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Start-up e innovazione: intervista a Peter Cowley, Uk Business Angel 2014/15

Intervista a Peter Cowley, Uk Business Angel del 2014/15 e uno dei più importanti startupper al mondo.

 

Peter Cowley, una personalità originata e basata a Cambridge come imprenditore seriale nell’high-tech nonché business angel e uomo dedito alla beneficenza: suona come una definizione complessa con molte esperienze e sempre alla ricerca di cose nuove. Come è iniziato questo percorso? 

Mi sono laureato all’Università di Cambridge in Ingegneria e scienze informatiche, dopo due anni di esperienza aziendale mi sono trasferito in Germania dove ho partecipato come socio all’avvio di una tech company. Sono quindi tornato nel Regno Unito e ho fondato Camdata, la mia tech company. 25 anni più tadi, e dopo aver fondato altre 8 o 9 società, sono diventato un business angel ed ho assistito altre società investimenti, assistenza e tutoraggio.

Hai finanziato 55 start-up come business angel, con 3 ottime uscite e molti fallimenti. Parlando tecnicamente, si tratta di un bilancio positivo?

Io credo sia un bilancio piuttosto positive, hai bisogno di alcuni buoni risultato da una o due società per coprire le perdite di tutte le altre. Utilizzando un metodo standard per calcolare il valore delle società nelle prime fasi ho raddoppiato il valore del mio investimento complessivo, e stimo che in pochi anni a venire venga quadruplicato. 

Puoi fornirci una definizione di imprenditoria sociale? 

Un ente di beneficenza è qualcosa, in definitiva, di proprietà del corpo sociale cui appartiene a cui restituisce un qualcosa. Una volta improntata la sostenibilità dell’ente di beneficenza il suo surplus torna indietro nella fornitura di servizi/prodotti al corpo sociale da cui proviene, e per questo motivo le persone sono generalmente benevolenti nel voler finanziare un ente di beneficenza. Le imprese sociali sono invece quelle che, operando imprenditorialmente, producono dei benefici sociali. Il vero problema è quello di trovare un modo per collegare gli investimenti necessari ai reali miglioramenti dei benefici sociali.

E’ possibile che in futuro non avremo istituzioni pubbliche a fornire servizi sociali ma ci saranno queste imprese sociali. Concordi su questo? 

Si, abbiamo tanti enti di beneficenza ma allo stesso tempo il numero delle imprese sociali è in aumento.

Hai studiato Ingegneria e Scienze Informatiche all’Università di Cambridge alla metà degli anni Settanta. Oggi è possibile studiare queste materie in molte altre università. Pensi che Cambridge sia ancora diversa nel guardare avanti? Se è così, come può operare così un’università? Qual è il segreto di una così alta qualità formativa?

Ogni università con una reputazione eccellente è basata su docenti e studenti con una reputazione eccellente. Attrarre i migliori studenti ed i migliori insegnanti porta questo tipo di risultati. E questo crea le condizioni per sviluppare alti standard di insegnamento e di ricerca.

Sei una personalità di Cambridge ma allo stesso tempo sei stato e sai tutt’ora un imprenditore. Basandoti sulla tua esperienza, potresti dire che le grandi innovazioni provengono dalle università o sono le società ad avere il ruolo di muovere in avanti la tecnologia?

Tradizionalmente molte università e molti accademici non vogliono la commercializzazione delle loro ricerche ma le cose sono cambiate sia a Cambridge che in molte altre università per due ragioni: connettere la ricerca alla sua commercializzazione migliora la ricerca in sé; contemporaneamente il governo, che fornisce un grande contributo al finanziamento delle università, preme affinché ricevano un introito dalle ricerche prodotte.

Ma fare pressione sulle università affinché incassino dalle ricerche non le allontana dalla ricerca ‘pura’ che è alla base di molte altre ricerche?

La maggior parte della ricerca ‘pura’ viene ancora realizzata ma molte università nel mondo, e possiamo dire che questa ricerca sia la base dell’innovazione. Il problema è che l’innovazione ha dei costi importanti diventare commerciabile, e quindi solo le società private possono farlo.

Ma come si fa a far coincidere il profitto immediate con i tempi medio-lunghi che necessita il completamento di una ricerca?

Ritengo che questo sia esattamente il ruolo delle piccole società e tipicamente delle start-up. Il loro scopo è creare innovazione, come ponte tra la ricerca e il relativo uso massivo di questa nell’industria. 

Sei certamente un innovatore. Qual è il tuo prossimo progetto?

Sono attualmente impegnato in una missione che è connessa con tutta la mia storia professionale. L’obiettivo è migliorare il viaggio delle start-up formando gli angels e gli imprenditori a fare meno errori, a lavorare meglio insieme e a produrre più ‘exit’ di successo. Sarà un insieme di informazioni su piattaforme online e offline, che sarà informativo ma anche divertente da ascoltare, guardare e leggere. Per registrare il proprio interesse è sufficiente visitare il mio sito  www.petercowley.org/ .

 

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