Fondatore e direttore
Angelo Maria Perrino

Sacchetti di plastica, il paradosso dell'Italia

L'Italia rischia una procedura di infrazione per non aver recepito una direttiva Ue sui sacchetti di plastica... da noi banditi dal 2011

Sacchetti di plastica, il paradosso dell'Italia
Buste di plastica per la spesa

 

Anche quando siamo i primi della classe facciamo la figura dei somari. E' il caso dei sacchetti di plastica, quelli che una volta quando andavi a fare la spesa servivano per portare i prodotti fino in auto e poi a casa. Una volta, appunto, perché dal 2011 nel nostro Paese sono illegali, sostituiti da quelli biodegradabili. Siamo stati i primi in Ue a fare questo salto, ma ora Bruxelles ci vuole sanzionare.

Nel 2011 l'Italia mette al bando i sacchetti di plastica

Era il 2011 quando il ministro Prestigiacomo riuscì a far passare la norma che metteva al bando i sacchetti di plastica per la spesa. Certamente utili e piú resistenti di quelli in bioplastica, erano peró diventati un serio problema ambientale. A quei tempi tutti i ventisei Paesi dell'Unione europea ci guardarono per questa svolta green che non aveva pari. Certo, alcuni dissero che il governo Berlusconi aveva voluto fare un regalo all'azienda italiana che aveva brevettato la bio-plastica. Ma al di lá di queste polemiche per l'Italia fu motivo di orgoglio internazionale.

Italia esempio da seguire

E a Bruxelles si tennero convegni in cui l'Italia era additata come esempio da seguire. Per una volta siamo stati la best practice che le Istituzioni europee indicavano come esempio da seguire. Per questo crea un certo sconcerto la lettera arrivata ieri a Roma con la quale la Commissione avverte l'Italia di una possibile procedura di infrazione proprio sul tema degli shopper.

Bruxelles ci chiede di ridurre l'uso di sacchetti

Bruxelles ci chiede che venga ridotto l'uso di sacchetti in plastica leggera, proprio quei sacchetti che noi abbiamo vietato. Se entro due mesi non sará applicato un prezzo e introdotto un obiettivo nazionale di riduzione dell'uso, Bruxelles potrá deferire i paesi in questione (Italia, Cipro, Grecia e Polonia) alla Corte di Giustizia Ue.

Un cortocircuito comunicativo

Che cosa é successo nei corridoi di Bruxelles? Semplice, é mancata la comunicazione. Il nostro Paese si é dimenticato o di approvare una legge formale di recepimento oppure di aver comunicato a Bruxelles di aver giá messo in mora i sacchetti di plastica. Un esempio di euroburocrazia e italica incompetenza.


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