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Buonasanità
L'ambulanza non arriva e muore per una crisi epilettica

Raffaella muore a 23 anni dopo una crisi epilettica: i soccorsi non sono arrivati in tempo. 

 

Ancora disservizio sanitario, ancora morte!
Quella di Raffaella Novaldi, una ventitreenne romana di Tor Bella Monaca, deceduta per una crisi epilettica non trattata in tempo a causa di un ritardo dell'ambulanza di ben 40 minuti!
L'ennesimo tragico evento si è consumato per un ritardo di ambulanze dovuto all'impossibilità di liberare le barelle ancora occupate da altri pazienti!
Perché, come si dice nel nostro gergo, le ambulanze che arrivano in pronto soccorso spesso non riescono a "sbarellare", cioè a liberare quelle lettighe occupate dai pazienti trasportati e giunti a destinazione, ma "parcheggiati" nella lunga attesa di essere visitati.
Ed ecco il "blocco" delle ambulanze non in grado di coprire il territorio perché impossibilitate a rientrare in possesso delle lettighe.
Pertanto il territorio si sguarnisce delle proprie ambulanze e le chiamate del 118 vengono smistate verso i mezzi dei paesi vicini che, allorquando disponibili, necessitano come intuibile di più tempo per giungere a destinazione, con frequente aggravamento delle condizioni cliniche dei pazienti.
Dunque facile immaginare la rabbia e il dolore dei parenti della giovane paziente deceduta, che a caldo non hanno potuto lasciare spazio a comprensione, scusanti e identiificazione dei reali colpevoli della vicenda, che ancora una volta da persona pienamente addentrata nei fatti, salvo le dovute eccezioni, ribadisco non essere i medici!
Anzi, ovviamente dopo i pazienti, sono essi le prime vittime di un sistema ormai allo sbando più totale....gli unici interlocutori dell'ira degli utenti del sistema sanitario, minacciati verbalmente e aggrediti fisicamente!
I medici di turno nel pronto soccorso di Tor Vergata in maniera precauzionale sono infatti stati scortati dai carabinieri per comunicare la notizia del decesso ai parenti della giovane defunta.
E allora, ancora una volta a chi attribuire responsabilità e colpe?
Ai POLITICI ovviamente!
A coloro che, come da me e da tanti più volte denunciato, hanno deciso superficialmente a tavolino della salute di quei cittadini italiani che, da regolari contribuenti, si sono visti violentemente privare del più basilare dei diritti umani, quello di essere adeguatamente curati.
Ambulanze in una folle corsa verso pronto soccorsi sempre più intasati per la deleteria chiusura di troppe sedi ospedaliere.
Nel frattempo i pazienti muoiono e i medici e paramedici continuano a pagare per tutti....

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