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Destinazione Sud
Viaggia, divertiti e rispetta: nelle Gravine tarantine il turismo è “slow”

Sulle tracce della Natura, ma senza fretta. Giù nel ventre pietroso della Gravina di Castellaneta, larga sino a 300 metri, profonda 150 e lunga decine di chilometri, si può sperimentare il brivido della discesa, la fatica del tragitto sconnesso e la vertigine dell'arrampicata. Seguendo le orme secolari dei monaci basiliani, i camminamenti dei pastori, dei raccoglitori di erbe e capperi e, sgranellando a ritroso il rosario del tempo, forse scorgendo un anfratto che fu buio rifugio di trogloditi dell'Età del bronzo e poi di briganti post unitari. E' la Storia di una Terra che ricomincia a scorrere, anzi a camminare, sulle gambe di appassionati che si affacciano curiosi su questi burroni che trapassano la provincia di Taranto come una lama affilata, da parte a parte, da Ginosa sino a Grottaglie.

Passione per il trekking e amore per la propria terra, che è insieme cultura, arte e paesaggio, sono diventati la “missione” dell’Associazione Culturale “Amici delle Gravine di Castellaneta”. «Camminare lentamente per riscoprire la bellezza che ci circonda e il gusto di stare insieme», dice il presidente Rocco Colamonico per spiegare la filosofia che gli amici delle Gravine «cercano di trasmettere ai tanti turisti, escursionisti e semplici visitatori che si affacciano per la prima volta a Castellaneta».

Siamo in pieno Parco regionale Terra delle Gravine, quasi 29mila ettari di canyon e macchia mediterranea, grotte rupestri e insediamenti neolitici, tratturi e muretti a secco, piante officinali e rarissimi rapaci migratori. La novità è che tra i nuovi “abitatori” delle gravine spuntano come funghi freeclimber aggrappati a pareti a strapiombo, escursionisti provenienti dal nord Europa, viaggiatori giapponesi alla ricerca di luoghi unici fuori dalle rotte del turismo ufficiale. Qui, a mezza strada tra la Basilicata e il Salento, trovano la risposta suggestiva alla domanda di un turismo diverso, ecologicamente corretto, nel segno della risoluzione dell'Onu che il 4 dicembre 2015 ha decretato ufficialmente il 2017 come l’anno del turismo sostenibile, con lo slogan “Travel, Enjoy, Respect”.

Viaggia, divertiti e rispetta, dunque, è la formula perfetta per scoprire questo angolo di Puglia, regno delle “montagne al contrario” e della “civiltà rupestre”. Ed è anche l'idea che fa muovere gli Amici delle Gravine: «Questo 2017 – dicono - sarà un anno di grandi cammini, che vedrà protagonista la Terra delle Gravine con la millenaria storia degli insediamenti rupestri, i boschi di Montecamplo da affrontare anche in mountain bike su percorsi cicloturistici, grazie alla collaborazione con l’Asd MTB Group-Castellaneta. Senza dimenticare l’Appia Antica, la regina viarum, oppure le vicende storiche più recenti del brigantaggio: siamo impegnati tutti insieme per valorizzare la nostra cultura, le nostre tradizioni».

Castellaneta, insomma, è un vero e proprio “catalogo” da sfogliare. Quasi un museo a cielo aperto per chiunque voglia accostarsi al territorio, con un occhio attento alla Natura, alle Culture e alle vicende storiche che ha accolto nel suo grembo: dalla Magna Grecia al Regno di Napoli teatro del Sacco di Castellaneta, anno Domini 1503. Un pellegrinaggio “slow”, perché camminare è allo stesso tempo la più antica forma di mobilità e la più contemporanea declinazione del viaggiare. Turismo lento, in mountain bike o a piedi, che durante il tragitto permette di godere della bellezza del paesaggio, anche d'inverno: «Le belle giornate, anche se a singhiozzi, si sono affacciate, la vegetazione ancora zuppa d'acqua, grazie ai primi raggi di sole comincia a germogliare, le giornate si allungano, insomma, è il preludio al periodo dell'anno più vitale per la gravina».

In attesa, però, che le acque piovane che scorrono impetuose sul fondo della gravina lascino campo libero ai cultori del trekking, è possibile avventurarsi su altri sentieri. Le strade del ferro, vecchi tracciati ferroviari restituiti ad una seconda vita: ma senza i treni e da percorrere rigorosamente a piedi; oppure le vie della città sotterranea sepolta nel cuore del Centro Storico di Castellaneta: «Un intricato succedersi – raccontano gli Amici delle Gravine - in varie direzioni, di cunicoli, grotte, caverne cupe, che l’uomo nei secoli ha modificato per le sue necessità, adattandole a legnaie, granai, trappeti, palmenti ma mantenendo sempre l’identità di una città sotterranea, dimora in tempi preistorici di chissà quale popolazione. Una fitta rete di camminamenti che hanno alimentato, storie e leggende popolari che ancora oggi si tramandano di generazioni in generazioni».

Curiosità e conoscenza, piacere della scoperta e rispetto dell'ambiente alimentano anche una prospettiva più lunga, in cui la Puglia può ritagliarsi spazi adeguati. I dati parziali dei primi nove mesi del 2016, difatti, svelano una tendenza positiva per il turismo pugliese: +5 e + 3% è l’incremento provvisorio di arrivi e pernottamenti (in valore assoluto: 3 milioni e circa 12,9 milioni) rispetto allo stesso periodo del 2015, mentre la crescita della componente straniera, limitata ma promettente, tocca il più 9 per cento. In Italia, del resto, il core business turistico ha prodotto nel 2015 un valore aggiunto di 67,2 miliardi di euro, pari al 4,2% del Pil, e se si considera anche l’indotto la cifra sale a 165,4 miliardi di euro, il 10,2% del Pil (World Travel and Tourism Council). Una fetta non trascurabile del mercato globale che, secondo le cifre dell’Unwto, l’Organizzazione mondiale delle Nazioni Unite per il turismo, ha generato nel 2016 un giro d’affari di 1.260 miliardi di dollari e un numero di viaggiatori che sfiora il miliardo e 200mila persone.

Numeri che incrociati con le tendenze in atto, regalano al “turismo dolce” - sostenibile e lento – una prospettiva di crescita insospettabilmente veloce. La fotografia scattata dalla Fondazione Univerde accerta, ad esempio, che circa il 16 per cento degli italiani dichiara di praticare un turismo sostenibile e responsabile. E in un futuro che è già dietro l'angolo, uno studio di Puglia Promozione certifica che le traiettorie di questi potenziali clienti punteranno dritte su mete in grado di soddisfare il crescente desiderio di autenticità e di unicità dell’esperienza turistica, di assecondare la maggiore attenzione alla componente ambientale e all’eco-sostenibilità del viaggio, di offrire bike tourism e turismo avventura, al pari della ricerca di destinazioni nuove in luoghi incontaminati e non massificati. Ciò che, in fondo, gli Amici delle Gravine di Castellaneta hanno già capito da soli, semplicemente alzando lo sguardo davanti a sè: «Il nostro è l'invito all’andar lento per evadere dal mondo frenetico e godere dei paesaggi che la Terra dona: ogni luogo ha la propria bellezza, purché si abbia il tempo di capirne i dettagli, le origini, i cambiamenti». Bastano uno zaino, scarponcini e bacchette. Tutto il resto lo offre Madre Natura.

Tags:
naturaterra delle gravinepugliacastellanetaciviltà rupestreturismo slowsostenibilitàtrekkingbike tourism

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