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Il buono, il brutto e il cattivo
Bologna e le bombe mobili sulle autostrade d'Italia: ecco cosa deve cambiare

A Bologna è esplosa un pezzo di tangenziale a causa di una “bomba mobile” satura di materiale infiammabile, retoricamente chiamato camion, che avrebbe potuto avere ben altre conseguenze, in termini di vite umane.

Non è questo il problema, la cultura della mobilità pesante, nel nostro paese non riesce ad allinearsi, e per vari motivi storici, a quelle del resto d’Europa, e le nostre autostrade sono diventate autopiste per questi impressionanti giganti dalle alte performance di velocità.

E’ pur  vero che l’Italia, con circa 2000 morti l’anno ha drasticamente ridimensionato questo tributo di sangue che aveva raggiunto il picco nel dopoguerra, negli anni settanta con circa 11.000 morti.

Ma questa riduzione non può bastare perché la pericolosità, aumentando il traffico diffuso, aumenta il rischio, e la categoria degli autisti di automezzi pesanti che causa molta parte degli incidenti, spesso devastanti e per fortuna qualche volta con conseguenze minori, non può essere penalizzata a causa dei turni massacranti, delle tempistiche di consegna stabiliti, che impongono marce forzate ai limiti delle possibilità umane.

La categoria dovrà farsene una ragione, il trasporto pesante ha un solo futuro, quello su ferro, e anche un paese “Fiat-tizzato” che ha imposto una massiccia e inutile produzione di mezzi pesanti dovrà adeguarsi, perché quelle che oggi vengono chiamate “bombe mobili” hanno colonizzato ogni centimetro quadrato di strade e autostrade, causando situazioni che a Bologna hanno manifestato tutto il potenziale di pericolo, e di costi anche materiali enormi.

Bisognerà rifare un pezzo di autostrada, verranno create viabilità alternative in un ambito così fondamentale per il paese e ad altissima densità di traffico, e tutto questo nel periodo di massimo esodo, di vacanze e tutti i disagi possibili e immaginabili.

Quanto costa questo incidente al paese? E chi lo paga?

I costi sociali di tutto questo sono enormi, anche in termini ambientali, il mezzo stesso icona dei tempi che furono deve prepararsi ad un progressivo pensionamento, magari sostituito da mezzi più leggeri ed ecologici, è solo questione di tempo ma questo è un passaggio fondamentale per il trasporto delle  merci.

A Bologna si è rivisto il solito copione,con vittime e carnefici, innocenti e colpevoli, ma è l’idea stessa del viaggiare sicuri che impone fare un salto di qualità culturale, perché la strada, il viaggio non diventi un’avventura, una sfida infinità all’incolumità  generale dei cittadini.

Non ci piace il detto: partire è un po’ morire

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