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La biblioteca di Babele
Educazione Comunista

Il termine comunista potrebbe oggi sembrare desueto nel vocabolario politico. Del resto il comunismo non c’è più come ideologia, tramontata con l’utopia marxista-leninista dell’uguaglianza per tutti, con i beni costruiti e consumati per il popolo, quei beni stessi che creavano l’alienazione, che arricchivano con il “plusvalore” le tasche del capitalista. Oggi si parla di post-comunismo, un po’ come la post-verità; una verità creata per creare una falso mito, una convinzione nella quale ci si crogiola non rendendosi conto che è ingannevole. Da questo punto di vista in Italia il comunismo c’è ancora, ben presente, rappresentato da quella melassa ideologica “aperta al nuovo, ai PACS, alla pace irrazionale, ai diritti per tutti, terzomondista, dell’accoglienza indiscriminata, ecologista”.

Come allora, chi si proclama comunista lo fa però nella comodità dei SUV, delle scorte, delle spiagge esclusive. Ho letto che i moderni comunisti rappresentano un vero e proprio “spaccato antropologico”, una borghesia middlebrow, feltrinelizzata, che ti guarda dall’alto in basso, con un certo distacco in quanto si reputa culturalmente più avanzata. Nascono allora nuove parole come “condivisione”,"partecipazione","socializzazione",“inclusione”, “contaminazione”, “accettazione”, “meticciato”. Sono parole che sembrerebbero sottendere un atto volontario. Ma nell’ottica comunista rappresentano un obbligo. Il popolo italiano lo sta vivendo sulla propria pelle. Abbiamo visto che le zone del Centro Italia colpite dal terremoto non hanno ricevuto alcun fondo per la ricostruzione, anzi un giudice comunista ha preferito salvaguardare ad Ussita una zona paesaggisticamente tutelata sfrattando i container che raccoglievano le masserizie della gente terremotata: “queste persone piangevano, quando sono arrivate le forze di polizia a mettere i sigilli” - racconta Rinaldi, uno fra i sindaci più attivi in questi mesi a difesa della propria comunità. Per l’accoglienza dei falsi migranti invece i fondi ci sono, vengono mantenuti in strutture ricettive, non manca loro nulla. Il falso migrante senza nessuna ferita di guerra frutta 35€ al giorno alle coop rosse e fa aumentare il PIL italico con spaccio e delinquenza. Questo è comunismo.

Anche colpire dissennatamente il proprio popolo per renderlo ancora più schiavo è comunismo. E’ solo così che si piega e si rende succube la gente. Un altro esempio lo si è vissuto con la nascita di una nuova parola, “omocausto”, ossia la persecuzione degli omossessuali. Si è arrivati addirittura a scorporare questa devianza dal più generale termine “olocausto”. In nome di questo “omocausto” a Ferrara (una delle ultime città a socialismo reale e avamposto del futuro) si è illuminata con le luci della bandiera della pace (prodotto comunista) la statua del Tasso, oltre alla sede (ovviamente) della CGIL. Dunque il comunismo arriva a sfregiare, alterare la storia e la cultura di una città pur di raggiungere il suo ideale. Quasi tutta la giustizia è diventata comunista. Lo è diventata immediatamente dopo Mani Pulite, ossia da quando la politica ha abdicato ai giudici l’interpretazione personale della legge. Un giudice può incarcerare a sua discrezione il presunto colpevole per farlo confessare o lasciarlo libero. Come può altresì interpretare una legge a suo piacimento sfruttando le lacune legislative lasciate apposta dalla politica. Lo si continua a vedere nei fatti di cronaca in cui sono protagonisti gli stranieri. Le maglie della giustizia diventano in questi casi molto ampie e comprensive, si tollerano atti insulsi in nome dell’integrazione. Un altro messaggio comunista è quello che poiché gli italiani non procreano più le pensioni ci saranno pagate da dei clandestini. Si inverte la causa con l’effetto.

Non c’è difesa attualmente contro il comunismo, anzi si evolverà con la tecnologia e ci ridurrà a consumatori inebetiti, svuotati di ogni contenuto personale, succubi di coloro che sembrano spacciare per democrazia la “condivisione” dei propri dati. Si raggiungerà allora il totale controllo delle masse. I nuovi marxisti-lieninisti si annideranno, oltre che ai vertici degli Stati, anche nelle Silicon Valley.

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