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Il buono, il brutto e il cattivo
Nuova Zelanda, Papa e Ronaldo: le chiacchiere da bar ora sono multimediali
Foto: LaPresse

Non ci sono più le buone maniere, Signora mia.

Nessun drammaturgo, nessuno scrittore o semiologo di immensa grandezza sarebbero in grado di cristallizzare un’immagine dell’Italia Contemporanea, ormai fuori da ogni controllo verbale, politico, sociale e culturale.

Prima di tutto lo sport nazionale è diventato l’annientamento verbale e fisico di tutto ciò che dissente dalle nostre posizioni, se rappresenta minaccia o è fonte di invidia, e per chiudere il conto si può usare Facebook, vera discarica a cielo aperto della rabbia generalizzata e incontrollabile della rete, o il polonio, che è più chic, e rimanda ai film di 007.

Si uccide una massa di persone in Nuova Zelanda o in Brasile senza mai dimenticare di filmare e postare, di farsi vedere, di farsi breccia nello squallore esistenziale privo di fama, se i followers su Instagram restassero al di sotto della soglia prevista prima del massacro, sarebbe una iattura

Non ci piace più niente e nessuno, uno sportivo, un attore o un cantautore se si sbilanciano su argomenti caldi (che poi spaziano dal Derby, al raduno di Forza Nuova, dallo sbarco di disperati ai gusti sessuali) vengono garrotati su ogni mezzo digitale, senza alcuna pietà, generando naturalmente garrote equivalenti e opposte.

Ogni ganglio della società è passato al microscopio per poter essere criminalizzato, stuprato, sbugiardato.

L’autorevolezza è un’utopia relegata ai tempi dell’educazione e del rispetto dell’umanità.

Nessuno, dal Papa a Cristiano Ronaldo, è esente da una critica che ha sempre più la forma livorosissima digitale del linciaggio.

Non ci sono più le buone maniere, Signora mia e  alla chiacchiera da bar si è sostituita la gogna multimediale, che, volete mettere? Ci rende stupidamente illusi di poter diventare famosi se dico dove sono, chi odio, cosa mangerò stasera, e se ho intenzione di uccidere la mia dolce metà.

Sembra un gioco, se non lasciasse dietro di se, una scia di terrore e di sangue inimmaginabili per una società, come la nostra, molto attrezzata a sopportare, brutalità, violenze, sangue.

Dunque, quella che un tempo era l’”auretta gentile”, la calunnia, si è trasformata in un gigantesco fucile a pompa, puntato su tutto il pianeta, e non sappiamo da che parte verrà premuto il grilletto, né se saremo noi il perimetro di gesso sull’asfalto o altri a caso o a ragione.

La capacità di sopportazione e di adattamento degli Italiani,ma ovviamente,anche degli umani, è straordinaria, quella stessa umanità che ha sopportato Auschwitz, la prima guerra mondiale o il terrorismo che sparava nel mucchio, potrà sicuramente sopportare questa tensione, ormai costante, ormai condivisa.

Farsene una ragione significa accettare un cambiamento antropologico, e definire la cattiveria personale e la barbarie diffusa come assi generativi della società contemporanea, è proprio vero non ci sono più le buone maniere di una volta, Signora mia.

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