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Cose Nostre
Perugia, "cinque reati ogni ora". Zingaretti, cacciali tutti!
LaPresse

Quella che pubblichiamo qui sotto è la premessa che i pubblici ministeri della Procura di Perugia  hanno scritto all’inizio dei provvedimenti giudiziari emessi nei confronti dei vertici dell’ospedale di Perugia, dei vertici del Pd e dei vertici della regione Umbria.

Una specie di promemoria riassuntivo delle 500 pagine di cui  consta il ricco e clamoroso provvedimento.
 
E’ una lettura veloce e oltremodo istruttiva, da non perdere. Bastano cinque minuti di attenzione. Spiega come funzionava, nella capitale umbra, la scandalosa associazione per delinquere, come i pm l’hanno configurata, che manovrava concorsi, assunzioni e promozioni dell’importante nosocomio della regione rossa che ha dato i natali a San Francesco e Santa Rita. E l’intreccio affaristico tra politica, vertice regionale e dirigenza sanitaria.
 
Un sistema efficientissimo nei misfatti, un rullo compressore. “Cinque reati ogni ora” si fa sfuggire Emilio Duca, direttore generale dell’azienda ospedaliera  e dominus dei traffici contestati, come sottolineano i giudici.
 
Una serie di comportamenti ancor più abietti in quanto si consumano sulla pelle dei pazienti. I cui interlocutori medici e infermieristici curanti non erano scelti per il loro curriculum e le loro competenze, bensì per le loro appartenenze, i loro legami con la politica, le istituzioni, il sottobosco governativo.
 
Buona lettura, dunque... C’è molto da imparare su come vanno le cose in Italia nella sanità. Sperando, magra consolazione, che Perugia sia un’eccezione e che queste prassi delinquenziali siano limitate all’Umbria e non al resto d’Italia (ma chi ci crede?).
 
Un’ultima considerazione: questo abominevole e raccapricciante malcostume avviene in una regione da sempre rossa, per mano di uomini politici di sinistra che per definizione dovrebbero stare dalla parte dei diritti dei cittadini, in particolare dei più poveri e meno fortunati. E invece... Vergogna, cari compagni.
 
Il nuovo segretario del Pd Zingaretti, da cui ci si aspetta una svolta anche nel controllo dei comportamenti privati e pubblici dei propri militanti, visti i numerosi coinvolgimenti penali sparsi in tutta Italia, ha finora traccheggiato, forse perché a corto di notizie.
 
Legga allora questa paginetta scritta dai magistrati. E capirà che ha una sola cosa da fare, obbligata: cacciarli tutti. Immediatamente. Senza se e senza ma.
 
 
 
1. PREMESSA
 

Il  2 luglio 2018 il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Perugia Emilio DUCA, colloquiando con un conoscente, affermava che in caso di intercettazioni avrebbero rilevato “cinque reati ogni ora” (prog. 2740 RIT 135/2018 dalle ore 16.10). Effettivamente il numero di reati emersi nel corso delle indagini, che hanno avuto breve durata a causa di gravissime rivelazioni di cui daremo conto, è piuttosto nutrito e ci induce, nostro malgrado, a dar ragione al direttore generale. 

Nessun concorso finalizzato alla selezione del personale dell’Azienda Ospedaliera di Perugia è risultato regolare. Le alterazioni sono marcate e gravi.

Molti dei soggetti che hanno presieduto o partecipato alle varie procedure si sono resi autori di reati per fare in modo che esse ratificassero risultati prestabiliti. 

Le modalità con cui i reati sono posti in essere denota una metodica consolidata, un sistema risalente nel tempo. Si ha la certezza che le indagini hanno colto lo spaccato di un sistema che va avanti da anni, dove ognuno sa cosa deve fare ed il fine che ciascuna procedura deve raggiungere.  Certamente l’obiettivo non è quello di individuare i più capaci a rivestire l’incarico pubblico, ma quello di ottenere una sorta di equilibrio tra diverse sollecitazioni provenienti, il più delle volte, da importanti esponenti politici della maggioranza regionale. I vincitori sono quindi persone designate, scelte prima e fuori dal concorso. Essi vengono facilitati in ogni modo. Non ci sono mere raccomandazioni rivolte ai selezionatori per avere un occhio più indulgente. Chi deve vincere viene munito delle tracce delle prove scritte e delle domande che verranno sorteggiate nel corso degli orali. Inoltre, per non avere intralci, anche le commissioni esaminatrici vengono composte da funzionari fidati o, talvolta, attraverso sorteggi pilotati.  

I massimi vertici dell’Azienda Ospedaliera sembrano dediti quasi esclusivamente a svolgere tale attività manipolatrice di procedure. Le conversazioni sono tantissime ogni giorno e provenienti da più parti. In questa defaticante attività hanno coinvolto molti altri dirigenti, anch’essi consapevoli che l’alterazione delle procedure diviene questione di sopravvivenza. 

In effetti, la conservazione dei loro incarichi, a partire dal direttore generale sino all’ultimo dei dirigenti, discende in maniera consequenziale dell’assecondare tutte le sollecitazioni per lo più illegali degli amministratori politici di riferimento.  

Le indagini si sono concentrate su questa gestione illegale delle procedure concorsuali a partire dalla fine del mese di gennaio 2018 allorché il Direttore amministrativo dell’Azienda Ospedaliera, il dott. Maurizio VALOROSI, dopo aver ricevuto la segnalazione da parte del marito di una candidata, successivamente, riceveva da Emilio DUCA, Direttore Generale dell’Ospedale di Perugia, la notizia che costui era riuscito ad ottenere le tracce della selezione pubblica e le aveva consegnate al marito della concorrente (“sabato sono riuscito ad avere i temi e glieli ho dati al marito”, cfr. prog. n. 125, 175, 176 Rit 4/2018). Pertanto, a seguito dei nuovi elementi indiziari venivano avviate ulteriori operazioni d’intercettazione telefonica finalizzate a captare le conversazioni e le comunicazioni intercorse sia sull’utenza dell’ufficio in uso a VALOROSI Maurizio e DUCA Emilio sia su quella in uso a BARBERINI Luca, Assessore alla Salute, alla Coesione Sociale ed al Welfare della Regione Umbria, emergendo dalle conversazioni tra il Direttore Generale e il Direttore Amministrativo molteplici riferimenti “all’assessore”.

Si otteneva, inoltre, l’autorizzazione a disporre le operazioni d’intercettazione ambientale nell’ufficio adibito a sale riunioni, collocato al 4° piano dell’edificio CREO dell’Azienda Ospedaliera di Perugia, e nell’ufficio di DUCA Emilio, oltre all’intercettazione ambientale e dei flussi di conversazioni-comunicazioni telematiche (comprensive di tracciamento- c.d. positioning) mediante captatore informatico (c.d. trojan) installato sugli apparecchi telefonici in uso a DUCA Emilio e a VALOROSI Maurizio. 

L’attività d’indagine espletata consentiva non solo di trovare riscontro all’anzidetta ipotesi investigativa, ma disvelava una pluralità di nuove e gravi fattispecie penali consumate dai dirigenti pubblici della struttura sanitaria perugina, nella specie i reati di abuso d’ufficio, di rivelazione di segreti di ufficio, di falso ideologico e materiale e di corruzione per l’esercizio della funzione.

Si rivelava altresì che le predette ipotesi di reato si collocavano in un più ampio contesto delittuoso caratterizzato dalla sussistenza di un’associazione a delinquere costituita e gestita dalle figure apicali dell’Azienda Ospedaliera di Perugia, collocandosi a capo della stessa il Direttore Generale DUCA Emilio. Risultava evidente che la struttura associativa fosse finalizzata a commettere un numero indeterminato di reati contro la pubblica amministrazione e contro la fede pubblica, volti a consentire una sistematica manipolazione dei concorsi pubblici banditi dalla predetta azienda per il conferimento di qualifiche dirigenziali e per l’assunzione a tempo determinato e/o indeterminato di personale tecnico, amministrativo e sanitario. 

L’attività d’intercettazione offriva, pertanto, un quadro avvilente di totale condizionamento della sanità pubblica perugina agli interessi privatistici e alle logiche clientelari politiche. Dall’esposizione dei fatti oggetto di contestazione si avrà, infatti, cognizione di uno stabile e consolidato asservimento della Dirigenza sanitaria agli interessi di parte della locale classe politica. In questo contesto di distorsione istituzionale della sanità umbra svolgono un ruolo primario le figure apicali del Direttore generale, DUCA Emilio, in quanto fautore di questo sistema clientelare, del Direttore amministrativo dell’Azienda Ospedaliera, VALOROSI Maurizio, e del Direttore sanitario della medesima struttura PACCHIARINI Diamante, i quali sono soliti asservirsi, in maniera continuativa e fissa, alla richieste illegittime provenienti dalla classe politica e più nello specifico dall’assessore regionale alla Salute BARBERINI Luca, dalla Presidente della Regione Umbria MARINI Catiuscia e da BOCCI Gianpiero, sottosegretario del Ministero dell’Interno dal 03.05.2013 al 01.06.2018 nonché Deputato della Repubblica Italiana dal 05.03.2013 al 22.03.2018 ed attualmente segretario regionale PD dell’Umbria, pilotando in tal modo le assunzioni e le nomine dirigenziali ospedaliere a favore dei candidati “raccomandati” da quest’ultimi. 

Nel prosieguo si illustrerà come il sistema associativo posto in essere dai Direttori dell’Azienda Ospedaliera conceda agli stessi associati di perseguire diversificati obiettivi, consentendo agli stessi di acquisire consenso presso i propri referenti politici e conseguentemente di assicurarsi il mantenimento dell’attuale posizione lavorativa all’interno dell’azienda ospedaliera. Tutto ciò trova conferma nella disciplina normativa contenuta nella legge regionale n. 11/2015 che, in merito alla nomina del Direttore generale, prevede all’art. 26: “…L'efficacia della nomina è subordinata alla stipula di apposito contratto di diritto privato tra il Presidente della Giunta regionale ed il Direttore generale, di durata non inferiore a tre anni e non superiore a cinque anni […] Prima della scadenza del contratto, la Giunta regionale con atto motivato contenente la valutazionepositiva dell'operato del Direttore generale può procedere alla conferma dell'incarico con la stipula di un nuovo contratto nel rispetto di quanto previsto al comma 6, ovvero prorogare per un periodo non superiore a sessanta giorni il contratto in scadenza […] Le funzioni di Direttore generale non possono essere esercitate per un periodo superiore ai dieci anni…”.

Ne consegue, pertanto, che l’interesse basilare di DUCA è quello di assecondare le volontà dei citati politici. VALOROSI e PACCHIARINI, che vengono direttamente nominati dal Direttore generale, sono interessati a cooperare con quest’ultimo.

Questo assoggettamento di DUCA, e conseguentemente dell’intera Dirigenza sanitaria perugina che da lui dipende, agli interessi della classe politica locale, deve essere ricercato proprio nella volontà di perpetuare l’incarico che ricopre la cui scadenza è fissata per il 31.03.2019. Da qui il ruolo di collettore di “raccomandazioni” assunto da DUCA il quale ha architettato un vero e proprio sistema organizzativo capace di falsare le procedure concorsuali pubbliche bandite dall’Azienda allo scopo di favorire sia i candidati interni che quelli esterni alla struttura ospedaliera, purché sponsorizzati da soggetti politici o altre figure che ricoprono una posizione apicale dalla quale egli stesso possa ricavarne un tornaconto personale. Il suo incarico lavorativo gli permette, per di più, di avvalersi dei Dirigenti dell’Azienda Ospedaliera, per impartire ai componenti delle commissioni esaminatrici le disposizioni necessarie per assecondare le volontà di politici e non, sempre che non sia lui stesso in prima persona a farlo. Altrettanto servile è la condotta adottata da VALOROSI e PACCHIARINI sia nei riguardi dei politici locali, o di altri c.d. “poteri forti, sia nei confronti dello stesso DUCA con cui abitualmente si relazionano e al quale si rivolgono per ricevere le disposizioni sulla gestione delle procedure concorsuali pubblicate. Tuttavia, è necessario evidenziare come questo atteggiamento di asservimento coinvolga quasi tutti i dirigenti della direzione ospedaliera, tanto da risultare evidente che la regola implicita, affermatasi nella gestione ordinaria dell’azienda di Perugia, sia quella per cui l’assunzione di un posto di lavoro all’interno della struttura ospedaliera non possa prescindere dal consenso dei politici locali e dalla mediazione di DUCA e degli altri Direttori. Appare limpido che il criterio della selezione per merito non esiste, o meglio ancora che è stato bandito dall’Ospedale di Perugia. Ovviamente, il fatto che ciò avvenga in un settore così nevralgico ed importante per la vita e la salute dei cittadini quale il servizio sanitario rende tali condotte ancora più odiose.

Un’altra frase del direttore generale, ripetuta spesso e nei contesti più disparati appare premonitrice: “io  posso ricevere un avviso di garanzia o essere arrestato per i concorsi e le gare … se io non mi occupo di queste due cose posso andare a spasso tutto il giorno” (progr. 2389 R.I.T. 135/2018 – file video dalle alle ore 16:03 circa del 13.06.2018). 

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