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Criminalmente
Il delitto dei fidanzati di Pordenone

È di 31 pagine l'ordinanza  di custodia firmata dal gip Alberto Rossi, della Procura di Pordenone, secondo la quale sarebbe Ruotolo l'uomo che alle 19.50 del 17 marzo 2015 ha ucciso, con sei colpi di pistola calibro 7,65, i fidanzati Trifone Ragone e Teresa Costanza, di 28 e 30 anni, nel parcheggio del Palasport di Pordenone.
Ruotolo, commilitone di Ragone nel 132esimo reggimento carri a Cordenons e suo ex coinquilino, fu iscritto nel registro degli indagati lo scorso ottobre. Secondo il gip, avrebbe ucciso "nell'indifferenza e nell'assenza di un qualsiasi senso morale", a fronte di una "elevata capacità criminale".

Oltre a Ruotolo, indagato per duplice omicidio aggravato dalla premeditazione, è ai domiciliari anche la sua compagna Rosaria Patrone, con l'accusa di favoreggiamento. L' aspetto psicologico  sembra essere la cornice di senso all' impianto accusatorio.
Per chiarire alcuni aspetti di questa vicenda abbiamo intervistato lo psicologo e psicoterapeuta Fabrizio Mignacca.

 

La dinamica omicidiaria quali dinamiche psicologiche descrive?


“Il delitto di Pordenone, quello che ha coinvolto i due ragazzi, Ragone e Costanza, non sembra evidenziare dinamiche psicologiche così estreme da poter essere un caso emblematico. La procura sembra come al solito colmare i buchi interenti alle motivazioni con una serie di congetture assai ardite.”


E per quanto riguarda la responsabilita’ del presunto killer, Giosue’ Ruotolo , quali dinamiche psicologiche possono aver agito?


“ È evidente che gli elementi che hanno portato il commilitone di Ragone, Giosuè Ruotolo, in carcere siano più sostenuti da una ricostruzione delle tempistiche e delle opportunità che il Ruotolo avrebbe avuto durante l’omicidio dei due ragazzi. Al di là di questo una serie di congetture che non hanno nessun fondamento scientifico da un punto di vista psicologico. “


La procura di Pordenone pero’ non e’ d’accordo


“Il postulato secondo il quale Ruotolo avrebbe ucciso in base ad una serie di pesanti screzi che avevano portato ad almeno una rissa accertata, ad un profilo falso dal quale lo stesso militare avrebbe mandato messaggi alla ragazza di Trifone Ragone, per screditarlo, non può essere la base per la composizione di un profilo di personalità di un freddo killer e la dimostrazione di una predisposizione ad uccidere.”


E per quanto riguarda la responsabilità di Rosaria Petrone, la fidanzata di Giosue’?


“ È totalmente ingiustificata la descrizione dell’ipotetica influenza che la fidanzata di Ruotolo, Rosaria Patrone, avrebbe avuto all’interno della faccenda. All’esame obiettivo dei fatti ella avrebbe soltanto chiesto ad alcune amiche di non far trapelare l’utente che inviava falsi messaggi a Teresa Costanza, ovvero il suo fidanzato Giosuè Ruotolo. Da qui la Procura ed in seguito il GIP hanno ipotizzato una figura più simile ad una Dark Lady che agisce per un interesse personale che va oltre l’idea di una follia lucida di persecuzione.”


Che ruolo ha in questo caso un’analisi psicologica dei due indagati?


“La psicologia e soprattutto il profilo di personalità non è un gioco per colmare i buchi della motivazione a compiere atti così nefandi. Servono numerosi colloqui, test e molto buon senso per esprimere anche solo un lieve parere. Bisogna avere una esperienza che non si trova nei romanzi noir o nella fantasia dello spettatore. C’ è un errore strutturale nelle indagini che vengono fatte. Si pensa che i fatti spieghino gli avvenimenti. Il problema è che le azioni spiegano gli eventi e le azioni sono sempre personali come le motivazioni che le supportano.”


Ci puo’ spiegare meglio?


“Molto spesso chi conduce gli interrogatori sui testimoni non sono gli stessi PM, ma le Forze di Polizia che poi mandano un report che pur descrivendo i fatti ne edulcora tutti gli elementi psicologici sia perché non vengono ritenuti importanti, sia perché difficilmente vengono rilevati. Questi resoconti sono la base su cui un Pubblico Ministero inferisce, oltre che le circostanze, anche le motivazioni. E’ normale quindi che le motivazioni vengono immaginate sulle circostanze e subiscono una distorsione che tende a riempire i buchi che le circostanze lasciano”


Quindi, secondo lei, sono motivazioni deboli


“La parte delle motivazioni e del movente sembra come al solito, più propria di un film che della realtà al di là del fatto che orari e opportunità giocano contro Giosuè Ruotolo. A maggior ragione per la posizione di Rosaria Patrone  che diventa un personaggio tipo “femme fatale” orientato a strane azioni manipolative che non compaiono. È chiaro che potrebbe essere una strategia da parte  della Procura per mettere pressione sui presunti colpevoli per spingerli a fare rivelazioni importanti.”

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    delittopordenone

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