A- A+
#avvocatonline
La necessità di cambiare le norme del mercato del lavoro

Il 14 luglio 2018, dopo un travagliato iter parlamentare, è entrato in vigore il Decreto Dignità. Sebbene questo sembra essere solo un primo passo di una riforma più ampia, si sarebbe potuto sperare in un approccio più innovativo nella riforma: sono infatti solo state ritoccate le norme già esistenti dei contratti a tempo indeterminato e a tempo determinato. Queste sono forme di disciplina del lavoro antiche e superate, che furono introdotte con la legge 230 del 1962, anni in cui il contesto storico e economico era totalmente diverso. Ma mentre il contesto in 50 anni è evoluto e cambiato, le norme sul lavoro sono rimaste praticamente le stesse.

Quando si parla dei concetti tradizionali dell’eterodirezione: avere luogo di lavoro e orari prestabiliti, l’esistenza di un potere gerarchico e disciplinare diretto, il dovere di concordare permessi e ferie, si capisce facilmente come la situazione economica e sociale odierna li metta fortemente in discussione e come questi sembrano essere ormai superati.

Ad avvalorare quanto detto sono i numeri di una recente ricerca effettuata dall’ dell’osservatorio sullo smart working del Politecnico di Milano, che ci indica un fenomeno in crescita. Risulta infatti che nel 2017 il 36% delle grandi aziende abbia avviato progetti strutturati di lavoro agile, trend in crescita del 6% rispetto all’anno precedente. Ma anche tra le PMI lo smart working è in forte rialzo: il 22% delle stesse ha infatti dichiarato di avere in corso progetti in tal senso. Complessivamente i numeri del Politecnico ci dicono che il lavoro agile riguarda l’8% circa 300.000 lavoratori in Italia, pari all’8% dei lavoratori italiani.

Le norme che oggi regolamentano lo smart working sono all’interno della legge n. 81 del 2017. Dove, anche negli articoli ad esso espressamente dedicati, non definisce precisamente il lavoro agile, limitandosi invece a rimandare a norme e accordi collettivi già esistenti, oltre alla necessità di sottoscrivere accordi sindacali di secondo livello.

A conti fatti la normativa non chiarisce affatto né a quali tipi di rapporto di lavoro debba essere applicata e neppure stabilisce ipotesi di prestazioni alla quale potrebbe applicarsi. In più sembra riferirsi a dei rapporti di lavoro già in corso che in qualche modo l’azienda voglia declinare in nuove forme di smart working e non sembrerebbe neppure essere indirizzata a coloro che vogliano assumere.

In definitiva possiamo affermare che oggi non esiste una disciplina precisa e specifica per i datori di lavoro che decidessero di assumere con nuove forme di lavoro agevolate. Eppure lo smart working, come ci dicono i dati, sembra essere il futuro dei rapporti di lavoro in Italia.

Risulta evidente che sia necessario creare al più presto delle norme sulle nuove forme di lavoro. Quelle che ora vengono definite come nuove forme di contratto, dovrebbero infatti diventare le forme tipiche di prestazione lavorativa, rendendo i contratti a tempo determinato e indeterminato dei tipi di contratti secondari o quantomeno destinati a essere col tempo superati e abbandonati.

Una effettiva normativa compiuta sui nuovi tipi di contratti è necessaria per evitare una serie di criticità che potrebbero danneggiare specialmente i lavoratori. Gli esempi possono essere molteplici, si pensi al diritto alla disconnessione: il diritto del lavoratore a non essere disturbato al di fuori degli orari di lavoro. Ma anche alle problematiche legate agli straordinari: questi ultimi sono già difficili da quantificare all’interno di un rapporto di lavoro “classico”, figuriamoci con un lavoro agile che non gode di una normativa specifica.

L’Italia ha oggi la grande opportunità di attuare delle politiche coraggiose del lavoro, arrivando per prima a regolamentare in maniera estremamente innovativa il mercato del lavoro.  Questo potrebbe fornire al nostro Paese un vantaggio competitivo enorme, portando con sè minori costi per le aziende e la conseguente opportunità di innalzare gli stipendi dei dipendenti di queste ultime.

Superare la dicotomia tradizionale tra lavoro subordinato e lavoro autonomo è fondamentale. L’obiettivo è definire una terza ipotesi da posizionare al centro delle due esistenti. Sarebbe infatti controproducente lasciare la disciplina delle nuove forme di lavoro alle aule di Tribunale o aspettare che la situazione economica e lavorativa italiana si sia definitivamente delineata e quindi regolamentare le nuove forme di lavoro. Queste opzioni porterebbero con loro evidenti ritardi e relative perdite sul campo della competitività.

Si dovrebbero anche abbandonare definizioni quali lo smart working, che di fatto relegano queste nuove forme di lavoro a ipotesi eccezionali e alternative rispetto alle forme tipiche di lavoro alle quali siamo abituati. Lo smart working e il lavoro agile dovrebbero in effetti diventare la regola e sostituire l’attuale contratto di lavoro subordinato esistente.

La politica oggi dovrebbe coraggiosamente introdurre definitivamente una nuova forma di contrattazione che non venga definita smart working e neppure lavoro agile, ma che possa essere definita come contratto di lavoro 2018 o 3.1.

Commenti
    Tags:
    diritto del lavorodecreto dignitàsmart workinglavoro agileavvocatocristiano cominotto

    in evidenza
    Grande Fratello Vip 3 terremoto 10 in nomination: TUTTI I NOMI

    Grande Fratello Vip News

    Grande Fratello Vip 3 terremoto
    10 in nomination: TUTTI I NOMI

    i più visti
    in vetrina
    The Cal 2019: the presentation of Pirelli Calendar 2019 will be held in Milan

    The Cal 2019: the presentation of Pirelli Calendar 2019 will be held in Milan

    Zurich Connect

    Zurich Connect ti permette di risparmiare sull'assicurazione auto senza compromessi sulla qualità del servizio. Scopri la polizza auto e fai un preventivo

    casa, immobiliare
    motori
    Il Motor Show cambia e diventa Motor Show Festival

    Il Motor Show cambia e diventa Motor Show Festival

    Abiti sartoriali da Uomo, Canali

    Dal 1934 Canali realizza raffinati abiti da uomo di alta moda sartoriale. Scopri la nuova collezione Canali.


    RICHIEDI ONLINE IL TUO MUTUO
    Finalità del mutuo
    Importo del mutuo
    Euro
    Durata del mutuo
    anni
    in collaborazione con
    logo MutuiOnline.it
    Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

    © 1996 - 2018 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

    Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

    Contatti

    Cookie Policy

    Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.