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La comunicazione del cambiamento
Fondi Lega, Salvini dica chi ha ritirato la costituzione di parte civile

Il giornalismo ha un difetto (uno dei tanti), come il pesce dopo qualche giorno le notizie invecchiano e non interessano più né il pubblico né chi le deve scrivere. Un grandissimo sociologo dei media, Mauro Wolf, dimostrò scientificamente che la vita media di una notizia e' una settimana. E lo teorizzava quando il web non esisteva come strumento di massa e tantomeno quando i social networks neanche esistevano. E come hanno provato molti studi recenti e un recente contributo del brillante Luca D'Auria i social hanno accelerato la tempistica che brucia notizie e politica (e non solo).

Proprio perche' le notizie durano ormai il tempo dei likes di Facebook e dei followers di Twitter quelle efficacissime sugli immigrati e le navi che non devono farli sbarcare sono state artificialmente tenute in vita per un tempo miracoloso. Dal 10 giugno con la notizia del blocco della Acquarius in offerta speciale per il primo turno delle amministrative alla evoluzione della notizia del blocco della nave della guardia costiera poi liberata dal premier conte tenere in piedi sempre la stessa narrazione sullo stesso tema è una impresa che di solito riesce solo con le guerre.

Inevitabilmente doveva arrivare una nuova notizia in grado di dettare l'agenda dei media e della rete. E cosa c'è di più efficace per l'interesse del pubblico? Oltre alla cronaca nera e alle corna e a cristiano Ronaldo ci sono i soldi. Quelli che il presidente della camera ha tagliato agli ex parlamentari con la scure sui vitalizi. I soldi delle pensioni d'oro che il vicepresidente di Maio ha promesso di tagliare per oscurare il boomerang che si è tirato da solo con i calcoli occupazionali trascurati sugli effetti del decreto dignità.

E non ultimi i soldi che la giustizia ha condannato in sede definitiva la Lega a restituire allo Stato. Parliamo di 49 milioni di euro che per cristiano Ronaldo sono un anno di stipendio lordo e anche qualcosa di meno, ma che per un partito che pure oggi guida il governo non sono noccioline. Trovare quella cifra da restituire allo stato per le malversazioni per le quali è stato condannato l'ex tesoriere della lega Belsito non rappresenta di certo una passeggiata di salute.

E può, come giustamente grida con allarme il leader della Lega Matteo Salvini, essere questa sentenza una condanna a morte per la forza politica votata dal 17% dei votanti il 4 marzo e uscita ancora più vincitrice (anche per la gestione geniale delle notizie sull'immigrazione di cui sopra) dalle elezioni amministrative e dai sondaggi nazionali. Ha ragione totalmente il ministro dell'Interno Salvini quando dice che l'applicazione di questa sentenza rappresenterebbe un colpo alla legittima rappresentanza politica di una parte di italiani che scelgono un partito e non possono vedere esposto il cartello "chiuso per fallimento" dopo che gli avevano delegato sogni e rabbia per cambiare il futuro secondo le loro idee. Ha ragione quando dice Salvini che quella rappresentanza va  tutelata.

A questo punto proprio perche ha ragione il vicepresidente Salvini bisognerebbe che a pagare non fosse la Lega che dovrebbe considerarsi danneggiata da Belsito e dalle sue scelte avventuristiche su rimborsi spese, lauree creative e pietre preziose.  

Ma infatti il predecessore alla guida della Lega, Bobo Maroni, la mossa per tutelare la Lega l'aveva fatta eccome. Presentando la costituzione di parte civile della Lega nel processo. Ovvero dichiarando la lega vittima e non autrice dei reati compiuti nella gestione finanziaria dei finanziamenti pubblici al partito. E se così fosse rimasta la situazione oggi vedremmo un film diverso. Invece a un certo punto quando Bobo Maroni è stato eletto presidente della regione Lombardia e la lega ha cambiato segretario qualcuno ha deciso di ritirare la costituzione di parte civile della lega e quindi accettando che la responsabilità civile nel processo (non quella penale che rimaneva personalmente ai soggetti processati) e quindi anche l'eventuale condanna alla restituzione allo stato potesse toccare al partito. E così è successo.

A questo punto proprio perche' la comunicazione per Matteo Salvini non è un segreto ma un'arte la strada più efficace per far uscire dai guai il partito che guida con risultati straordinari e liberarlo dalla spada di Damocle dei 49 milioni di euro basta che rilanci la vera responsabilità su chi ha deciso di ritirare la costituzione di parte civile.

Siamo certi tutti che un ministro dell'Interno responsabile della sicurezza degli italiani dica il vero quando afferma che non avrebbe mai avuto a che fare con quei soldi e tantomeno avrebbe responsabilità in quella vicenda. Quindi, non mancandogli da ministro dell'Interno gli strumenti per scoprire chi hafatto quella scelta di ritirare la costituzione di parte civile della lega nel processo qualche anno fa, gli dobbiamo suggerire come ammiratori professionali della sua comunicazione (la salvinicazione) di usare la stessa nettezza e decisione che ha saputo usare per le navi dei migranti anche verso chi ha contribuito con quella scelta a condannare il partito che guida. Vada giù durissimo e la racconti nel suo stile efficacissimo. Lo sa fare e lo può fare. E vedrà che anche questa volta la notizia a quel punto con un colpevole certo chiude come nei migliori gialli la sua pagina e potrà partire una nuova agenda pronta per il mese di agosto.

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