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Angelo Maria Perrino

Stato dell'Unione, Juncker: "In Europa é tornata la crescita economica"

Juncker a Strasburgo per il discorso sullo Stato dell'Unione: "L'economia é tornata a crescere. I migranti? L'Italia ha salvato l'Europa"

Stato dell'Unione, Juncker: "In Europa é tornata la crescita economica"

L'Unione Europea deve cogliere "un'occasione unica" per accelerare su un ambizioso programma legislativo e avviare il cantiere istituzionale, ha detto il presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, in un discorso sullo Stato dell'Unione che vorrebbe segnare una svolta nel mandato dell'esecutivo comunitario. La crisi economica sembra definitivamente alle spalle, quella dei migranti si e' fatta meno intensa, la minaccia populista che pesava sull'Ue sembra essere stata sventata: questo e' il momento per "levare l'ancora, abbandonare i porti sicuri e catturare il vento nelle nostre vele", ha detto Juncker concludendo un intervento durato piu' di un'ora davanti all'Europarlamento. Il programma legislativo della Commissione e' denso.

Sul commercio Juncker ha annunciato l'intenzione di avviare negoziati su un accordo di libero scambio con l'Australia e la Nuova Zelanda, ma anche di proteggere dalla Cina i settori strategici con un nuovo meccanismo di "screening" (stretto controllo, ndr) degli investimenti da parte dei paesi extra-europei. "Il nostro sostegno al libero scambio e' tutt'altro che ingenuo. L'Europa deve sempre difendere i suoi interessi strategici. E' per questo che oggi proponiamo un nuovo quadro dell'Ue per il controllo degli investimenti", ha spiegato Juncker. La Commissione intende lanciare una nuova "strategia di politica industriale" per permettere alle imprese di restare leader mondiali dell'innovazione, della digitalizzazione e delle tecnologie pulite.

Il programma di Juncker include anche la creazione di una Agenzia europea per la cyber-sicurezza, perche' gli attacchi informatici nel mondo di oggi sono considerati dal presidente della Commissione "piu' pericolosi di fucili e carri-armati". Sull'immigrazione, oltre a rendere omaggio all'Italia che "ha salvato l'onore dell'Europa nel Mediterraneo", Juncker ricorda che i paesi "in prima linea non possono essere lasciati soli" a proteggere le frontiere e che occorre trovare "vie legali per l'immigrazione in Europa".

Quella sulla cyber sicurezza non e' la sola "nuova agenzia" che il presidente vorrebbe creare. Parlando del diritto di tutti i lavoratori ad essere trattati in modo uguale ("non ci possono essere lavoratori di seconda classe: con lo stesso lavoro, si deve avere lo stesso salario"), Juncker ha osservato che "c'e' qualcosa di assurdo nell'avere a disposizione un'autorita' bancaria che garantisce l'applicazione delle regole bancarie e non una autorita' comune del lavoro che vegli al rispetto dell'equita' nel mercato unico. Dobbiamo crearla". Ma e' soprattutto sulle riforme istituzionali - il cambiamento dell'assetto dell'Ue dopo la Brexit - che Juncker vuole "spiegare le vele". Molte delle proposte avanzate da Juncker in questo campo erano attese o erano state anticipate da altri leader.

"Abbiamo bisogno di un ministro europeo dell'Economia e delle Finanze: un ministro europeo che promuova e sostenga le riforme strutturali nei nostri Stati membri", ha detto Juncker, sottolineando che la nuova figura deve essere anche vicepresidente della Commissione, presidente dell'Eurogruppo e direttore del futuro Fondo Monetario Europeo (l'evoluzione del fondo salva-Stati Esm creato all'apice della crisi, ndr). Juncker e' contrario invece a un bilancio autonomo della zona euro (idea sostenuta da Italia e Francia) e a un parlamento indipendente dell'unione economica e monetaria (una proposta del presidente francese Emmanuel Macron).

"Non abbiamo bisogno di strutture parallele", ha spiegato il presidente della Commissione. In campo istituzionale le proposte sono molte: dalla fine dell'unanimita' in politica estera, alle liste transazionali per eleggere una parte dell'Europarlamento, al sistema degli "Spitzenkandidaten" (decisi dai partiti o dalle coalizioni politiche europee, ndr) alla presidenza della Commissione. A sorpresa e' invece giunta la proposta di "fondere" l'incarico di presidente della Commissione e quello del Consiglio europeo. "L'Europa sarebbe piu' facile da capire se fosse uno solo il capitano della nave", ha detto Juncker: "un unico presidente rifletterebbe meglio la vera natura dell'Unione europea quale Unione di Stati e Unione di cittadini".

Juncker ha mantenuto l'impegno di non parlare quasi di Brexit, se non per ricordare ai britannici che rimpiangeranno "presto" la decisione di andarsene. Il presidente della Commissione si e' augurato che "il 30 marzo 2019 (la data della Brexit, ndr) gli europei si sveglino in un'Unione in cui noi tutti terremo fede ai nostri valori, in cui tutti gli Stati membri rispetteranno inflessibilmente lo Stato di diritto, in cui avremo gettato le fondamenta dell'Unione economica e monetaria cosi' da poter difendere la nostra moneta unica nella buona e nella cattiva sorte (...), in cui un Presidente unico guidera' l'operato della Commissione e del Consiglio europeo, perche' sara' stato eletto sulla base di una campagna elettorale europea democratica".

Ma le sue proposte hanno gia' sollevato divisioni tra gli Stati membri. Positivi Francia e Germania: il presidente francese, Emmanuel Macron, ha lodato le iniziative per "controllare gli investimenti strategici", mentre secondo il capo-gabinetto della cancelliera tedesca Angela Merkel, Peter Altmeier, quello di Juncker e' stato un discorso "grande e importante" che deve servire da "punto di partenza" per il dibattito tra i leader. Per contro il primo ministro danese, Lars Lokke Ramsussen, dice "no a nuovi grandi progetti o discussioni istituzionali": non bisogna "mescolare ruoli e competenze" di presidente della Commissione e presidente del Consiglio Europeo". Il premier olandese, Mark Rutte, ritiene che Juncker sia un "romantico" e un "visionario" che ha "bisogno di un oculista". Anche dentro i principali gruppi all'Europarlamento, nonostante il lungo applauso e la standing ovation alla fine del discorso, non c'e' consenso su alcune proposte di Juncker. Il capo-gruppo dei Socialisti&Democratici, Gianni Pittella, ha insistito sulla necessita' di avere un bilancio autonomo della zona euro da mettere al servizio della crescita, mentre quello del Partito Popolare Europeo, Manfred Weber, e' contrario alle liste transazionali. E' il sintomo che, una volta levata l'ancora, anche con il vento che soffia nelle vele, l'Ue non sa ancora con precisione verso quale porto dirigersi.


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