A- A+
Alla salute
Cancro della prostata e PSA, ancora troppi dubbi

Dovrebbe essere sufficiente leggere l’opinione sul test conosciuto come PSA (approvato dalla FDA e introdotto nella routine medica dal 1994) data dal suo ideatore, “Una catastrofe enormemente costosa per la pubblica salute”, per far dubitare i medici riguardo l’utilità di un comportamento ormai consolidato. Così non è. Probabilmente, ancora una volta, gli interessi economici impongono di non modificare lo screening sul cancro della prostata, nonostante le evidenze ci dicano di fare il contrario. In un articolo pubblicato sul New York Times (1), infatti, lo scopritore stesso dell’antigene prostatico (un enzima che la prostata produce), il Dr. Richard Ablin, con parole piuttosto forti afferma che, nonostante sia previsto uno stanziamento annuale del Governo Americano di 3 miliardi di dollari per lo screening precoce del cancro della prostata, il test non risulta essere certamente più efficace del lancio di una moneta. Secondo lo studioso, infatti, un banale 'testa o croce' garantirebbe una percentuale di previsioni corrette pari a quelle del test sul PSA.

Per Ablin, il test non rileva la presenza di cancro alla prostata, dato che arriva a mostrare soltanto la quantità di antigene prostatico che un uomo ha nel suo sangue: "Infezioni, l’assunzione di certi farmaci come l'ibuprofene (un FANS) e l’ipertrofia prostatica benigna possono elevare i livelli del PSA, ma nessuno di questi fattori porta con sé segnali premonitori di cancro. Mentre uomini con valori bassi di PSA possono covare cancri pericolosi, quelli con valori elevati possono essere completamente sani". Se si considera che la FDA americana ha approvato il test basandosi sul fatto che questo rileva il 3,8% di cancri in più rispetto all’indagine ecografica rettale, il commento del Dr Ablin, “Un veggente potrebbe fare di meglio!”, è più che comprensibile. Il vero problema, tuttavia, è che, anche quando viene rilevato un cancro dopo la positività al test, la mortalità non migliora affatto. Nel 2008 (2), la United States Preventive Services Task Force (USPSTF) raccomandava di sospendere il test agli uomini sopra i 75 anni, mentre si asteneva dal dare raccomandazioni per i pazienti più giovani, a causa della mancanza di dati certi.

Nel documento si motivava questo consiglio affermando che la maggior parte dei tumori alla prostata ha una crescita lenta, fatto particolarmente vero per gli uomini più anziani. Gli over 75 hanno, insomma, pochissime probabilità che sia il tumore della prostata a condurli alla morte entro 10 o 20 anni dalla scoperta, e le stesse che arrivino a sperimentarne i sintomi, persino senza essere minimamente trattati. Gli studi mostrano, infatti, che circa il 44% di tutti i casi identificati di cancro alla prostata sono in uno stadio di malattia che non incide sull'aspettativa di vita. Nonostante ciò, un uomo su tre di età superiore a 75 anni viene sottoposto allo screening e, se positivo, ulteriormente indagato (biopsia) e incanalato verso trattamenti (chemioterapia e radioterapia) che, oltre ad essere debilitanti e dolorosi, sono soprattutto inutili per l’aspettativa di vita del paziente. Anche per gli uomini più giovani il test sul PSA ha ormai mostrato un'utilità quantomeno discutibile, stando a quanto affermato dalla stessa United States Preventive Services Task Force (USPSTF) nel documento “Final Recommendation Statement Prostate Cancer: Screening, May 2012” (3), che, 4 anni dopo il precedente documento, ne sconsiglia decisamente l’effettuazione. Secondo uno studio pubblicato sul Journal of the National Cancer Institute dal Dipartimento degli Affari dei Veterani nell'agosto del 2009, “(...) dall’entrata in vigore del test sul PSA, la diagnosi di carcinoma della prostata è aumentata significativamente, ma molti di questi casi, alla prova di ulteriori indagini, non erano riferibili a cancro”. Stando alla più ottimistica delle valutazioni dei ricercatori, l’uso del test e degli ulteriori interventi terapeutici hanno portato ad una diagnosi di cancro in 20 uomini che altrimenti non sarebbero stati scoperti. Uno solo di essi ha però realmente vissuto più a lungo grazie al test e ai trattamenti (chirurgia, chemioterapia e radioterapia). Nel periodo analizzato (1986-2005), ben un milione di casi di cancro diagnosticati non ha portato a benefici in termini di sopravvivenza (4); le dichiarazioni del dottor Gilbert Welch della Dartmouth University, a riguardo, sono state le seguenti: "Per ogni uomo che evita la morte per cancro della prostata grazie allo screening col PSA, circa 50 uomini devono essere trattati inutilmente - e un terzo di questi uomini hanno seri problemi dopo i (numerosi, aggressivi, n.d.r.) trattamenti". In uno studio europeo condotto su 182.000 uomini (4), si è dimostrato che lo screening col PSA ha sì ridotto la mortalità totale, ma anche stabilito che per salvare la vita ad un paziente, ben 48 uomini devono essere trattati con interventi più o meno invasivi, totalmente inutili e che possono altresì alterare in negativo la qualità della loro vita (5,6). Questi problemi comprendono impotenza, incontinenza, ingrossamento del seno e sanguinamento rettale. L’American Cancer Society ha, nonostante queste evidenze, confermato la necessità del test anche nei soggetti anziani, fatto alquanto sorprendente, visto che nelle linee guida della stessa Società viene citato uno studio (7) condotto su 76.693 uomini, che dimostra che il PSA annuale e l’esplorazione rettale non aumentano l’aspettativa di vita al follow up a dieci anni . Il Dr Otis Brawley, l'ufficiale medico capo della American Cancer Society, riferendosi ai due studi sopra citati, li definisce "alcuni degli studi più importanti nella storia della salute degli uomini", ritiene che i dati riportati debbano essere attentamente valutati ed afferma che “(...) i benefici del test sul PSA sono nella migliore delle ipotesi modesti, mentre gli effetti collaterali sono più importanti di qualsiasi altro test di screening sul cancro” (8).

Tornando al Dr Ablin, egli afferma, trovandomi completamente d'accordo, che in alcuni e specifici casi il test sul PSA ha senso, per esempio quando esiste una storia famigliare della malattia, oppure per chi necessita di controllare l’insorgere di un'eventuale recidiva di un pregresso tumore, ma che ciò non può spiegare le motivazioni per le quali il test viene comunque eseguito su più di 30 milioni di uomini americani ogni anno, sponsorizzato dalle aziende farmaceutiche che contribuiscono a mantenerne alto il numero: “Non mi sarei mai immaginato che la mia scoperta risalente a quattro decenni fa avrebbe portato ad un tale, catastrofico, profitto a spese della salute pubblica. La comunità medica deve confrontarsi con la realtà ed impedire l'utilizzo improprio dello screening del PSA. In questo modo farebbe risparmiare miliardi di dollari e milioni di interventi chirurgici inutili e terapie debilitanti”. Considerando tali dati, un importante ricercatore, il Dr Martin Sanda, direttore del Prostate Cancer Center presso il Beth Israel Deaconess Medical Center, ha valutato 342 uomini che hanno differito il trattamento proposto per almeno un anno dopo la diagnosi di cancro alla prostata. Metà di loro sono poi rimasti intrattati per quasi 8 anni, mentre l’altra metà ha optato per un trattamento della durata di circa 4 anni dopo la diagnosi. Questi soggetti sono stati posti a confronto con coloro i quali hanno deciso di intervenire immediatamente dopo la diagnosi con i trattamenti proposti. Il Dr Sanda, alla fine dello studio (9), ha dichiarato che "tra i pazienti che hanno differito o hanno evitato il trattamento, la percentuale di sopravvivenza è stata del 98 %, mentre per chi ha deciso di farsi trattare subito dopo la diagnosi, la sopravvivenza è stata del 99 %; questo ci dice che per coloro i quali non vi è stato trattamento, i problemi provocati dal loro cancro, in termini di mortalità, sono stati decisamente irrisori”. Risultando il test inaccurato ed i trattamenti ad esso legati spesso inutili o addirittura molto dannosi, la comunità medica farebbe bene a concentrarsi maggiormente sulla prevenzione della malattia, piuttosto che spingere sull’esecuzione del test.

1. http://www.nytimes.com/2010/03/10/opinion/10Ablin.html.

2 U.S. PREVENTIVE SERVICES TASK FORCE. Screening for prostate cancer: U.S. Preventive

Services Task Force recommendation statement in Ann Intern Med., 2008, 149(3):185-91.

3. VIRGINIA A MOYER-U.S. PREVENTIVE SERVICES TASK FORCE, Screening for Prostate

Cancer: U.S. Preventive Services Task Force recommendation statement in Ann Intern Med., 2012,

157(2):120-34.

4. H. GILBERT WELCH-PETER C. ALBERTSEN, Prostate Cancer Diagnosis and Treatment

After the Introduction of Prostate-Specific Antigen Screening: 1986-2005 in J Natl Cancer Inst.,

2009, 101(19): 1325–1329.

5. FRITZ H. SCHRÖDER e Alii, Screening and Prostate-Cancer Mortality in a Randomized

European Study in N Engl J Med, 2009; 360:1320-1328.

6. http://www.webmd.com/prostate-cancer/news/20090831/psa-test-more-harm-than-good,

Mortality Results from a Randomized Prostate-Cancer Screening Trial.

7. GERALD L. ANDRIOLE e Alii, Mortality Results from a Randomized Prostate-Cancer

Screening Trial in N Engl J Med, 2009, 360:1310-1319.  

8. American Urological Association. Reviewed by WILLIAM BLAHD, September 10, 2015.

9. WILLIAM V. SHAPPLEY III, STACEY A. KENFIELD, JULIE L. KASPERZYK, WEILIANG

QIU, MEIR J. STAMPFER, MARTIN G. SANDA, JUNE M. CHAN, Prospective Study of

Determinants and Outcomes of Deferred Treatment or Watchful Waiting Among Men With Prostate

Cancer in a Nationwide Cohort in Journal of Clinical Oncology, Volum 27  Number 30 4980-4985

October 20 2009.

Tags:
testpsasalutecibo

in vetrina
Grande Fratello Vip 3, Lory Del Santo nella Casa? Le parole di Scheri

Grande Fratello Vip 3, Lory Del Santo nella Casa? Le parole di Scheri

i più visti
in evidenza
"Mai amato Silvia Provvedi" Su Belen e Moric rivela che...

FABRIZIO CORONA CHOC

"Mai amato Silvia Provvedi"
Su Belen e Moric rivela che...

Zurich Connect

Zurich Connect ti permette di risparmiare sull'assicurazione auto senza compromessi sulla qualità del servizio. Scopri la polizza auto e fai un preventivo

casa, immobiliare
motori
Nuova BMW X4, il SAV coupè dal carattere sportivo

Nuova BMW X4, il SAV coupè dal carattere sportivo

Abiti sartoriali da Uomo, Canali

Dal 1934 Canali realizza raffinati abiti da uomo di alta moda sartoriale. Scopri la nuova collezione Canali.


RICHIEDI ONLINE IL TUO MUTUO
Finalità del mutuo
Importo del mutuo
Euro
Durata del mutuo
anni
in collaborazione con
logo MutuiOnline.it
Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2018 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.