Fondatore e direttore
Angelo Maria Perrino

Migranti, ora basta: gli italiani hanno dato

Gentiloni ha salvato Renzi ritirando lo Ius soli. Sui migranti è tempo di battere i pugni sul tavolo

Di Angelo Maria Perrino
Migranti, ora basta: gli italiani hanno dato

Con la saggia retromarcia sulla legge dello Ius soli Paolo Gentiloni ha salvato Matteo Renzi da un probabile nuovo naufragio, dopo quello del referendum del 4 dicembre. E forse ancor più pesante: allora si parlava di fredde riforme istituzionali, qui si parla di vita quotidiana.

Gli italiani, letteralmente invasi nei loro spazi pubblici e privati dai migranti, non ne possono più e non perdono occasione per manifestarlo.

Basta guardare l'ultimo sondaggio di Votaoggi.it dove una maggioranza schiacciante, addirittura del 90 per cento, di italiani vota a favore dell'aiuto ai migranti "a casa loro", come proposto contraddittoriamente e in ritardo dallo stesso Renzi nel suo recente libro Avanti.

Legge giusta, lo ius soli, certo. Esiste in tutti i paesi civili del mondo e riconosce alle famiglie e ai figli dei migranti diritti inalienabili. Ma proporla adesso e' un grave errore psicologico e politico. Male faceva il segretario del Pd, assecondando le tesi e le minacce della sua sinistra, interna ed esterna, a sostenerla.

Sull'immigrazione la sinistra e il Pd hanno perso le ultime elezioni, ridando fiato al centro-destra e a Matteo Salvini che, coerentemente, da anni predica con la sua Lega la linea dura. Non ci vuole un mago ne' un indovino per capire che ormai, dopo anni di aperture indiscriminate, figlie del l'incrocio tra terzomondismo comunista e provvidenzialismo cattolico, rafforzati da robuste elargizioni di denaro pubblico, è stato creato un grande disastro sociale, un cocktail di psicologie, valori, linguaggi e culture diverse davvero esplosivo.

L'Italia,invasa da stranieri, ha perso la sua identità, le sue radici, la sua cultura, il suo equilibrio socio-demografico. E i nuovi arrivati, in cerca del Bengodi, non hanno certo risolto i loro atavici problemi: vagano nei non luoghi delle stazioni, dei ponti, dei giardini pubblici, senza una casa, senza un lavoro, senza una prospettiva. Senza che nessuno si occupi in modo dirimente e non occasionale di loro, destinati a finire, per mangiare e sopravvivere, nelle mani dei racket della malavita organizzata.

Come si apprende ogni giorno dalle cronache, al Sud come al Nord.

Si è perso il controllo di questa sorta di tsunami. E le forze dell'ordine non sono più in grado di fronteggiare un fenomeno talora disperatamente aggressivo. Interi quartieri sono off limits e basta salire su un autobus o uscire da una panetteria dove poveri migranti presidiano e chiedono l'elemosina per i loro mandanti del racket, per percepire con chiarezza l'ampiezza del fenomeno.

Dopo il disastro del debito pubblico, questo dell'immigrazione è il secondo e non meno grave disastro prodotto nel dopoguerra da una classe politica irresponsabile e opportunista, impegnata solo nel tirare a campare e salvare il cadreghino. Il resto l'hanno fatto vescovi e sociologi tardosessantottini.

Il Premier Gentiloni ha frenato e gliene siamo grati. Un bel segnale, finalmente coraggioso e in controtendenza rispetto alla sua parte politica. Ora bisogna insistere, battere i pugni sul tavolo di quei furbacchioni di Bruxelles e portar avanti un serio e coerente programma di recupero del territorio che porti l'Italia fuori dall'emergenza restituendo al fenomeno equilibrio e moderazione. Siamo già andati oltre le nostre possibilità, gli italiani hanno dato. Abbiamo la coscienza a posto,basta così.


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