumento in grado di razionalizzare la spesa militare e offrire ai governi Ue uno strumento di risposta efficace e rapido alle minacce esterne che minano i valori su cui si basa l'Europa. Che sia l'Isis, la Russia o la Libia, l'Ue ha bisogno di parlare con una voce sola, anche a livello militare.

Il Partito democratico, con David Sassoli, si è detto favorevole a questa ipotesi. Ma anche da Forza Italia il coro è unanime. “Noi come FI e come membri del Partito popolare europeo siamo assolutamente favorevoli alla creazione di un esercito comune”, spiega ad Affaritaliani.it Antonio Tajani, vicepresidente del Parlamento Ue e del Ppe. “Sarebbe una questione sia di efficienza economica che di capacità militare per rispondere a minacce come quella dell'Isis”.

Tutti concordano con un principio: creare un esercito comune non significa impegnarsi in guerre in Siria, Libia o nell'est europeo. Per ogni intervento militare, attentamente soppesato a livello politico, ci deve essere un via libera delle organizzazioni internazionali, Onu in primis, per dare legittimità giuridica all'azione. “In Siria non si potrebbe agire se non a fianco degli Stati Uniti, della Russia, della Cina e della Lega Araba e sotto mandato dell'Onu”, continua Tajani.

Chi è invece scettico circa questa possibilità è il Movimento 5 Stelle. Non tanto per l'aspetto di razionalizzazione della spesa o per la necessità di dotarsi di un esercito comune, quanto per la legittimità popolare di un eventuale intervento. “Quale organismo politico sarebbe alla guida di questo esercito? Chi gestirebbe l'arsenale nucleare di Francia e Gran Bretagna?”, si chiede Fabio Massimo Castaldo. L'eurodeputato del M5S su questo tema ha le idee chiare: “Un esercito europeo potrebbe avere senso solo come strumento di protezione dei diritti umani nel mondo, come forza d'eccellenza nel peace-keeping”.

E la Lega Nord? “Sono convinto che l'Europa doveva nasce a partire da un esercito comune e da una politica estera condivisa, lasciando stare questioni come la moneta unica. Abbiamo costruito la casa partendo dal tetto”, spiega ad Affaritaliani.it Lorenzo Fontana, eurodeputato della Lega Nord. “L'esercito unico è sicuramente utile, anche se credo debba nascere da un nucleo di pochi Paesi, Italia, Francia e Germania in primis”.

Il punto su cui porre l'attenzione però, secondo Fontana, è un altro: “Gli attacchi di Parigi sono stati portati a termine da cittadini europei, con passaporto europeo. Erano francesi e belgi. Allora piuttosto che creare un esercito unico, che poi non sapremmo dove schierarlo, sarebbe meglio investire sull'intelligence per scovare i terroristi che si nascondo  nelle nostre città”.

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