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Criminalmente
Pier Paolo Pasolini: analisi di un Uomo poeticamente scomodo

Interpretare,con modestia d' intenti , l' opera  d’arte per indagare la psicologia del suo autore con l’ausilio degli strumenti forniti dall’esperienza analitica, permette un’operazione di rilevante interesse psicologico, sociologico e culturale.

Nei due romanzi  “Ragazzi di vita” e “Una vita violenta”.i protagonisti sono i giovani di borgata, il loro mondo è'  descritto con precisione documentaria e con amore artistico . Sì, dice che Pasolini fosse rimasto affascinato dalla carica anarchica di questi ragazzi di vita, dal loro capacità a seguire gli istinti e agli impulsi e a fuggire da ogni regola di comportamento .  Nella sua opere  , Pasolini , è sempre alla ricerca spasmodica di un percorso individuale lungo il quale esprimere la sua peculiare dimensione umana ma  è' una ricerca tortuosa, ansiosa, travagliata intrapresa da Pasolini come in chi vive come “diverso” proprio a partire dal suo stato di “mancanza” interiore, che lo spinge verso il mondo e reclama la relazione con l’altro. 

Una sofferenza ,derivante dall' esclusione , e  una rabbia distruttiva integrate in un piano di sviluppo della personalità ma che per  Pasolini, tale integrazione,sembra essere stata sempre difficile e problematica.

 Sempre ne " Ragazzi di vita” e “Una vita violenta” Pasolini utilizza un linguaggio di sua invenzione a metà tra gergo e dialetto, che ricorda il linguaggio degli infanti o  il linguaggio dei primitivi. Comunque un linguaggio antropologicamente e ontologicamente fissato alle primi fasi dell' evoluzione del genere umano o dello sviluppo dell' uomo evidenziando un attaccamento all' infanzia o a tutto ciò che è' di atavico , avulso dal sociale e normativamente libero da stereotipi culturali , religiosi e etici.

Ma nello stesso tempo personalità sofferente che risente dell' abbandono delle figure istituzionali, deluso , arrabbiato. Figure istituzionali che non si limitano solo all' idea di stato, governo, o dottrina religiosa ma anche , e sopratutto, all' idea di pater familias che si concretizza nella figura genitoriale che accudisce e protegge.

È il rapporto conflittuale con la realtà , soggettiva , intima contemporanea che porta il poeta- regista a realizzare film basati su un' incomunicabilità insanabile, come Medea. In Medea  infatti la situazione di tesi  rappresentata dal mondo arcaico-barbarico-mitico-ieratico e situazione di antitesi , rappresentata dal mondo moderno-razionale-pragmatico-laico-manie- non raggiungevano la sintesi ma condannando il poeta ad un eterno conflitto.La critica di Pasolini è' rivolta verso gli ideali della Civita borghese che ha completamente distrutto la purezza del passato , ontologicamente inteso come  rimpianto dell' infanzia. Un' infanzia accudita , protetta dal maternage ma sopratutto sofferenza per la mancanza di una figura paterna , poco presente e riconoscente del figlio Pier Paolo . 

Pasolini, come altri scrittori o cineasti rifiuta una società gerarchizzata, con il padre-padrone. Ha in mente una società matriarcale, dove la forza non determina l’organizzazione sociale del gruppo, dove la donna ha un ruolo più rilevante, competenze e funzioni molto evidenti.

Un ritorno al grembo materno sembra essere la soluzione per proteggersi da una realtà distruttiva, individualista, egoista. Una negoziazione irrealizzabile in un corpo adulto in eterno conflitto con un animo  adolescente come quello di Pier Paolo Pasolini

Il tema dell'amore per la madre ritorna  predominante ne " La meglio gioventù " e " L'usignolo della Chiesa Cattolica e in " Poesia a forma di Rosa" dove il conflitto, la confusione nell' identità della personalità si misura con l' attaccamento alla figura materna infatti la madre , in queste opere, è' vista come una bella fanciulla che assume poi i caratteri di un fanciullo. Conflitto tra terreno e spirituale e tra il mito,che fornisce archetipi ,e interiorità del poeta trova realizzazione nella sua opera cinematografica Il Vangelo secondo Matteo. La fedele rilettura dei testi sacri  viene personalizzata dalla presenza del popolo protagonista e dalla dissacralita , tutta soggettiva, della figura della madonna nell' affidare il ruolo madre.

Pasolini amava i suoi giovani attori in quanto giovani , anche minorenni, e socialmente appartenenti a classi sociali disagiate, abbandonati a se stessi dalla famiglia e dalle istituzioni, insomma una categoria da proteggere e accudire , amare in un rapporto dove spesso era confuso il ruolo di accudito e accudente.

Pier Paolo adulto si fa portavoce di quell' insaziabile voglia di umanità , ingenua e pura che domina in un animo fanciullo. 

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