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La biblioteca di Babele
I Cinque Stelle dal wifi libero per tutti all'economia del baratto
Foto: LaPresse

Ho letto con gusto il resoconto che Odifreddi fa nel suo ultimo libro a proposito dell’incontro che ebbe con Grillo in occasione di una manifestazione a cui era stato invitato lo scopritore dei quark, Murray Gell-Mann. Racconta che il comico si era piazzato in prima linea e non appena iniziò la conferenza dello scienziato si alzò e fece “una tirata sconclusionata e senza senso”; “ho capito subito che era un asino ignorante…le stupidaggini che ha propagandato nel suo stile sguaiato e paranoico fanno disonore al genere umano” ha scritto il matematico e tra queste ricorda quelle che i cellulari cuociono le uova, che l’Aids è una bufala, che i vaccini sono dannosi (a proposito la sua ministra omonima ora li caldeggia), che la pallina Biowashball durante il lavaggio rende i vestiti più puliti e che tutti gli scienziati sono pagati dalle lobby come ad esempio la Montalcini, apostrofata come “vecchia puttana”.

Anche io ho un ricordo delle follie mentali dei grillini che ho imparato a conoscere nel 2010 in occasione della campagna elettorale che “il gerarca minore” Crimi fece a Brescia prima di essere eletto in Parlamento. Le cronache ci hanno riportato a posteriori il suo spessore. A quei tempi si trattava di un pugno di persone che si riuniva alla Casa del Popolo in periferia di Brescia. Mi avvicinai al Movimento incuriosito dalla volontà di Grillo di ribaltare gli equilibri politici e soprattutto dalla forza di andare di paese in paese in molte piazze italiane a metterci la faccia. Fin dalle prime battute mi accorsi che c’era qualcosa che non funzionava. Uno di questi personaggi vagheggiava per esempio il wifi libero per tutti. Si dovevano piantare nei campi dei fantomatici  “liberi” ripetitori che facendo ponte tra loro (si era ispirato a Tesla) rendessero libera e gratuita la connessione al sacro web, vera ed unica espressione democratica.

Un altro doveva mettere in ginocchio l’egemonia delle multinazionali convincendo la gente a tornare alla terra e a mangiare esclusivamente dei prodotti del proprio orticello. Era convinto (e qui capii il programma economico demenziale di Grillo) che se nessuno avesse più fatto la spesa nei supermercati le multinazionali sarebbero state costrette a regalare la merce altrimenti sarebbero fallite e il capitalismo sarebbe così imploso. Attraverso poi una rete di scambio di manodopera e di competenze ognuno avrebbe collaborato al sostentamento della società civile. La moneta era bandita; solo il baratto era accettato con una sorta di crediti che venivano aggiunti o sottratti in funzione delle prestazioni fatte. La moneta non aveva così più valore e per il fatto solo di appartenere a questa società si aveva il diritto di percepire un reddito (ecco il reddito di cittadinanza…). Decrescere con il sorriso sulle labbra era un diktat. Ogni decisione doveva essere discussa e messa ai voti e per trasparenza pubblicata sul web. Sempre uno di questi grillini ripeteva in maniera ossessiva, scuotendo la testa, “perché uno vale uno”. Acquistare un oggetto era diventata una problematica insormontabile. Dotarsi per esempio di un gazebo di pochi euro si era trasformato in una questione irrisolvibile. Bisognava rendicontare, stabilire le quote di proprietà e chi era tutore del bene acquistato. Alla fine decisero di farselo imprestare da Rifondazione Comunista. Oltre alle scie chimiche (di cui tutti erano convinti) ed il diritto all’acqua pubblica, all’ecologismo estremo e via dicendo una ed una sola persona doveva comunque essere abbattuta in qualunque modo. Quella persona su cui si riversava costantemente l’odio più feroce e bieco era Berlusconi. Neppure Satana era così cattivo. Incarnava il vero peccato originale. Mi azzardai a chiedere il motivo di tanto astio. Rischiai il linciaggio. Del resto tutti i grillini che ho conosciuto erano fuoriusciti dall’estrema sinistra, popoli viola, girotondini, agnolettiani, verdi. Personaggi che si vantavano di appartenere a famiglie di comunisti della prima ora.

Uscii da questo manicomio immediatamente e mi resi conto della pochezza e dell’ignoranza delle persone che componevano il loro Meetup. Vedendo chi ci sta governando mi spiego ora tante cose.

 

Twitter @ludovicopolastr1

Tags:
ludovico polastrigrillo
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