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Crypto Affari
La nascita delle criptovalute

L'undici febbraio 2009 comparve un post in una mailing list dedicata agli studi sulle applicazioni "peer-2-peer" che suonava più o meno così:

 

"Ho sviluppato un nuovo sistema open source, peer to peer per la valuta digitale chiamato Bitcoin. E' completamente decentralizzato, senza alcun server centrale o parti fiduciarie, perchè ogni transazione è validata da prove crittografiche piuttosto che sulla  fiducia. Provatelo, o date un'occhiata agli screenshot e al design paper"

 

L’autore reale del post è rimasto fino ad ora sconosciuto nonostante i massicci sforzi per individuarlo. Di lui si conosce solo lo pseudonimo: Satoshi Nakamoto, il misterioso nome che ha scritto il paper dell’idea originale e che ha portato avanti il primo periodo dello sviluppo dei programmi fino alla loro maturazione. Poi è semplicemente svanito nel nulla.

Il paper originale è una pietra miliare da cui sono derivate diverse tecnologie applicabili in svariati campi e può risultare un po' ostico da comprendere per i meno addetti ai lavori.

Anzi, ad essere sinceri crea sovente non pochi problemi anche ad essi.

Le poche righe di quel post raccolgono l'essenza di Bitcoin e degli aspetti principali che lo caratterizzano: il codice sorgente è liberamente fruibile ed analizzabile da chiunque, è gratuito e dal punto di vista tecnico si basa sulla decentralizzazione del proprio governo. Avremo modo in seguito di approfondire tutti questi aspetti, di capire perché siano importanti e quali garanzie diano.

 

Correva l’anno 2008, soffermiamoci un attimo quindi sul contesto in cui nasce Bitcoin.

Era da poco scoppiata la crisi e molte banche subirono impatti notevoli che talvolta vennero scaricati su correntisti e risparmiatori. In Italia arrivò l’onda lunga di quella crisi che portò molte aziende alla chiusura e perfino al suicidio di tanti imprenditori, i fatti delle cronache sono purtroppo noti a tutti.

La fiducia verso le banche era ai minimi storici ed un gruppo di sviluppatori appassionati di crittografia e dalle idee piuttosto anarchiche, detti Cypherpunks, inizià a gettare le basi di quello che sarebbe diventato Bitcoin.

Ci furono in realtà dei tentativi precedenti a Bitcoin, tutti fallimentari perchè presentavano alcune buone idee ma i progetti nel loro complesso non erano in grado di sostenersi e di restituire le necessarie garanzie sia tecniche che di fiducia.

Tutti questi sistemi, in un modo o nell’altro, si scontravano con un problema apparentemente insolvibile: il rischio che un utente potesse fare “copia e incolla” in qualche modo dei propri soldi si poteva sventare solo facendo transitare le informazioni attraverso una autorità centrale superiore che certificasse la bontà di ogni operazione; questa soluzione, per una serie di ragioni che approfondiremo in seguito, non restituiva però sufficienti garanzie.

In questo contesto, arriva Bitcoin e si impone sulla scena prendendo alcuni elementi utili dei tentativi che lo hanno preceduto e riuscendo a rimodellarli in modo che i punti deboli di uno fossero coperti dai punti di forza degli altri, aggiungendo ulteriori migliorie.

Bitcoin semplicemente funzionava, aveva senso, era solido, non richiedeva di alcun tipo di autorità centrale e soprattutto era inarrestabile poichè l’infrastruttura sottostante, la cosiddetta Blockchain, una volta fatta partire era nelle mani di tutti e di nessuno.

 

Se da una parte Bitcoin ha avuto un padre misterioso, non si può certo dire che la madre, ossia la Blockchain, sia di immediata comprensione. Una Blockchain è, come dice il nome, una catena di blocchi: strutture dati usate per immagazzinare transazioni.  Sono corredati da una serie di altre informazioni e connessi tra loro formano un'unica sequenza. I blocchi sono legati tra loro “matematicamente” : ogni blocco ha un suo identificativo (vedremo che è simile ad un codice fiscale) che permette di riferirsi ad esso e di creare dei collegamenti sicuri, non modificabili e dipendenti dal contenuto.

Chiunque può liberamente creare un nodo della rete Bitcoin, ogni nodo ha una sua copia locale dell'intera Blockchain e continua ad aggiornarla. Questo permette di non dipendere da nessun nodo della rete: se anche perdessimo di colpo metà dei computer che formano la rete Bitcoin, esso non ne risentirebbe ed i dati verrebbero comunque garantiti.

La copia locale è usata dai nodi per condurre verifiche indipendenti di tutte le transazioni correnti e passate, ciò rende la struttura estremamente resistente e resiliente ad eventuali  attacchi.

 

Nei prossimi articoli vedremo meglio il funzionamento generale, i singoli componenti e come questi, collegandosi tra loro danno vita a quella che probabilmente è una delle più importanti novità dall’arrivo di Internet.
 

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