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Eppur si muove
L’Italia (falsa) della Tv

Di esempi, in Tv, se ne potrebbero fare molti, ma ne bastano pochi. Anzi, uno solo. Contesto: Mattino 5, Canale 5 (Mediaset), programma condotto da Federica Panicucci e Francesco Vecchi. Lunedì 3 aprile. Titolo del servizio: «Il taglio dei vitalizi? Anche no!». Tra gli ospiti Danino Toninelli (M5s) e Simona Malpezzi (Pd). Che fanno a gara a chi, tra i due, assomigli di più a un cittadino normale – senza le corna del politico, senza le stimmate del parlamentare. E insomma, parte la requisitoria contro il Privilegio (con la P maiuscola). Quello che sul blog di Beppe Grillo (che non è di Beppe Grillo) è definito uno «scandalo mondiale». E Toninelli e Malpezzi, intervallati da Vecchi, incrociano le spade.

Lui, grillino dalla faccia pulita, se la prende col Pd che non vorrebbe abolire il Privilegio; lei, che non è da meno, ma fatica a controbattere, rimprovera al M5S di volere togliere di mezzo solo i Privilegi futuri (dopo il 15 settembre 2017) e non quelli precedenti – come proposto dal Pd. Solita storia. E Toninelli, appunto, ne esce meglio. Morale: quelli della XXVII legilsatura non meritano niente. Ad un tratto, mentre si rincorrono i servizi a giustificare l’indignazione collettiva, spunta un riquadrino. E Mattino 5 fa bingo: «Vitalizi ai parlamentari e pensionati alla fame»Capito, sì? «Vitalizi ai parlamentari e pensionati alla fame». Ma è tutto falso.

(A) Perché l’immagine stereotipica degli anziani prostrati dai 300 euro al mese, stremati dalla fame e in attesa di un ombrello dalle intemperie della crisi (ormai un luogo comune) è, appunto, solo un' immagine. Lo dice, tra gli altri, il Censis nel 50° Rapporto sulla situazione sociale del Paese/2016: «Il descritto quadro di buona disponibilità economica dei longevi, in generale ridimensiona le letture pauperistiche e che troppo spesso associano la vecchiaia alla povertà e alla marginalità». In numeri: la ricchezza netta delle famiglie anziane è cresciuta, tra 1991 e 2012, del 117,8%. Più del doppio, cioè, di quella del totale delle famiglie italiane (+56,8%). O ancora: nel 1991 gli anziani detenevano il 19,3% della nazionale totale, oggi il 34%.

(B) Perché i vitalizi non esistono più, dal 2012: e se l’attuale legislatura proseguisse oltre il 15 settembre 2017, deputati e senatori (quelli nuovi) maturerebbero una pensione, calcolata con metodo contributivo, che potranno riscuotere una volta compiuti 65 anni (60 in caso di rielezione). Pensione con un ammontare totale inferiore rispetto a prima del 2007, e a prima del 2012, e – senza dubbio, nel complesso – ai primi anni ’90. Anni in cui, a vario titolo e su vari aspetti, si è sforbiciato sulle rendite (e giustamente, e non di poco). Quanto prenderebbero col sistema in vigore? Tra i 900 e i 1500 euro al mese, a seconda dei mandati svolti. Scrive Lavoce.info: «Rivedere marginalmente le regole equiparandole del tutto a quelle vigenti per i lavoratori ordinari non comporterebbe risparmi significativi e sarebbe una conquista meramente simbolica» (per appronfodire: qui e qui).

Tutto questo non ha importanza, però. Il punto non è informare, ma cavalcare l’onda. Infatti, come insegna l’epopea letteraria de La Casta (il libro dei giornalisti Rizzo e Stella che a maggio compirà 10 anni), è sempre, e soprattutto, una questione di titolo. Perché vuoi mettere l’effetto ammazza-share di un servizio con su scritto «pensioni calcolate con metodo contributivo ai parlamentari, e pensionati, in qualche caso, alla fame. Anche se i numeri dicono che in generale sono più ricchi, nonostante la crisi, nonostante tutto»? Improponibile. Roba da far chiudere baracca e burattini. E allora meglio la Pensione d’oro, il Vitalizio mascherato, il Privilegio: tutti nomi che, negli ultimi due mesi, sono serviti a scansare i maestrini che ricordavano l’abolizione di fatto del vitalizio. Così passa il seguente messaggio: è cambiata la forma, non certo la sostanza.  

I vitalizi non muoiono mai. E la parola rimane lì: «Il taglio dei vitalizi? Anche no!». La televisione crea ed amplifica le condizioni perché il sospetto diventi certezza. E non servono numeri per sostenere quello che il Paese reale crede ed urla: il vitalizio c’è, e magari, addirittura, è più alto di prima. Di questa tendenza ha parlato di recente Angelo Panebianco sul Corriere della Sera, captando nell'aria una «resa culturale» ai 5StelleE chi se ne accorge, e lo sottolinea, naturalmente, fa parte della Casta. O no?

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