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Affari Europei
Vertice Ue: stop Italia a documento, 'serve ok su migranti'

 

Stop dell'Italia al via libera della prima parte del documento conclusivo del Vertice Ue. Secondo quanto

Malta ha deciso di impedire l'uso dei suoi porti alle navi delle ong. Lo si legge in una nota del governo de La Valletta. "In seguito ai recenti eventi" dopo il caso Lifeline, Malta "deve accertarsi che le operazioni" di queste navi "siano conformi alle norme nazionali e internazionali": La Valletta "non puo' consentire a entita' con strutture simili a quelle oggetto di indagini di usare il porto per le loro operazioni, ne' di entrare o uscire". Resta cosi' bloccata anche la nave della Seawatch che, a quanto risulta all'ANSA, e' sottoposta a controlli della documentazione.

riferito da fonti italiane, il governo ha chiesto ai partner europei che ci sia un assenso generale sull'intero documento al termine della discussione e che tale assenso sia legato anche alla questione migratoria che si affrontera' questa sera a cena. I punti del documento che sono stati affrontati dai leader durante la prima sessione e che al momento non sono passati sono: difesa, innovazione e digitale, lavoro, crescita e commercio.

La consueta conferenza stampa che i presidenti del Consiglio Ue, Donald Tusk e della Commissione, jean Cleaude Juncker, tengono alla fine della prima sessione dei lavori del Consiglio, annunciata per le 19, per il momento non si e' tenuta.

Migranti, Conte: vertice spartiacque. Spero di non dover utilizzare il veto

Incontro bilaterale tra il premier Giuseppe Conte e la cancelliera tedesca Angela Merkel per preparare i lavori del Consiglio europeo. E' stato incentrato principalmente sul dossier migranti il bilaterale. Fonti italiane ribadiscono come la linea dell'Italia sia chiara e sempre la stessa. E come nei precedenti incontri con la cancelliera, sia stato apprezzato il fatto che l'Italia si sia presentata con un documento. Il dossier migranti si affronterà durante la cena tra i leader.

Sarà un vertice europeo "difficile". A poche ore dall'inizio dei lavori, il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk usa Twitter per avvertire quanto la strada sia tutta in salita. Nel pomeriggio al centro della discussione difesa e sicurezza con il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, commercio, dossier dove non ci sono particolari criticità tra i 28; ma per la cena è prevista la discussione sul tema politicamente più controverso in Europa, quello della gestione dei flussi migratori, che non solo divide i 28 ma anche molti governi, come accade ad esempio in Germania, con il ministro 'falco' Horst Seehofer che sulla questione dei movimenti secondari dei migranti dal Paese di primo ingresso verso altri minaccia di far saltare l'esecutivo di Angela Merkel.

"Negli incontri che ho avuto ho avuto molte manifestazioni di solidarietà, oggi è un giorno molto importante aspettiamo che queste parole si traduccano in fatti": così il premier Giuseppe Conte entrando al vertice europeo. "L'Incontro sarà uno spartiacque", ha aggiunto. "Arriviamo a questo Consiglio Ue con proposte ragionevoli e in linea con spirito e principi europei. In questi anni l'Italia ha ricevuto manifestazioni di solidarietà a parole. Ora basta. Questa è l'occasione in cui tutti possono finalmente dimostrare la solidarietà con i fatti", ha scritto in un tweet il premier.

"Oggi capiremo se davvero l'Europa vuole gestire in maniera solidale il fenomeno migratorio. Compromessi al ribasso non li accetteremo. L'Italia la sua buona volontà l'ha sempre dimostrata", ha detto poi Conte prima dell'avvio del vertice. "Se questa volta non dovessimo trovare disponibilità da parte degli altri paesi europei, potremmo chiudere questo Consiglio senza approvare conclusioni condivise" sui migranti, ha detto ancora Conte.

Al vertice Ue sulla questione migranti "l'alternativa è semplice: vogliamo soluzioni nazionali o soluzioni europee di cooperazione? Io difendo soluzioni europee" all'interno delle regole Ue e di Schengen "alle frontiere europee, fuori delle frontiere europee e in seno all'Ue sulla base dei principi di responsabilità e solidarietà": così il presidente francese Emmanuel Macron al suo arrivo, sottolineando che il problema migranti "non è nuovo" e l'Ue "lo vive dal 2015".

"Questo è un vertice cruciale perché credo che l'Europa debba prendere delle decisioni - ha detto il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani entrando al vertice europeo -. Farò di tutto affinché gli Stati membri decidano cosa fare sulla migrazione, che è il problema numero uno del'Europa oggi. Rinvii, ritardi, o assenza di decisioni sarebbero perniciosi". "Ho illustrato" al Consiglio europeo "la mia proposta avere degli stanziamenti di sei miliardi di euro per risolvere il problema del corridoio libico - ha detto il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani -, simile a quella sul corridoio balcanico e la prima risposta positiva l'ho ricevuta dal Commissario europeo Oettinger che ha detto che è ragionevole".

"Abbiamo l'abitudine nei negoziati" Ue "a 27 o 28 che ci siano in un momento o l'altro minacce o discorsi muscolari", ma "quel che conta è avere la capacità di assumere responsabilità", perché "è ben più coraggioso prendere decisioni che non prenderne": così il premier belga Charles Michel a chi gli chiedeva della minaccia dell'Italia di mettere il suo veto alle conclusioni del vertice Ue sui migranti se non verranno accolte le sue richieste.

La cancelliera tedesca, dopo aver incassato l'ok da Spagna e Francia sulla collaborazione dei movimenti migratori secondari, ora cercherà di stringere nuovi accordi. Il premier greco Alexis Tsipras al Finacial Times ha detto di essere disponibile. E anche con l'Italia sembra ci siano margini per un'intesa, in cambio di un riconoscimento sulla compartecipazione alla responsabilità sugli sbarchi, un superamento di fatto di Dublino, sul modello di quanto avvenuto nei casi di Aquarius e Lifeline. Una linea rossa su cui il premier Giuseppe Conte potrebbe arrivare a bloccare le conclusioni del vertice, sulla parte migrazione. I segnali che arrivano da Berlino lasciano la porta aperta.

La cancelliera tedesca anche stamani ha ribadito: "Non possiamo lasciare soli i Paesi in cui si verifica la maggior parte degli arrivi. Questo è il nodo centrale del regolamento di Dublino III. Fino a quando su tutto questo non ci sarà un consenso a 28, andremo avanti con una coalizione dei volonterosi". Intanto il premier spagnolo Pedro Sanchez invita l'Italia ad abbassare i toni. "I discorsi incendiari possono essere efficaci in termini elettorali, ma non lo sono come risposta a questi drammi".

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