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Pogliese: “Bene Juncker. Ora la priorità sia la ridistribuzione dei migranti”. L'intervista

“L'Europa si basa su un principio di solidarietà ed è perciò essenziale che i richiedenti asilo che arrivano in Italia siano distribuiti secondo quote tra tutti gli Stati europei”. Spiega ad Affaritaliani.it Salvo Pogliese, eurodeputato siciliano di Forza Italia, dopo il discorso davanti alla Plenaria di Strasburgo di Jean Claude Juncker

Salvo Pogliese ape

Di Tommaso Cinquemani
@Tommaso5mani

Onorevole Pogliese, oggi Jean Claude Juncker, nel suo discorso alla Plenaria del Parlamento europeo, ha dichiarato che è stato un errore lasciare sola l'Italia e che d'ora in poi Bruxelles pagherà per le operazioni nel Mediterraneo. È soddisfatto?
“Solo parzialmente. Sono molto felice che il Presidente Juncker abbia fatto ammenda per l'aver lasciato sola l'Italia nell'affrontare l'emergenza migranti. E sono soddisfatto anche per alcuni provvedimenti già adottati, come i maggiori fondi destinati a Triton e Poseidon. Non sono invece soddisfatto quando ha parlato dell'accoglienza dei migranti economici”.

In che senso?
“Dobbiamo distinguere in maniera netta tra i richiedenti asilo che arrivano da contesti di guerra e di carestia e chi invece cerca di entrare in Europa solo per cercare condizioni di vita migliori. È un momento in cui la carica emotiva è grande, ma non possiamo pensare di accogliere tutte le persone che sono in cerca di standard di vità più alti, soprattutto in un contesto di crisi economica che ha colpito l'Italia e soprattutto le regioni del sud”.

È questa la posizione del Partito popolare europeo?
“Assolutamente sì. Il capogruppo Weber lo ha detto chiaramente in Aula. Una volta espletate le procedure burocratiche bisogna rimpatriare chi non ha i requisiti per ricevere asilo”.

È praticabile la strada di chi vorrebbe creare dei centri per richiedenti asilo nei paesi di transito, penso all'Egitto o al Sudan?
“Il nostro obiettivo è quello di evitare le tragedie del mare. Questo si ottiene attraverso il contrasto ai trafficanti e anche, eventualmente, all'utilizzo delle sedi diplomatiche in nord Africa per raccogliere le domande di asilo”.

Juncker ha anche parlato di cooperazione allo sviluppo per risolvere il problema a monte. Condivide?
“Certamente bisogna eliminare le cause che spingono i migranti a fuggire dai loro Paesi. Ma l'Europa dovrebbe farsi un esame di coscienza visto che il caos in Libia è dovuto anche all'intervento militare voluto dalla Francia. Ricordo solo che gli accordi stretti da Berlusconi con Gheddafi nel 2008, tanto criticati, avevano ridotto enormemente i flussi”.

Durante il suo discorso Juncker è passato dal francese al tedesco quando ha parlato della necessità che i migranti siano ridistribuiti tra tutti gli Stati europei. Condivide questa necessità?
“Credo che questa sia la proposta più importante. Dublino III attribuisco allo Stato di primo approdo il compito di analizzare le domande di asilo e poi concedere l'accoglienza sul proprio territorio. Questo principio deve essere cambiato perché ha dato vita a delle storture. La ripartizione in quote, secondo un principio solidaristico, è essenziale”.

Gli altri Stati accetteranno?
“Se si vuole promuovere un principio di solidarietà sì. È impensabile che l'Italia abbia registrato dei rimpatri da parte di Paesi come la Germania, la Svezia o la Svizzera di decine di migliaia di migranti che erano sbarcati in Italia ma che poi avevano cercato dei andare al nord”.


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