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Coaching
Poter vivere una vita piena anche con un cromosoma in più.

Intervista a Laura Mangialardo, una ragazza di Roma con sindrome di Down.

 

Laura, una ragazza che, seppure con un cromosoma in più, ha raggiunto una vita piacevole e piena: è diplomata al Liceo Psico-Socio Pedagogico, fa balli di gruppo, paddle, ha fatto teatro e nuoto. Niente di più indicativo di una vita ricca di percorsi, sicuramente con tante soddisfazioni ma anche di presumibili difficoltà. Ti chiedo quindi: cosa significa per te avere la sindrome di Down?

La sindrome di Down è una cosa molto bella nell’aspetto fisico. Io sono fiera di esserlo, sono orgogliosa di me stessa con tutte le mie capacità, e mi considero una persona caparbia che dà tutto in ogni attività: nei balli di gruppo come nel teatro, come nel lavoro, in tutto.

Ti sei definita una persona forte, ma pensi di avere dei limiti?

Penso di sì, ma dipendono dal modo di rapportarsi con l’altro.

E pensi che questi dipendano dalla tua condizione?

No, credo di no. Non vedo differenze determinate da questo.

Qual è il tuo percorso scolastico?

Il mio percorso scolastico va dalla prima elementare fino al diploma al liceo a indirizzo socio-psico-pedagogico, e ho sempre studiato con molto interesse, e ho anche pensato di laurearmi. Insieme alla mia famiglia abbiamo invece deciso di utilizzare il tempo per fare tante altre cose, però mi sono comunque iscritta ad un centro di formazione professionale dove mi hanno insegnato l’informatica e l’inglese e questo ha fatto sì che venissi inserita nel mondo del lavoro. Il primo anno sono andata a lavorare in un asilo nido comunale, che era quello che volevo fare, lavorare coi bambini. Ma poi lì, dove c’erano tantissimi bambini bellissimi, tra le urla e i pianti ho capito che non era proprio adatto a me. E’ stato certamente uno dei momenti di maggiore difficoltà. Dopo ho fatto un lavoro di segreteria in una scuola, facevo fotocopie, ho smistato documenti, e poi ho iniziato questo lavoro per il Comune di Roma. Facendo i conti prima avevo lavorato un anno e mezzo all’asilo comunale e cinque e mezzo nella segreteria della scuola.

Da quanti anni sei iscritta all'AIPD (Associazione Italiana Persone Down) sezione di Roma ONLUS?

Sono entrata nell’associazione a 15 anni iniziando con il Club, che è il corso di autonomia, dove ci hanno insegnato come attraversare la strada, come prendere il tram, l’autobus, la metro, la gestione del denaro. Viene usato un disegno a stella in cui in ogni lato c’è un obiettivo da raggiungere. Devo dire che un obiettivo che non ho mai raggiunto era quello della Postepay (ride…).

Pensi che l’Associazione ti abbia supportata e ti stia supportando nel tuo percorso di vita?

Assolutamente sì. Dopo il Club mi hanno immessa nell’ATL ovvero Agenzia del Tempo Libero, che frequento tutt’ora. Devo dire che frequentando l’ATL ho capito molte cose di me, e sono riuscita ad ottenere tanti obiettivi personali. Nell’Agenzia del Tempo Libero noi ragazzi ci organizziamo e programmiamo da noi le serate, i concerti, i viaggi, il cinema o come andare a prendere un gelato. E’ una situazione di vita con gli altri con la collaborazione degli operatori.

Lavori per il comune di Roma, di cosa ti occupi precisamente?

Lavoro nell’archiviazione dei documenti che mi vengono sottoposti dalle colleghe in ordine cronologico, numerico e alfabetico. Si tratta di domande di iscrizione alla mensa ed al servizio dei pulmini che trasportano i bambini dalle case a scuola. Ci sono anche documenti che riguardano la condizione familiare dei bambini e l’Isee. Mi occupo anche di protocollo dei documenti, smistamento della posta nei vari uffici e faccio fotocopie e scansioni di documenti e lettere.

Utilizzi il computer?

Lo usavo, adesso la mia postazione è temporaneamente occupata da una collega che deve andare in pensione ad Ottobre. Aspetto una nuova postazione adatta al computer come grandezza.

Come ti rechi al lavoro? Pranzi lì?

Dato che non c’è traffico e mia madre è così carina che vuole portarmi fino all’ufficio, mi lascia in un punto da cui proseguo a piedi o con l’autobus. Prima pranzavo in ufficio perché rimanevo fino al primo pomeriggio e mangiavo il pranzo portato da casa, adesso ho scelto di lavorare part-time dalle 9 alle 13 e quindi torno a casa.

Lo ritieni soddisfacente o come tutti i lavori di ufficio a volte ti diventa noioso?

Lo ritengo molto soddisfacente. Mi piace molto il lavoro che faccio, e mi trovo bene con tutte le colleghe, come con la mia responsabile.

Sei nata nell’Agosto del 1990 hai 26 anni che cosa sogni di fare?

Il mio sogno è quello di continuare a lavorare dove sto, come anche di continuare a ballare e ricominciare presto a recitare, attività che ho svolto per anni.

Consiglieresti il teatro ad un’altra persona con la sindrome di Down?

Certamente, il teatro aiuta tantissimo perché ti aiuta ad esplorare i sentimenti che hai nel rapportarti con gli altri, anche nel momento in cui reciti, e poi il recitare è come se fosse uno sfogo, come anche ballare. (Il gruppo di ballo di Laura ha anche realizzato spettacoli di raccolta fondi per l’AIPD Roma, Ndr).

Una domanda sul rapporto con la tua famiglia: tutti noi abbiamo avuto nei rapporti familiari anche dei momenti conflittuali. E’ capitato anche a te nel corso degli anni?

Io ho un rapporto speciale con la mia famiglia perché la famiglia è la cosa migliore che hai nella vita. Alcune volte però litighiamo, come tutti. Ma dopo poche ore tutto si riappacifica. In ogni caso la mia è una famiglia dolcissima.

Una domanda personale: hai una vita affettiva?

Al momento non ho una vita affettiva ma ce l’ho avuta per sette anni con un ragazzo poi l’ho lasciato. Litigavamo (ride…).

Come spiegheresti, a chi non ti conosce approfonditamente, cosa significa avere la sindrome di Down?

Alle persone che mi vedono dall’esterno voglio dire che fino ad oggi ho potuto fare cio’ che ho desiderato, non mi è stato precluso niente di quello che ho voluto fare, sempre sulla base delle mie capacità. Per arrivare a questa serenità servono la famiglia, il primo punto fermo, e poi la scuola e l’associazione. E’ un lavoro di rete.

 


 

L’Associazione Italiana Persone Down nasce nel 1979 dall’idea di un gruppo di genitori di bambini e ragazzi con sindrome di Down desiderosi di scambiarsi esperienze, consigli e di condividere le problematiche legate alla nascita di un figlio con sindrome di Down.

www.aipdroma.it/chi-siamo

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    sindrome di down

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