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Alan Rickman al Giffoni Experience

L'avventura cinematografica del Giffoni Film Festival si tinge di magia. Nella sesta giornata della rassegna del cinema per ragazzi Alan Rickman ha ipnotizzato i giovani protagonisti e gli adulti con la sua eleganza inglese. Il Professor Piton ha infatti portato parte dell'Hogwartsiana magia al Giffoni Experience raccontando la sua esperienza per la produzione della pellicola di successo e i prossimi lavori in uscita.

Mister Rickman, il tema di questa quarantaquattresima edizione del Giffoni Experience è “Be Different”. Si è mai sentito “diverso” nella sua vita? E crede che affrontare questo genere di tematica sin dalla tenera età possa essere importante oggi?
Mi sono sentito diverso da ragazzo perchè ho perso mio padre all'età di otto anni. Mia madre ha dovuto crescere quattro figli da sola. Mi sentivo sicuramente diverso dai ragazzi che avevano una situazione familiare più normale. Poi, però, sono andato in una scuola che mi ha aiutato moltissimo soprattutto a far sì che non mi sentissi diverso. Infatti aiutavo persone a studiare materie anche molto diverse tra di loro come la fisica e l'arte. Il fatto che ciò fosse possibile era davvero importante perchè li aiutava e mi aiutava. Inoltre, penso che in un'epoca in cui tutti sono chini sullo schermo di un iPhone, dove c'è così tanta pressione da parte dei social media e dai bulli che spingono verso un conformismo di massa per essere accettati, credo che la vita dei ragazzi sia molto diversa. Sono in una situazione molto bella e pericolosa, soprattutto se prendiamo in considerazione il fatto che ci siano molti giovani che commetto suicidii a causa di internet. Penso, dunque, che un festival come questo sia fondamentale perchè porta i ragazzi a vivere insieme e ad acquisire maggiore consapevolezza del loro potere. Per cui un messaggio come “Be Different”, siate diversi, non potrebbe essere più importante in questo momento.

Nelle scorse settimane la notizia della pubblicazione di un nuovo capitolo della J.K. Rowling sulla saga di “Harry Potter” ha fatto il giro del mondo. Ha letto già qualcosa e pensa che ci possa essere una continuazione anche sul grande schermo?
Io purtroppo non sono riuscito ancora a leggere le nuove pubblicazioni. Mia moglie sta leggendo il secondo romanzo di J. K. Rowling e pensa che queste due opere siano magnifiche. Non so se ci sarà un sequel cinematografico, anche perchè il mio personaggio è decisamente morto.

Sempre a proposito di “Harry Potter”, si può dire che nell'interpretare il Professor Piton abbia attinto alcune caratteriste drammatiche da Shakespeare?
Si, c'è un po' di “Amleto”, credo anche un po' di “Riccardo III” e forse “Tito Andronico”.

“Little Choas” è il titolo del suo ultimo film come regista e come attore. Cosa può dirci di questa pellicola e delle prossime uscite nelle sale?
Prima di “Little Choas”, l'anno scorso ho girato un film con Patrice Leconte intitolato “Una promessa” e presto sarà sugli schermi. Mentre per il mio secondo film da regista “Little Choas” è stata appena terminata la fase di editing e postproduzione. E' ormai pronto. La sceneggiatura è tratta in parte da una storia vera e in parte, invece, è stata inventata. Il film è ambientato presso la corte di Luigi XIV e si sta costruendo una delle fontane di Versailles, questa parte è vera. La storia ruota intorno ad una donna che avrebbe progettato questa fontana ed è proprio questa il lato fantasioso della sceneggiatura dato che per l'epoca sarebbe stato impossibile una cosa simile. Il ruolo della progettista è interpretato da Kate Winslet e oltre a vedere nella pellicola come fiorisce questa fontana, c'è anche una bellissima storia d'amore. Io vestirò invece i panni di Luigi XIV e il film chiuderà la prossima edizione del Festival di Toronto.

Lei, oltre ad essere un grande attore, è anche un regista per il teatro e per il cinema. In che modo è difficile vestire questi diversi ruoli nell'ambito della stessa forma d'arte?
E' sicuramente molto difficile passare da attore a regista in teatro, perchè all'interno del cinema sei circondato da tanti professionisti che ti aiutano. Il potere di un'immagine riesce a trasmettere molto bene così come il potere della natura. La stessa natura ti parla quando diventa così buio da non poter più girare nessuna scena. Lavorare con gli attori nelle vesti di regista ti aiuta a capire che meno chiedi, meno dici e maggiore espressività riesci ad ottenere. Tutto il resto è molto pratico, si riduce tutto ai soldi e al clima. Ovviamente è fondamentale ciò che riesce a trasmetterti lo script. Io non dirigerei mai qualcosa che credo essere migliore di me. E' importante avere qualcosa che ti conduce, che ti trasporta. Quando leggi la storia le immagini devono saltare fuori dalle pagine. Al teatro, invece, quando si progetta qualcosa si riduce più a un lavoro individuale e più singolare. E' tutto difficile, è tutto facile. Devi rimanere con la mente aperta. Il teatro prende sei settimane dall'inizio alla fine della produzione, per questo ultimo film ho impiegato diciotto mesi. Sicuramente non voglio dirigere un altro film domani.

E' stato reso celebre universalmente dal Professor Piton in un film che possiamo definire per ragazzi, ma nel corso della sua ventennale carriera si è fatto notare per magistrali interpretazioni dedicate anche solo prettamente agli adulti. Il suo lavora varia in qualche modo a seconda del pubblico al quale è destinato?
Penso che se la storia è potente, recitare per adulti o per bambini sia uguale. Se c'è una cosa che mi piace del mio lavoro è il silenzio in un teatro, in un cinema, quando sia adulti che ragazzi si fissano sulle immagini sullo schermo. Per me non c'è differenza, per me sono persone. Io sarò sempre e comunque impegnato nel teatro perchè per me è come una religione.

Nel mondo, in generale, in America, in particolare, soprattutto grazie al web moltissime serie televisive di ottima qualità stanno catturando l'amore e l'attenzione del pubblico, in alcuni casi anche più del grande cinema. Pensa di poter essere interessato a qualche progetto televisivo?
Onestamente non so cosa ci sia in serbo per il futuro. Per il momento credo che la cosa migliore sia guardare al presente e analizzare il presente. Penso che oggi bisogni considerare il fatto che nelle famiglie ci siano televisioni sempre più grandi e impianti audio sempre più sofisticati. Le serie televisive sul web e in America stanno diventando sempre più importanti. Bisogna notare che il mondo sta cambiando, non dico che sia per il meglio. Penso che un domani si andrà al cinema solo per guardare solo dei grandi cartoni animati, mentre quando io ero bambino c'erano film eccezionali che ora non si producono più. Come, per esempio, “Tutti gli uomini del Presidente” dove c'erano trecento, quattrocento persone in sala che fissavano lo schermo e si interessavano alla storia. Purtroppo i film d'autore hanno sempre più difficoltà a trovare cinema che li proiettino o che li aiutino. Non sto dicendo che le televisione sia migliore o viceversa, ma la situazione attuale è questa. Ci sono degli effetti che ne scaturiscono e bisogna affrontarli. Bisogna ammettere che ci sono progetti molto interessanti, ma se si ci interessa a qualcosa del genere è necessario, poi, impegnarsi per sette anni. Io in questo ho già dato.

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